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	<title>Cambiocasa News &#187; Difesa del consumatore</title>
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	<description>News e Informazioni Immobiliari</description>
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		<title>Fallimenti immobiliari: la novella infinita</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 00:00:49 +0000</pubDate>
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</div>E le famiglie rimangono senza tetto e senza soldi: 8000mila fallimenti, 77mila famiglie coinvolte 2miliardi di euro di danni. Ancora una volta: fallimenti immobiliari. A partire dal 2006, anno di entrata in vigore dell&#8217;obbligo di fideiussione a garanzia degli anticipi dati alle imprese da parte degli acquirenti, le famiglie coinvolte negli 8000 fallimenti nel settore<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/11/fallimenti-immobiliari-la-novella-infinita/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>E le famiglie rimangono senza tetto e senza soldi: 8000mila fallimenti, 77mila famiglie coinvolte 2miliardi di euro di danni. Ancora una volta: fallimenti immobiliari. </em></strong></p>
<p><strong>A partire dal 2006, anno di entrata in vigore dell&#8217;obbligo di fideiussione a garanzia degli anticipi dati alle imprese da parte degli acquirenti, le famiglie coinvolte negli 8000 fallimenti nel settore dell&#8217;edilizia residenziale sono 77mila. Il danno accusato ammonta a circa 2miliardi di euro.</strong><br />
<span id="more-5062"></span><br />
Questo grazie alla disapplicazione della <strong>normativa </strong>pari al 70% delle <strong>nuove costruzioni</strong>. La mancanza di un adeguato impianto sanzionatorio favorisce l&#8217;elusione della legge e il pesante coinvolgimento nelle crisi aziendali di migliaia di <strong>famiglie</strong>, coinvolgimento che la corretta applicazione della legge eviterebbe.</p>
<p>Ma a perdere non sono solo le <strong>famiglie</strong>, fatto comunque drammatico. Anche le imprese e il settore nel suo complesso subiscono il pesante contraccolpo provocato dalla presenza di migliaia di imprese inattendibili di cui il <strong>sistema creditizio </strong>non si fida a causa della loro fragilità imprenditoriale.</p>
<p>Gravano sul <strong>mercato delle costruzioni e sul mercato immobiliare</strong>, lo condizionano e in definitiva impediscono la <strong>ristrutturazione </strong>del comparto e la sua fuoriuscita dalla crisi attraverso iniziative di <strong>qualità, costruttiva e finanziaria.</strong></p>
<p>A fallire sono proprio le imprese che non applicano la legge 122! Le poche che la applicano sono invece quelle che reggono meglio l&#8217;urto della crisi, continuano a fare utili e garantiscono la partecipazione del settore al mantenimento di ciò che resta del PIL.</p>
<p>È urgente ed equo che il Parlamento modifichi e introduca meccanismi sanzionatori efficaci e coerenti con gli obiettivi della legge.</p>
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		<title>Convegno &#8216;L&#8217;impronta ambientale dei prodotti&#8217; per  la green economy</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 00:00:30 +0000</pubDate>
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</div>Convenienza ecologica, low carbon cost e valore ambientale, saranno questi i riferimenti per la spesa del consumatore. Alla presenza del Ministro Corrado Clini Legambiente presenta l&#8217;esperienza pioniera dell&#8217;etichetta &#8216;PER IL CLIMA': centinaia di aziende indicano un percorso di innovazione e green economy. I consumatori hanno il potere reale di influenzare il mercato e le scelte<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/10/convegno-limpronta-ambientale-dei-prodotti-per-la-green-economy/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Convenienza ecologica, low carbon cost e valore ambientale, saranno questi i riferimenti per la spesa del consumatore.</em></strong></p>
<p><strong>Alla presenza del Ministro Corrado Clini Legambiente presenta l&#8217;esperienza pioniera dell&#8217;etichetta &#8216;PER IL CLIMA': centinaia di aziende indicano un percorso di innovazione e green economy. I consumatori hanno il potere reale di influenzare il mercato e le scelte produttive. Questa consapevolezza è molto cresciuta anche in Italia negli ultimi anni e lo testimonia con evidenza il successo del convegno &#8216;L&#8217;impronta ambientale dei prodotti&#8217;, organizzato a Milano da Legambiente in collaborazione con IEFE-Bocconi e Ambiente Italia e con il patrocinio del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Rete Cartesio, che ha visto oltre 600 partecipanti e interessanti contenuti di livello internazionale.</strong><br />
<span id="more-4849"></span><br />
La giornata di lavoro ha messo a confronto alcune delle esperienze più significative di misurazione degli impatti ambientali attraverso le impronte di CO2, di acqua e di risorse dei prodotti. In un momento di stallo dei negoziati internazionali per il controllo delle emissioni inquinanti, il convegno ha posto al centro della discussione contenuti della strategia europea su un uso più efficiente delle risorse e in particolare le etichette ambientali di prodotto quali strumenti per fare in modo che la scelta del consumatore possa basarsi sia sul prezzo del prodotto che sul reale costo ambientale.</p>
<p>L&#8217;informazione al <strong>consumatore </strong>insieme ai percorsi di <strong>sostenibilità </strong>e innovazione delle aziende sono, infatti, elementi essenziali delle politiche europee. L’evoluzione dello scenario italiano è stata approfondita attraverso le esperienze sperimentate con successo da Legambiente (Etichetta PER IL CLIMA www.viviconstile.org) relative ad etichette fondate sull&#8217;analisi delle emissioni dei gas climalteranti di prodotti e servizi, sulle EPD (Environmental Product Declaration) e, inoltre, su un progetto promosso dal Ministero dell&#8217;Ambiente per la valutazione dell<strong>&#8216;impronta ambientale</strong> dei sistemi e dei modelli di produzione e, infine, sul QUAM che definisce la <strong>qualità ambientale dei prodotti made in Italy</strong> su cluster del territorio italiano.</p>
<p>Dal convegno è emerso che la responsabilità ambientale dell’impresa non può essere confinata ai processi di produzione. Si consolida così un approccio imperniato sulla necessità di trasmettere <strong>l’impegno ambientale</strong> a tutta la &#8216;catena del valore&#8217; relativa al prodotto o al servizio che viene offerto sul mercato da un’organizzazione: dai fornitori ai clienti, alla logistica, al <strong>consumatore </strong>finale.</p>
<p>Infatti gli <strong>impatti ambientali </strong>considerati maggiormente significativi non sono tanto quelli diretti, limitati alla produzione, bensì quelli indiretti, generati a partire dalla produzione/estrazione delle materie prime utilizzate, alla logistica e distribuzione, al consumo e al fine vita di un prodotto o alla possibilità di rigenerarne le funzioni, per avviare un nuovo ciclo di vita dei materiali di cui è composto. Per un’impresa produttrice, tenere conto di questi impatti ed operare nella logica del &#8216;ciclo di vita&#8217; del prodotto significa prendersi concretamente cura anche di comunità di cui non si fa parte, nonché delle future generazioni.</p>
<blockquote><p>&#8216;Sono sempre più numerosi i cittadini che presterebbero attenzione ad un indicatore sintetico, un voto, un giudizio sulle conseguenze ambientali delle proprie scelte di consumo e della fruizione di servizi &#8211; ha ribadito Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente -. Le aziende si assumano quindi la responsabilità di misurare l&#8217;impatto dei propri prodotti e di dichiararlo in un modo verificabile, così i cittadini che scelgono sulla base di tali dichiarazioni saranno consapevoli delle conseguenze ambientali che li coinvolgono. In questo modo, le aziende sono stimolate ad innovare le produzioni per renderle più sostenibili e i cittadini a cambiare consumi e stili di vita. È questa la green economy in cui crediamo&#8217;.</p></blockquote>
<p>L&#8217;esperienza dell&#8217;<strong>etichetta PER IL CLIMA</strong> di Legambiente è solo una esperienza pioniera tra le altre sostenute dal governo nazionale, dalle Regioni, dall&#8217;Unione Europea. Aziende e distretti industriali che hanno valutato o stanno valutando il proprio impatto ambientale sulla base del ciclo di vita dei prodotti oramai costituiscono una massa critica: una dozzina di distretti industriali italiani (calzaturiero, mobile, conciario, vitivinicolo&#8230;), un centinaio le <strong>aziende </strong>che hanno individuato nelle etichette di prodotto uno strumento di garanzia nel dialogo con il consumatore o con i clienti, siano pubblici o privati. È un pezzo significativo, innovativo della vera <strong>green economy italiana.</strong></p>
<p><strong>Le &#8216;impronte ambientali&#8217; dei prodotti (e le etichette che ne certificano l’attendibilità), </strong>rappresentano oggi un’efficace opportunità che molte imprese stanno decidendo di cogliere per poter comunicare al mercato il proprio impegno e l’eccellenza delle proprie prestazioni, evitando i rischi del cosiddetto greenwashing (l&#8217;ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie e realtà produttive).</p>
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		<title>Azero Tour 2012: costruire a energia quasi zero</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 02:00:10 +0000</pubDate>
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</div>EdicomEdizioni inaugura l&#8217;anno con 60 appuntamenti dedicati agli edifici a energia quasi zero. È partito da Gorizia, il 31 gennaio, il tour che nei prossimi due mesi illustrerà in 60 città italiane le normative, le soluzioni tecnologiche e quelle progettuali per costruire edifici a basso consumo. Promosso e organizzato dalla rivista azero di EdicomEdizioni e<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/02/azero-tour-2012-costruire-energia-quasi-zero/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>EdicomEdizioni inaugura l&#8217;anno con 60 appuntamenti dedicati agli edifici a energia quasi zero.</em></strong></p>
<p><strong>È partito da Gorizia, il 31 gennaio, il tour che nei prossimi due mesi illustrerà in 60 città italiane le normative, le soluzioni tecnologiche e quelle progettuali per costruire edifici a basso consumo. Promosso e organizzato dalla rivista azero di EdicomEdizioni e dal Gruppo BigMat, azero tour sarà l&#8217;occasione per analizzare e approfondire le potenzialità del nuovo quadro normativo introdotto dall&#8217;Unione Europea che prevede, entro il 2020, il taglio delle emissioni di gas serra del 20%, la riduzione del consumo di energia del 20% e la copertura del 20% del consumo energetico totale attraverso l&#8217;uso di fonti rinnovabili. Una direttiva che in edilizia si esprime nel concetto di edifici ad energia quasi zero.</strong><br />
<span id="more-3697"></span><br />
Ma cosa significa concretamente <strong>progettare </strong>e <strong>abitare </strong>una <strong>casa a zero energia</strong>? Quali tecnologie e materiali utilizzare? Quali i costi? Obiettivo del tour è dare una risposta a queste domande chiamando al tavolo dei relatori docenti universitari, esperti delle pubbliche amministrazioni del territorio e i tecnici di alcune aziende partner coinvolte quotidianamente nella ricerca e sviluppo di materiali di ultima generazione altamente performanti.</p>
<p>L&#8217;intera campagna di sensibilizzazione, che oltre al tour prevede la distribuzione di una guida informativa gratuita, vanta il patrocinio del Ministero dell&#8217;ambiente, del Ministero dello Sviluppo Economico, dell&#8217;Ance e degli Ordini e Collegi professionali di pertinenza oltre che la collaborazione di Saie il sostegno di Intesa Sanpaolo.</p>
<p><strong>LA DIRETTIVA EUROPEA</strong><br />
In termini di politica energetica e ambientale l&#8217;Unione Europea ha adottato una strategia che si riassume in tre obiettivi: -20% dei consumi di fonti primarie rispetto alle previsioni tendenziali, da raggiungere mediante l&#8217;aumento dell<strong>&#8216;efficienza energetica;</strong> -20% nell&#8217;emissione di gas climalteranti secondo impegni già presi in precedenza tra cui il Protocollo di Kyoto e l&#8217;Emission Trading Scheme; +20% della quota di fonti rinnovabili nella copertura dei consumi finali (usi elettrici, termici e per il trasporto). L&#8217;ultimo punto, in particolare, è stato oggetto della Direttiva 2009/28/CE che ha assegnato ad ogni stato membro una specifica quota-obiettivo che nel caso dell&#8217;Italia corrisponde al 17%.</p>
<p><strong>In questo quadro il settore edilizio ricopre un ruolo chiave,<br />
stante che gli edifici sono responsabili del 40%<br />
del consumo globale dell&#8217;energia dell&#8217;Unione.</strong></p>
<p>La Direttiva 2010/31/UE sul miglioramento delle <strong>prestazioni energetiche nell&#8217;edilizia</strong>, in vigore dal 9 luglio 2010, si inserisce proprio in questo ambito proponendo elementi innovativi e fornendo disposizioni sulla metodologia per il calcolo della <strong>prestazione energetica i</strong>ntegrata degli edifici e delle unità immobiliari, sull&#8217;applicazione di requisiti minimi di prestazione energetica per gli elementi edilizi facenti parte dell&#8217;involucro, sul dimezzamento del valore soglia di superficie per l&#8217;affissione dell&#8217;<strong>attestato energetico </strong>in edifici ad uso pubblico, sui requisiti dei soggetti <strong>certificatori </strong>e su altri elementi innovativi che dovranno essere recepiti, seppur a tappe, entro il 2015. Infine entro il 31 dicembre 2020 è previsto che tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici ad energia quasi zero, edifici il cui <strong>fabbisogno energetico</strong> quasi nullo dovrebbe essere coperto in misura significativa da energia da <strong>fonti rinnovabili.</strong></p>
<p><strong>Come sottolinea l&#8217;europarlamentare italiana Lara Comi (Vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la <strong>protezione dei consumatori</strong> e membro della Commissione per l&#8217;industria la ricerca e la tecnologia), il lavoro inizia adesso riponendo fiducia nella direttiva:</strong><em> &#8216;Una maggiore <strong>efficienza energetica</strong> degli edifici ne aumenta sicuramente il valore, permettendo al <strong>mercato immobiliare</strong> di tornare ad offrire rendimenti interessanti e attirando nuovi capitali&#8217;.</em></p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/02/azero-tour-2012-costruire-energia-quasi-zero/">Read more...</a></strong>
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		<title>Acquistare casa in sicurezza</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 02:00:50 +0000</pubDate>
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</div>Oggi si può con il numero verde gratuito 800.17.10.19 per informazioni e assistenza a proprietari e inquilini. Da Venerdì 13 gennaio 2012, per entrare in contatto in modo semplice e rapido con Mediaconsum, l’Ente bilaterale nato dalla collaborazione tra Adiconsum (Associazione difesa consumatori) e Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), è attivo il Numero Verde<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/01/acquistare-casa-in-sicurezza/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Oggi si può con il numero verde gratuito 800.17.10.19 per informazioni e assistenza a proprietari e inquilini.</em></strong></p>
<p><strong>Da Venerdì 13 gennaio 2012, per entrare in contatto in modo semplice e rapido con Mediaconsum, l’Ente bilaterale nato dalla collaborazione tra Adiconsum (Associazione difesa consumatori) e Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), è attivo il Numero Verde gratuito 800.17.10.19. L’istituzione del call center nasce dalla collaborazione tra Fiaip ed Adiconsum, che hanno dato vita a Mediaconsum, per poter fornire risposte concrete alle esigenze dei consumatori nel mercato immobiliare, per renderlo più sicuro e trasparente.</strong><br />
<span id="more-3600"></span><br />
L’istituzione di questo servizio trova ragione nella necessità di garantire alle famiglie, alle giovani coppie, ai proprietari ed inquilini, oltre che agli stessi <strong>agenti immobiliari</strong> ed operatori del settore, un punto di riferimento informativo sulle attività proposte da <strong>Mediaconsum</strong>, creando un servizio permanente che venga incontro alle esigenze di tutti in modo semplice e soprattutto rapido.</p>
<p>Il servizio consiste nella possibilità per i <strong>consumatori </strong>che hanno difficoltà, o la necessità di ricevere chiarimenti o informazioni per un acquisto sicuro, di telefonare al numero verde per chiedere aiuto. L&#8217;assistenza è prestata da un <strong>operatore </strong>esperto in tecniche di <strong>mediazione </strong>che potrà indirizzare al meglio &#8211; in considerazione dell’offerta e delle esigenze rappresentate &#8211; rispetto alle diverse tipologie di servizi offerti dalle <strong>agenzie immobiliari.</strong> Inoltre potrà fornire informazioni su come affrontare &#8211; attraverso una corretta fase di gestione reclami l&#8217;avvio della procedura di conciliazione paritetica – ed anche eventuali conflitti o contenziosi.</p>
<p>L&#8217;operatore, infatti, raccolta la richiesta telefonica si attiverà immediatamente coordinandosi con la Segreteria nazionale<strong> Mediaconsum</strong> e con i referenti territoriali<strong> Adiconsum e Fiaip</strong>, in grado di offrire, nella maniera più tempestiva, un utile servizio a soluzione della problematica posta.</p>
<p>L’attivazione di questo numero verde evidenzia, ancora una volta, la volontà forte di <strong>Fiaip ed Adiconsum </strong>di portare avanti il progetto di collaborazione intrapreso e proseguire nello sviluppo degli obiettivi individuati dall&#8217;Ente Bilaterale <strong>Mediaconsum</strong>, al fine di garantire un reale supporto alle esigenze dei consumatori, nonché di offrire un servizio che valorizzi al contempo l&#8217;operato delle <strong>agenzie immobiliari </strong>che operano con trasparenza e correttezza nel settore.</p>
<p><strong>Il numero verde, a cui risponde il Servizio &#8216;Assistenza Mediaconsum&#8217;, è in funzione il lunedì e il mercoledì dalle 9.30 alle 13.00 ed il martedì e il giovedì dalle 14.00 alle 16.30. </strong></p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/01/acquistare-casa-in-sicurezza/">Read more...</a></strong>
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		<title>La Patrimoniale: cosa ne dicono Confedilizia e Domusconsumatori</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 00:10:31 +0000</pubDate>
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</div>CRISI: CONFEDILIZIA CONTRO PATRIMONIALE CONFINDUSTRIA Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato: &#8216;Prendiamo atto che il Centro Studi di Confindustria – pur di ridurre le imposte sulle aziende, come ha dichiarato ieri la Presidente Marcegaglia – dà anch’esso, come la Presidente, il via libera pure ad una patrimoniale. Ma quando si parla di<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/09/la-patrimoniale-cosa-ne-dicono-confedilizia-e-domusconsumatori/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong>CRISI: CONFEDILIZIA CONTRO PATRIMONIALE CONFINDUSTRIA</strong></p>
<p><strong>Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato:</strong></p>
<p><em>&#8216;Prendiamo atto che il Centro Studi di Confindustria</em> – <strong>pur di ridurre le imposte sulle aziende, come ha dichiarato ieri la Presidente Marcegaglia </strong>– <em>dà anch’esso, come la Presidente, il via libera pure ad una patrimoniale. Ma quando si parla di patrimoniale, occorrerebbe che si precisasse anche per quali beni essa dovrebbe essere prevista. Nel caso specifico, gli immobili e le attività mobiliari delle aziende entrerebbero o no nella patrimoniale della Confindustria? Se sì, ci troveremmo, più o meno, in presenza di una inutile partita di giro. E se no, di una ingiustizia bella e buona (perché solo i beni degli altri sarebbero tassati due volte, che è il primo effetto di ogni patrimoniale) oltre che di un provvedimento dagli effetti fiscali – e quindi economici – distorsivi, a parte la palese violazione delle condizioni di mercato rispetto alle attività in esso presenti&#8217;.</em></p>
<p><strong>DOMUSCONSUMATORI: NO ALLA PATRIMONIALE</strong></p>
<p><em>I consumatori proprietari di casa protestano fermamente contro l&#8217;introduzione di un&#8217;imposta patrimoniale, che avrebbe effetti negativi anche per i prezzi della prima casa. </em></p>
<p><strong>Lo rileva Domusconsumatori, Associazione per la tutela di consumatori ed utenti.</strong></p>
<p><em>&#8216;Quanto, poi, al fatto che il Governo socialista spagnolo si appresta a introdurre una <strong>patrimoniale </strong>e la stessa <strong>imposta </strong>proporrebbe il Governo socialista della Grecia, bisogna stare bene attenti: a questo punto si potrebbe dire che la <strong>patrimoniale </strong>è la <strong>tassa </strong>che caratterizza gli Stati a rischio. Forse –<strong> evidenzia Domusconsumatori </strong>– non è opportuno che l&#8217;Italia si iscriva ufficialmente nella lista dei Pigs, cedendo alle pressioni di chi vuole la <strong>patrimoniale </strong>a carico degli altri e per salvare i propri redditi. Civiltà vuole che si tassino i <strong>redditi </strong>e soprattutto che non si tassino due volte (sul reddito e sul valore) gli stessi beni&#8217;.<br />
</em></p>
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		<title>La Regione Veneto finanzia reti teleriscaldamento, il termine per le domande</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 00:10:50 +0000</pubDate>
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</div>Con D.G.R. n. 690 del 24 maggio 2011 pubblicata nel B.U.R.V. n. 39 del 3 giugno 2011 è stato approvato l&#8217;Avviso Pubblico per il finanziamento di reti di teleriscaldamento relativa all&#8217;Azione 2.1.2 &#8216;Interventi di riqualificazione energetica dei sistemi urbani: teleriscaldamento e miglioramento energetico di edifici pubblici&#8217; del POR CRO FESR (2007-2013). Possono presentare domanda per<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/07/la-regione-veneto-finanzia-reti-teleriscaldamento-il-termine-per-le-domande/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong>Con D.G.R. n. 690 del 24 maggio 2011 pubblicata nel B.U.R.V. n. 39 del 3 giugno 2011 è stato approvato l&#8217;Avviso Pubblico per il finanziamento di reti di teleriscaldamento relativa all&#8217;Azione 2.1.2 &#8216;Interventi di riqualificazione energetica dei sistemi urbani: teleriscaldamento e miglioramento energetico di edifici pubblici&#8217; del POR CRO FESR (2007-2013).</strong><br />
<strong>Possono presentare domanda per ottenere finanziamenti:</strong><br />
<span id="more-2610"></span><br />
&#8211; Enti pubblici territoriali;<br />
&#8211; Organismi di diritto pubblico soggetti alla &#8216;influenza dominante&#8217; di enti pubblici territoriali, di cui all&#8217;art. 3 comma 26 del D.Lgs. 163/2006;<br />
&#8211; Imprese pubbliche nella forma di società a prevalente partecipazione pubblica soggette all&#8217;influenza dominante di enti pubblici territoriali, di cui all&#8217;art. 3 comma 28 del D.Lgs. 163/2006 e successive modifiche e integrazioni;<br />
&#8211; Associazioni, unioni, consorzi, comunque denominati, costituiti da detti soggetti che attuino progetti finalizzati alla realizzazione di reti di teleriscaldamento ovvero di teleriscaldamento e teleraffrescamento. Il progetto può riguardare la costruzione di una rete ex-novo, oppure l&#8217;estensione o il potenziamento delle reti di teleriscaldamento già in esercizio.</p>
<p>Ai fini dell&#8217;<strong>Avviso Pubblico per rete di teleriscaldamento</strong> si intende l&#8217;insieme della rete di trasporto del calore, delle sottocentrali di distribuzione, nonché della centrale o delle centrali che producono <strong>energia termica </strong>ad esclusivo servizio della rete. La<strong> rete di teleriscaldamento </strong>può utilizzare il calore di scarto da punti di generazione già esistenti.</p>
<p>L&#8217;<strong>Avviso </strong>è rivolto alla<strong> concessione di contributi in conto capitale,</strong> fino alla misura massima del 50% dei costi di <strong>investimento </strong>ammissibili (fino a un contributo massimo di 2.500.000,00 euro).</p>
<p>I <strong>costi ammissibili</strong> sono i sovraccosti necessari per effettuare un <strong>investimento </strong>che conduca al<strong> teleriscaldamento energeticamente efficiente</strong> rispetto all&#8217;<strong>investimento di riferimento </strong>(per la definizione del sistema convenzionale di riferimento si veda il § 1.6 dell&#8217;Allegato C.</p>
<p><strong>I costi ammissibili vanno calcolati al netto di qualsiasi profitto o costo operativo connesso con gli investimenti supplementari e verificatosi durante i primi cinque anni di esercizio della rete.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;investimento complessivo ammissibile del progetto non può essere inferiore a 1.000.000,00 euro.</strong></p>
<p><strong>Le domande potranno essere presentate alla:<br />
REGIONE VENETO<br />
Unità Progetto Energia<br />
Fondamenta S.Lucia, Cannaregio 23<br />
30121 Venezia</strong></p>
<p><strong>Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 3 OTTOBRE 2011.</strong></p>
<p><strong>È espressamente esclusa la consegna a mano. Farà fede il timbro postale con la data di spedizione della domanda.</strong></p>
<p>Fonte: Regione Veneto</p>
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