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L’illuminazione di un appartamento

L’illuminazione di un appartamento

L’illuminazione di un appartamento è una variabile fondamentale da tenere in massimo conto in fase progettuale nelle nuove costruzioni e negli interventi di riqualificazione di edifici esistenti.La scienza ha ufficialmente individuato nella cosiddetta sindrome dell’edificio malato la causa principale di molte patologie a carico di organi ed apparati, che si manifestano a seguito di lunghi periodi di esposizione a fonti inquinanti a bassa concentrazione, o brevi periodi a concentrazioni elevate.

Tra le fonti di inquinamento indoor definite di tipo fisico vi è proprio la luce, se non correttamente “gestita”.
E’ importante, quindi, che l’edificio abbia un’ottimale esposizione alla luce naturale, seguendone il percorso dall’alba al tramonto sulla base del grado di vivibilità degli ambienti interni.
Ad est la zona notte per sfruttare gli effetti energizzanti dei primi raggi solari; ad ovest il salotto e lo studio dove la luce pomeridiana più calda favorisce il rilassamento e la concentrazione; a sud la cucina che necessita di essere illuminata durante tutto il giorno; a nord, infine, gli ambienti di passaggio o di breve soggiorno come corridoi, ripostigli e bagni.
Il Decreto Ministeriale 5 luglio 1975 ha stabilito che il rapporto tra la superficie del pavimento e quella della finestre di ogni abitazione non può essere minore di 1/8 (rapporto aeroilluminante).
Passando alla luce artificiale, fondamentali sono la tipologia e la disposizione dei corpi illuminanti.
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La zona notte necessita di un fattore di illuminamento medio pari a 200 lux, ottenuto da una combinazione di luce puntiforme (lampadario o plafoniera) e luci orientabili come applique o abat jours con lampade alogene a bassissima tensione.
E’ possibile inserire tubi a neon negli armadi o nelle cabine armadio.
Il salotto e lo studio necessitano di un fattore di illuminamento che può andare dai 200 ai 750 lux a seconda delle specifiche attività svolte (guardare la tv, riposare, leggere…).
In questi ambienti l’illuminazione, condizionata anche dall’arredamento, deve essere di diversa fonte ed avere comodi interruttori ben posizionati a servizio delle varie zone (relax, lettura, attività varie); preferibili sono le tonalità calde che creano atmosfere avvolgenti ed accoglienti.
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La cucina necessita di un corpo illuminante centrale, sospeso o a plafoniera, con lampade alogene a bassa concentrazione.
Si può prevedere l’impiego di faretti con lampade alogene o altre tipologie di corpi illuminanti come lampade fluorescenti compatte laddove sia utile una illuminazione puntuale come nel caso di fornelli o piani di lavoro.
Il bagno, infine, necessita di un fattore di illuminamento che può andare dai 300 ai 700 lux, ottenuto con lampade che non alterino la percezione cromatica come le alogene a bassa potenza, le opaline, i tubi fluorescenti.
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1 commento
luciano
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1 Comment

  • Progetto online
    21 novembre 2016, 12:33

    Ottimi consigli, lo studio dell’illuminazione naturale entrante e artificiale, dovrebbe essere prioritario in un progetto sia di nuova costruzione sia di ristrutturazione, invece troppo spesso viene tralasciato questo aspetto.

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