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	<title>Cambiocasa News &#187; acquisto casa investimento</title>
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		<title>Locazione e normative: gli oneri accessori non fanno reddito</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2013 00:00:48 +0000</pubDate>
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</div>Oltre al pagamento del canone, la legge prevede una serie di ulteriori adempimenti, i cosiddetti oneri accessori Tali oneri sono a carico del locatore in base all&#8217;articolo 9 della legge 392/1978. Così chiarisce l&#8217;Agenzia delle Entrate. Pertanto, in forza all&#8217;articolo citato, l’affittuario è tenuto al pagamento anche delle spese relative al servizio di pulizia, al<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/07/locazione-e-normative-gli-oneri-accessori-non-fanno-reddito/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Oltre al pagamento del canone, la legge prevede una serie di ulteriori adempimenti, i cosiddetti oneri accessori </em></strong></p>
<p><strong>Tali oneri sono a carico del locatore in base all&#8217;articolo 9 della legge 392/1978. Così chiarisce l&#8217;Agenzia delle Entrate. Pertanto, in forza all&#8217;articolo citato, l’affittuario è tenuto al pagamento anche delle spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all&#8217;ordinaria manutenzione dell&#8217;ascensore, alla fornitura dell&#8217;acqua, dell&#8217;energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell&#8217;aria, nonché alla fornitura di altri servizi comuni. Ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, la base imponibile per i contratti di locazione è costituita dall’ammontare del corrispettivo in denaro pattuito per l’intera durata del contratto (articolo 43, comma 1, del Dpr n. 131 del 1986). </strong><br />
<span id="more-6175"></span><br />
Proprio la natura di corrispettivo, tratto peculiare del <strong>canone di locazione</strong>, induce a non assimilare a questo le spese sostenute dal conduttore (o anticipate dal locatore poi rimborsato), per usufruire di una serie di servizi, che sono per l’appunto accessori, rispetto al contratto di affitto dell&#8217;unità immobiliare.</p>
<p>Gli oneri accessori al <strong>contratto di locazione</strong>, qualunque sia la natura degli stessi, non concorrono pertanto alla determinazione della base imponibile del contratto stesso per l&#8217;applicazione dell&#8217;imposta di registro (risoluzione dell&#8217;Agenzia delle Entrate n. 251167 del 1980). Ovvero gli oneri accessori non contribuiscono a fare <strong>reddito</strong>.</p>
<p>Come peraltro attestato anche dall’Avvocatura di Stato con un parere condiviso integralmente dal Ministero delle finanze nei <strong>contratti di locazione</strong> o di affitto di unità immobiliare i servizi condominiali (che rientrano tra gli oneri accessori) imputati dal locatore al locatario sono semplici movimenti finanziari (rimborsi) e non corrispettivi di prestazioni di servizi imponibili (circolare n. 9/E del 1992).</p>
<p>È tuttavia opportuno che le somme riconosciute a favore del locatore a tale titolo non siano conglobate nel canone ma siano evidenziate a parte, esplicitandone la natura di rimborso spese. In caso contrario potrebbe risultare difficile giustificarne la diversa natura.</p>
<p><strong><em>Fonte: Agenzia delle Entrate</em></strong></p>
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		<title>Le pillole fiscali di Cambiocasa: locazione, detrazioni e Imu. Normative</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jul 2013 00:00:45 +0000</pubDate>
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</div>L&#8217;Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti su alcuni aspetti degli adempimenti fiscali relativi alla cedolare secca, al bonus per ristrutturazione e all&#8217;Imu sull&#8217;abitazione principale. Di seguito, in dettaglio&#8230; 1)Come determinare l&#8217;imponibile con la cedolare secca La base imponibile ai fini dell’applicazione della cedolare secca è commisurata al canone di locazione annuo stabilito dalle parti (articolo 3,<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/07/le-pillole-fiscali-di-cambiocasa-locazione-detrazioni-e-imu-normative/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>L&#8217;Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti su alcuni aspetti degli adempimenti fiscali relativi alla cedolare secca, al bonus per ristrutturazione e all&#8217;Imu sull&#8217;abitazione principale. Di seguito, in dettaglio&#8230;</em></strong></p>
<p><strong><em>1)Come determinare l&#8217;imponibile con la cedolare secca</em></strong></p>
<p><strong>La base imponibile ai fini dell’applicazione della cedolare secca è commisurata al canone di locazione annuo stabilito dalle parti (articolo 3, comma 2 del Dlgs 23/ 2011). A differenza di quanto avviene per l’Irpef (e per le relative addizionali), rileva infatti il 100% di quanto pattuito nel contratto. Non è ammessa alcuna deduzione della base imponibile, né forfetaria, né analitica, in ragione delle spese sostenute dal locatore. Analogamente, è indifferente la tipologia contrattuale adottata (circolare 26/E del 2011). </strong><br />
<span id="more-6166"></span><br />
In particolare, il canone non può essere decurtato né dell’abbattimento forfetario del 15% previsto ordinariamente per gli immobili concessi in locazione, né di quello del 25% previsto per i fabbricati siti nei comuni di Venezia centro e nelle isole della Giudecca, di Murano e di Burano, né dell’ulteriore abbattimento del 30% previsto dell’articolo 8 della legge 431/1998. È comunque bene precisare che, dal 2013, la riduzione forfetaria sui canoni locativi, ai fini Irpef, è del 5% e non più del 15%.</p>
<p><strong><em>2)Chi può godere del bonus fiscale per il recupero edilizio</em></strong><br />
La detrazione sulle spese di <strong>ristrutturazione </strong>può essere usufruita dai contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L’<strong>agevolazione </strong>spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture. Non ha rilievo invece la condizione di familiare a carico.</p>
<p><strong><em>3)Il significato di abitazione principale nella normativa IMU</em></strong><br />
Ai fini dell’applicazione dell<strong>’Imu l’abitazione principale </strong>è l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare nel quale “il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente” (articolo 13, comma 2 del Dl 201/2011). In tale ipotesi la normativa prevede una serie di <strong>agevolazioni</strong>, tra cui l&#8217;applicazione di un&#8217;aliquota ridotta. Rispetto alla nozione di abitazione principale prevista per l’Ici, per qualificare un immobile come abitazione principale è necessario che il contribuente, allo stesso tempo, dimori abitualmente nello stesso e vi abbia la propria residenza anagrafica. Mancando uno dei due requisiti prescritti (la dimora abituale), l&#8217;immobile in cui lei ha l&#8217;iscrizione anagrafica non può quindi essere considerato come sua <strong>abitazione principale.</strong></p>
<p><strong><em>Fonte: Agenzia delle Entrate </em></strong></p>
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		<title>Bonus elettrodomestici per immobili ristrutturati, chiarimenti</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2013 00:00:17 +0000</pubDate>
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</div>Precisazioni sul nuovo bonus per l&#8217;acquisto di elettrodomestici per immobili ristrutturati. Come sappiamo, la detrazione al 50% sui mobili è già in vigore, ma per quella sugli elettrodomestici bisogna attendere la conversione in legge del decreto. Intanto, si applicherà per le spese effettuate dal 6 giugno, ma non sono ancora noti il tetto massimo di<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/07/bonus-elettrodomestici-per-immobili-ristrutturati-chiarimenti/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Precisazioni sul nuovo bonus per l&#8217;acquisto di elettrodomestici per immobili ristrutturati.</em></strong></p>
<p><strong>Come sappiamo, la detrazione al 50% sui mobili è già in vigore, ma per quella sugli elettrodomestici bisogna attendere la conversione in legge del decreto. Intanto, si applicherà per le spese effettuate dal 6 giugno, ma non sono ancora noti il tetto massimo di spesa e gli acquisti agevolabili. Si sa, comunque, che per il bonus elettrodomestici il Senato ha approvato un emendamento per estendere anche a questa tipologia di arredi l&#8217;agevolazione del 50% sul costo d’acquisto, per spese effettuate dal 6 giugno, e inserita nel Dl 63/2013 di proroga delle detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia a tutto il 2013, inizialmente previsto solo per mobili generici. Infatti, un emendamento al comma 2 dell’articolo 16, successivo all&#8217;entrata in vigore del testo originale del Decreto, avvenutra il 6 giugno aveva specificato l’inclusione degli </strong>elettrodimestici.<br />
<span id="more-6161"></span><br />
Pertanto, il <strong>bonus mobili</strong> già previsto dal testo del decreto è già operativo per acquisti a partire dal 6 giugno 2013, ma l&#8217;<strong>agevolazione </strong>per gli <strong>elettrodomestici </strong>sarà applicabile solo quando terminerà l’iter parlamentare della legge di conversione, che avverrà entro il 5 agosto. E sarà retroattivo perché si applicherà agli acquisti effettuati dal 6 giugno.</p>
<p>La <strong>detrazione </strong>del 50% è valida per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe minima A+ oppure A per i forni, per le apparecchiature che prevedono etichetta energetica e destinati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10mila euro e va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.</p>
<p>Il testo approvato dal Senato, per quanto riguarda il tetto massimo di detraibilità, non introduce cambiamenti rispetto al Dl, quindi non si sa ancora se i 10mila euro sono da sommare ai 96mila che rappresentano il tetto massimo sui lavori di <strong>ristrutturazione </strong>effettuati su singola unità immobiliare, oppure se debbano essere ricompresi in questo tetto.</p>
<p>Il testo approvato dice che il contribuente a cui si applica la detrazione sulle ristrutturazioni ha diritto ad analoga agevolazione del 50% sulle “ulteriori spese documentate” per <strong>l’acquisto di mobili ed elettrodomestici,</strong> per un massimo di 10mila euro. Ma si attendono chiarimenti definitivi, anche per quali elettrodomestici si possa fruire dell&#8217;agevolazione. La norma specifica che riguarda i grandi elettrodomestici non inferiori a classe A+, oppure A per i forni, ma poi continua dicendo <strong>«per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica»</strong></p>
<p>Per fruire del <strong>bonus</strong>, si ricordano le istruzioni già comunicate dall’Agenzia delle Entrate. Ovvero, il pagamento dev&#8217;essere effettuato tramite bonifico bancario o postale, con le stesse modalità già previste per la ristrutturazione edilizia, indicando causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane SPA per i bonifici relativi ai lavori di <strong>ristrutturazione </strong>fiscalmente agevolati, codice fiscale dell’acquirente, partita IVA o codice fiscale dell’intestatario del bonifico.</p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/07/bonus-elettrodomestici-per-immobili-ristrutturati-chiarimenti/">Read more...</a></strong>
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		<title>Imu, Iva, debiti PA, Esodati: entro agosto le soluzioni strutturali</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 00:00:32 +0000</pubDate>
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</div>Entro il prossimo mese soluzioni strutturali per l&#8217;Imu prima casa, risorse per rinviare l&#8217;aumento Iva a dicembre, pagamento dei debiti della PA, esodati e ammortizzatori sociali. Il vertice di maggioranza tenutosi a Palazzo Chigi il 18 luglio u.s. si è concluso con la conferma degli impegni presi in materia di Imu, Iva, Esodati, ammortizzatori sociali<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/07/imu-iva-debiti-pa-esodati-entro-agosto-le-soluzioni-strutturali/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Entro il prossimo mese soluzioni strutturali per l&#8217;Imu prima casa, risorse per rinviare l&#8217;aumento Iva a dicembre, pagamento dei debiti della PA, esodati e ammortizzatori sociali. </em></strong></p>
<p><strong>Il vertice di maggioranza tenutosi a Palazzo Chigi il 18 luglio u.s. si è concluso con la conferma degli impegni presi in materia di Imu, Iva, Esodati, ammortizzatori sociali e pagamento dei debiti della PA. Per quanto riguarda la riforma dell&#8217;Imu, saranno pronte entro fine agosto le soluzioni strutturali per la prima casa con esclusione delle abitazioni di lusso, dando seguito alla sospensione della prima rata decisa dal Dl 54/2013, la cui legge di conversione è stata approvata in via definitiva al Senato. </strong><br />
<span id="more-6154"></span><br />
Per quanto riguarda le “soluzioni strutturali per il superamento dell&#8217;<strong>Imu sulla prima casa</strong>” non ci sono dati certi, comunque le posizioni oscillano fra abolizione dell’imposta sull’abitazione principale e rimodulazione attraverso franchigie o ulteriori detrazioni.</p>
<p>Per l&#8217;aumento <strong>IVA </strong>al 22%, si conferma la possibilità di rinvio fino a dicembre 2013 invece che fino a ottobre, come stabilito dal Dl 76/2013. Per la proroga di tre mesi rispetto alla scadenza iniziale del primo luglio è stato stanziato un miliardo, ne serve un altro per rinviare a fine anno.</p>
<p>E per quanto riguarda il pagamento dei debiti PA, confermato l&#8217;impegno a imprimere, entro il 31 agosto, una nuova accelerazione ai tempi di saldo fatture pregresse, che la legge 64/2013 prevede nel biennio 2013-2014 con il rimborso di 40 miliardi.</p>
<p>Torniamo alla riforma <strong>Imu</strong>: le ipotesi più gettonate sono franchigia o aumento della detrazione e i calcoli sul gettito Imu. Il vertice del 18 luglio è servito essenzialmente a prendere le prime decisioni sulla riforma degli immobili che bisogna mettere a punto sicuramente entro fine agosto, come prevede il Dl 54/2013 che ha sospeso la prima rata di giugno sulla <strong>prima casa</strong>. E l’Esecutivo si è impegnato a terminare entro tale data.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la franchigia di 600 euro sull’<strong>Imu </strong>per l’abitazione principale e le relative ipotesi sui contenuti delle norma in preparazione, il dibattito è ancora aperto fra il Pdl che caldeggia l’abolizione dell’Imu sulla prima casa e il Pd e Scelta Civica, più favorevoli ad una rimodulazione. La sintesi potrebbe essere rappresentata dall’introduzione di una franchigia a 600 euro sull’Imu relativa all’abitazione principale.</p>
<p>Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, con questo tetto sarebbe esentato dall’Imu l’85,1% dei proprietari di <strong>prima casa</strong>, ovvero 15 milioni 262mila 800 contribuenti. In questo caso, i Comuni avrebbero 2,1 miliardi in meno di gettito. Se invece fosse portata a 600 euro non la franchigia, ma la detrazione (che attualmente è a 200 euro, più 50 per ogni figlio) il beneficio sarebbe per tutti i proprietari di prima casa, nel senso che si abbasserebbe l’Imu anche per coloro che pagano più di 600 euro, e il gettito mancato per i Comuni salirebbe a 3,3 miliardi di euro.</p>
<blockquote><p>Secondo il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «ipotizzando che prevalga l’opzione dell’introduzione di una franchigia di 600 euro, faccio davvero fatica a pensare che tra gli 810 miliardi di spesa pubblica previsti per il 2013 non si riescano a trovare 2 miliardi di euro di copertura finanziaria per i bilanci comunali e un altro miliardo per evitare l’aumento dell’IVA previsto dal 1° ottobre. Grazie all’uscita dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, nel 2014 potrebbero essere trovati facilmente quei 6 miliardi di euro necessari per evitare l’aumento dell’IVA e per esonerare quasi tutti dal pagamento dell&#8217;Imu sulla prima casa».</p></blockquote>
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		<title>Stop Imu e Iva: quale la soluzione giusta?</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 13:53:12 +0000</pubDate>
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</div>Per fermare l&#8217;Imu sulla prima casa e l&#8217;aumento Iva servono 5 miliardi: il Governo sta cercando di trovare la soluzione giusta. Il Governo deve trovare altri 5 miliardi di euro per raggiungere questi obiettivi e i Ministeri stringono sulla spending review. Dopo settimane di pareri opposti, ora sembra tornare in auge l’idea di fermare l’Imu<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/07/stop-imu-e-iva-quale-la-soluzione-giusta/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Per fermare l&#8217;Imu sulla prima casa e l&#8217;aumento Iva servono 5 miliardi: il Governo sta cercando di trovare la soluzione giusta.</em></strong><br />
<strong><br />
Il Governo deve trovare altri 5 miliardi di euro per raggiungere questi obiettivi e i Ministeri stringono sulla spending review. Dopo settimane di pareri opposti, ora sembra tornare in auge l’idea di fermare l’Imu sulla prima casa e di rimandare il prossimo aumento dell’IVA almeno fino al 31 dicembre. Si tratta di una soluzione che farebbe felici milioni di cittadini e imprese, ma i ministeri dovranno stringere sulla spending review per poter trovare altri 5 miliardi di euro con i quali coprire i mancati introiti di IMU e IVA: rispettivamente un miliardo per la proroga rispetto all’aumento dell’IVA, quattro miliqrdi per l’Imu.</strong><br />
<span id="more-6149"></span><br />
Se il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni confermasse questa strategia, allora i prossimi giorni saranno decisivi per la <strong>spending review.</strong> Si parte dalla nomina del nuovo commissario per i tagli alla spesa pubblica, che avrà il compito di capire quali sono i tagli possibili, ma soprattutto quelli strutturali e sostenibili.</p>
<p>Rispetto all’<strong>IVA</strong>, nel caso di stop fino a fine anno, probabilmente la decisione definitiva sarà rimandata alla Legge di Stabilità che dovrà affrontare anche le questioni del rifinanziamento della cassa in deroga e dei ticket sanitari.</p>
<p>La questione dovrebbe essere più chiara dopo alcuni incontri chiave tra Governo e maggioranza. Bisogna attendere, quindi, alcun i giorni. E tuttavia rimane ancora in sospeso il problema della nuova tassa complessiva che dovrebbe accorpare <strong>IMU, TARES </strong>come le altre misure di tassazione sugli immobili. Tutto è incerto, di probabile c’è solo il rinvio al prossimo anno.</p>
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		<title>Mercato seconde case: in provincia di Cosenza quotazioni stabili</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jul 2013 00:00:55 +0000</pubDate>
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</div>Sostanzialmente stabili le quotazioni immobiliari a Scalea nel secondo semestre del 2012. Per quanto riguarda il mercato delle seconde case, l&#8217;annuale monitoraggio condotto da Tecnocasa sul mercato immobiliare turistico a livello nazionale e regionale registra un importante aumento di richieste da parte di acquirenti russi. Si tratta di persone con una disponibilità di spesa compresa<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/07/mercato-seconde-case-in-provincia-di-cosenza-quotazioni-stabili/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Sostanzialmente stabili le quotazioni immobiliari a Scalea nel secondo semestre del 2012. </em></strong></p>
<p><strong>Per quanto riguarda il mercato delle seconde case, l&#8217;annuale monitoraggio condotto da Tecnocasa sul mercato immobiliare turistico a livello nazionale e regionale registra un importante aumento di richieste da parte di acquirenti russi. Si tratta di persone con una disponibilità di spesa compresa tra 30 e 50 mila € in cerca di trilocali da 40-50 mq e posizionati nella parte centrale della città. Le domande si focalizzano su <a href="http://www.cambiocasa.it/"><strong>appartamenti</strong></a> posizionati ai piani alti perché più luminosi. Gli appartamenti spesso si trovano in parchi realizzati negli anni ’80: soluzioni in buono stato posizionate a 500 metri dal mare si vendono a circa 800 € al mq, mentre per tipologie a 100 metri dal mare la spesa sale a 1000 € al mq. A cercare <em>case vacanza</em> sono anche italiani ed in particolare famiglie provenienti dalla Campania. Da segnalare anche qualche sporadica richiesta da parte di turisti francesi e belgi. </strong><br />
<span id="more-6142"></span><br />
Nella prima parte degli anni 2000 sono state effettuate numerose <strong>compravendite </strong>da parte di turisti inglesi nel <strong>Centro storico di Scalea</strong>, caratterizzato da case basse realizzate tra la fine dell’800 ed i primi del ‘900 ed arroccate nella parte precollinare del comune. La domanda di inglesi è attualmente scomparsa, chi volesse acquistare nel centro storico un appartamento da 80 mq in discreto stato manutentivo e con vista mare deve mettere in conto una spesa di 45 mila €.</p>
<p>In <strong>località Petrosa</strong>, nella parte alta del Comune, si possono acquistare villette nuove disposte su due piani e dotate di giardino a 1000 € al mq. Villette a schiera si trovano anche nella <strong>zona di Baia del Carpino </strong>caratterizzata dalla presenza di spiaggette private.</p>
<p>Da segnalare che è in fase di discussione la realizzazione del nuovo porto turistico di Scalea e di una importante isola pedonale che darebbero nuovo slancio al <strong>mercato immobiliare</strong> del territorio.</p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/07/mercato-seconde-case-in-provincia-di-cosenza-quotazioni-stabili/">Read more...</a></strong>
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