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Decreto rinnovabili, Assosolare chiede certezze sugli incentivi del Conto Energia

Decreto rinnovabili, Assosolare chiede certezze sugli incentivi del Conto Energia

Decreto rinnovabili, Assosolare chiede certezze sugli incentivi del Conto Energia

Non limitare gli impianti fotovoltaici a terra, non mettere in discussione gli incentivi del Conto Energia, analizzare con attenzione costi e benefici del fotovoltaico

Questi i contenuti dell’audizione di Assosolare, l’Associazione italiana dell’industria fotovoltaica, in Commissione Industria al Senato, nell’ambito dell’esame del Dlgs sulle rinnovabili.

Nell’audizione in Senato, il Segretario Generale di Assosolare, Francesca Marchini, ha illustrato i tre punti del Decreto su cui si concentrano le proposte dell’Associazione:
– l’articolo 8, comma 5, che limita la costruzione di impianti fotovoltaici a terra su aree agricole a 1 MW di potenza;
– l’articolo 22, che porterebbe a una revisione delle tariffe incentivanti nel terzo anno di vita del Conto Energia;
– i costi effettivi del fotovoltaico, gli incassi per lo Stato e l’incidenza del fotovoltaico sulla spesa del cittadino.

In merito alla costruzione di impianti a terra, per Assosolare l’articolo del decreto è in contrasto con lo stesso Conto Energia, in cui viene sottolineata la compatibilità tra terreni con destinazione agricola e impianti fotovoltaicI a terra. Anche perché gli impianti solari hanno carattere temporaneo, e alla fine della loro vita utile possono essere smantellati agevolmente permettendo una riconversione dell’area agevole e poco onerosa. Anche nell’ipotesi che l’intero nuovo tetto fotovoltaico (3.000 MW) venga utilizzato per l’installazione di impianti a terra si avrebbe un’incidenza in termini di superficie occupata pari allo 0,019% della superficie italiana e allo 0,045% dell’area agricola utilizzata.

È stato contestato l’articolo che prevede una revisione del sistema incentivante nel terzo anno di vita dell’attuale Conto Energia. ‘Pur nel positivo intento di uniformare e scadenzare i sistemi incentivanti per le fonti rinnovabili al 2020 – ha detto Marchini alla Commissione -, si ritiene indispensabile non alterare quanto già disposto per il settore fotovoltaico. Una revisione del Conto Energia metterebbe in gioco gli incentivi già stabiliti, nell’ultimo anno del triennio di validità, ponendo ulteriori incertezze per il settore su un piano che sembrava ormai stabilizzato almeno fino al 2013 e per il quale sono già stati avviati ingenti investimenti‘.

Assosolare ha anche puntualizzato alcuni dei costi e rendimenti effettivi dell’energia fotovoltaica per il Paese, a partire dagli incassi dello Stato. Tra IVA, IRES e IRAP pagate dalle imprese del settore, lo Stato italiano nel 2009, a fronte di uscite complessive per il fotovoltaico valutabili in circa 450 milioni di euro, ha incassato circa 300 milioni di euro. Il costo netto del Conto Energia per il 2009 si attesta dunque intorno ai 150 milioni (dati Politecnico di Milano – Energy Strategy Group 2009).

Senza contare il risparmio in termini di emissioni di anidride carbonica: tenendo conto che per ogni kWh prodotto dal sistema fotovoltaico si evita l’emissione di 0,64 kg di CO2, si ha un risparmio annuo di circa 22.080.000 di euro, ha specificato Marchini. Per quanto riguarda i costi per il cittadino, nel 2010 sono stati pari a circa 800 milioni di euro: l’1,6% della bolletta, equivalenti a 0.60 euro al mese contro, ad esempio, i quasi 2 euro al mese della Germania.

Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare ha così commentato: ‘Lo schema di decreto, pur nell’apprezzato intento di fornire un quadro di riferimento a medio lungo termine per le energie a fonti rinnovabili, in funzione degli obiettivi per il 2020, contiene punti critici di impatto decisivo sullo sviluppo e consolidamento dell’imprenditoria fotovoltaica e quindi dell’uso di energia da fonte rinnovabile fotovoltaica nel futuro’.

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