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	<title>Cambiocasa News &#187; Unione Europea</title>
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		<title>Rinnovabili, pochi i fondi per l&#8217;Ue</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 00:00:00 +0000</pubDate>
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</div>Uno studio condotto dalla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo mette in discussione la distribuzione dei fondi disponibili Ancora troppo pochi i sussidi per la lotta al cambiamento climatico, mentre l&#8217;Europa consuma risorse a sostegno di attività che danneggiano l&#8217;ambiente. A dirlo è uno studio condotto dalla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, che mette in discussione<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/08/rinnovabili-pochi-i-fondi-per-lue/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Uno studio condotto dalla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo mette in discussione la distribuzione dei fondi disponibili</em></strong></p>
<p><strong>Ancora troppo pochi i sussidi per la lotta al cambiamento climatico, mentre l&#8217;Europa consuma risorse a sostegno di attività che danneggiano l&#8217;ambiente. A dirlo è uno studio condotto dalla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, che mette in discussione la distribuzione dei fondi disponibili. Al clima sarebbe destinato meno del 3% dei fondi totali. Secondo il report &#8216;EU Subsidies for polluting and unsustainable practices&#8217;, i fondi per l&#8217;ambiente che l&#8217;Europa stanzia finiscono spesso per promuovere forme di trasporto insostenibili, come la mobilità su gomma, pratiche agricole che impoveriscono suolo e biodiversità e fonti di energia controverse, come incenerimento di rifiuti, nucleare e centrali termoelettriche che solo in futuro potrebbero attrezzarsi per la cattura della CO2.</strong><br />
<span id="more-2798"></span><br />
<strong>Per contrastare il global warming, </strong>dal 2007 al 2013 si è stanziato il 2,8% di un budget da circa 344 miliardi di euro provenienti da fondi strutturali e di coesione. <strong>Si tratta del 9% di tutte le spese legate all&#8217;ambiente, mentre per le energie pulite si investe invece il 2,6% del totale.</strong></p>
<p>Secondo lo studio, i fondi per l&#8217;agricoltura e lo sviluppo rurale spesso favoriscono l’agricoltura intensiva perché legati alla produttività agricola e non alla tutela del territorio.</p>
<p><strong>Anche nel settore trasporti, evidenzia il report, il 49% degli investimenti è usato per costruire strade e autostrade,</strong> il 30% per le ferrovie, mentre alla sostenibilità della mobilità urbana va solo il 7% degli stanziamenti. Sulla stessa falsariga la ricerca scientifica, col 14% dei fondi agli studi sulla fusione nucleare, cui si aggiunge un altro 12% per studiare altri aspetti del nucleare, mentre le fonti rinnovabili si dividono il 4%.</p>
<p><strong>Lo studio critica anche il finanziamento degli inceneritori, situati prevalentemente nell&#8217;Est Europa, che potrebbe invece lasciare il posto a riciclaggio e raccolta differenziata.</strong></p>
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		<title>Certificazione energetica Lombardia: bollette più leggere</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 00:10:30 +0000</pubDate>
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</div>In Lombardia adottato sistema che garantisce regole uniformi in 4 anni 600.000 attestati. Sul sito 100.000 visite al mese La certificazione energetica come strumento che tuteli e garantisca i cittadini e che, allo stesso tempo, aiuti la ripresa del settore delle costruzioni e una riqualificazione delle città. Questo, in sintesi, il senso dell&#8217;intervento fatto dall&#8217;assessore<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/07/certificazione-energetica-lombardia-bollette-piu-leggere/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>In Lombardia adottato sistema che garantisce regole uniformi in 4 anni 600.000 attestati. Sul sito 100.000 visite al mese</em></strong></p>
<p>La <strong>certificazione energetica </strong>come strumento che tuteli e garantisca i cittadini e che, allo stesso tempo, aiuti la ripresa del settore delle costruzioni e una <strong>riqualificazione delle città.</strong> Questo, in sintesi, il senso dell&#8217;intervento fatto dall&#8217;assessore regionale all&#8217;Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi a una Tavola rotonda organizzata dall&#8217;Ordine degli ingegneri della provincia di Milano.<br />
<span id="more-2529"></span><br />
<strong><em>Maggior efficienza energetica per una bolletta più leggera</em></strong><br />
&#8216;La nostra strategia energetica &#8211; ha detto Raimondi &#8211; punta molto sull&#8217;efficienza sia nel settore produttivo che nel comparto civile, proprio perché siamo consapevoli che la riduzione al minimo degli sprechi di energia comporta una bolletta più sostenibile, una minore dipendenza<br />
dall&#8217;approvvigionamento di fonti fossili tradizionali e un conseguente maggiore e benefico impatto, nel bilancio energetico complessivo, delle <strong>fonti rinnovabili.</strong></p>
<p>Tutto ciò rientra anche nella lotta all&#8217;inquinamento atmosferico, di cui spesso si parla solo in relazione al traffico veicolare, quando invece in Lombardia esso è generato per almeno un terzo dal riscaldamento domestico. Ecco perché riteniamo l&#8217;efficientamento energetico degli edifici<br />
una priorità&#8217;.</p>
<p><strong><em>Un sistema che garantisce uniformità nell&#8217;applicazione delle regole </em></strong><br />
Già nel 2007 la Lombardia ha adottato, prima regione in Italia, un sistema di certificazione &#8211; il Curit &#8211; capace di garantire uniformità nell&#8217;applicazione delle regole.</p>
<p>&#8216;Stiamo facendo il possibile &#8211; ha spiegato Raimondi &#8211; per trasmettere l&#8217;importanza di questo atto. Vogliamo diffondere una vera e propria cultura della certificazione. Abitazioni certificate valgono di più sotto tutti i punti di vista e danno nuova spinta al settore delle costruzioni&#8217;.</p>
<p>I numeri sembrano dar ragione a questa filosofia: il sito internet (www.cened.it) riceve oltre 100.000 visite al mese, mentre il call center telefonico risponde a oltre 41.000 telefonate all&#8217;anno e a circa 25.000 e-mail.</p>
<p>&#8216;Il risultato &#8211; ha sintetizzato l&#8217;assessore &#8211; è che, dal 2007, sono oltre 600.000 gli edifici certificati (cioè oltre 11.000 al mese dal 2007 a oggi), con un incremento significativo a seguito degli interventi regionali&#8217;.</p>
<p><strong><em>Il fondo europeo per l&#8217;efficienza energetica, 260 milioni per una regione più verde </em></strong><br />
Raimondi ha anche ricordato il recente lancio del Fondo Europeo per l&#8217;Efficienza Energetica, finanziato dalla Banca Europea degli Investimenti, Deutsche Bank e Commissione Europea per oltre 260 milioni di euro, che &#8216;se ben sfruttato, potrebbe portare in Lombardia una serie di interventi<br />
di notevole importanza, come ad esempio dei progetti di teleriscaldamento sovra comunale o sovra provinciale che ci permetteranno di ottimizzare l&#8217;energia di cui le nostre città fanno uso, azzerando gli sprechi&#8217;.</p>
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		<title>Accordo di cooperazione tra CEI e CEPI siglato a Berlino</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 00:00:51 +0000</pubDate>
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</div>In Europa le associazioni europee del Real Estate parleranno ormai con una sola voce. L&#8217;accordo prevede un&#8217;opzione di 18 mesi che porterà nel corso dei prossimi 30 mesi all&#8217;unificazione graduale di CEI e CEPI affinché la voce degli agenti immobiliari possa esprimersi all&#8217;unisono in tutta l’Unione Europea, interpretando così tutte quelle esigenze del mercato del<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/06/accordo-di-cooperazione-tra-cei-e-cepi-siglato-a-berlino/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>In Europa le associazioni europee del Real Estate parleranno ormai con una sola voce.</em> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;accordo prevede un&#8217;opzione di 18 mesi che porterà nel corso dei prossimi 30 mesi all&#8217;unificazione graduale di CEI e CEPI affinché la voce degli agenti immobiliari possa esprimersi all&#8217;unisono in tutta l’Unione Europea, interpretando così tutte quelle esigenze del mercato del Real Estate europeo e le istanze dell&#8217;intera categoria e dei professionisti del mondo immobiliare. </strong><br />
<span id="more-2246"></span><br />
Il <strong>Vice Presidente CEI Raffale Dedemo,</strong> intervenendo al <strong>Congresso di Berlino</strong> ha dichiarato come &#8216;la firma di quest&#8217;<strong>accordo </strong>è fondamentale per elevare gli standard minimi dei servizi offerti dai <strong>professionisti </strong>e per uniformare le <strong>legislazioni </strong>presenti su tutto il territorio europeo. Questa nuova piattaforma di cooperazione consentirà il rafforzamento delle relazioni con le istituzioni e una rappresentanza più forte a Bruxelles e Strasburgo del <strong>mondo immobiliare</strong>, dando così l&#8217;opportunità a 51 <strong>associazioni nazionali immobiliari</strong> di parlare con un&#8217;unica voce&#8217;.</p>
<p><strong>Il Presidente Nazionale Fiaip Paolo Righi </strong>ha illustrato al <strong>board di CEI </strong>la nuova <strong>legge professionale</strong>, che è allo studio della Fiaip, e rimodula la legge 39/89 ridefinendo i nuovi standard minimi di servizi. La stessa <strong>normativa </strong>– dichiara <strong>Paolo Righi </strong>&#8211; così come concordato con gli organismi dirigenti della CEI, servirà a porre una prima base di partenza per la stessa<strong> legislazione europea. </strong></p>
<p>La proposta della <strong>Carta professionale europea per gli agenti immobiliari, sottolinea il Presidente Fiaip Righi,</strong> viene invece rimandata fino a quando non vi sarà una normativa uniforme tra tutti i Paesi del Vecchio Continente, in quanto, il pericolo che corrono oggi gli <strong>agenti immobiliari</strong> è quello della <strong>concorrenza sleale tra i Paesi che hanno e quelli che non hanno ancora una legislazione professionale&#8217;.</strong></p>
<p><strong>Per il mondo immobiliare il Congresso Europeo del Real Estate di Berlino 2011 segna una prima tappa storica:</strong> in quest&#8217;occasione si sono gettate le basi per un <strong>mercato unico,</strong> e si sono poste per i <strong>professionisti immobiliari </strong>le basi per un armonizzazione legislativa in tutta l&#8217;<strong>Unione Europea, nel pieno rispetto delle normative vigenti nei singoli Stati membri. </strong></p>
<p><strong>Fonte: Fiaip</strong></p>
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		<title>Una fiscalità ecocompatibile per l&#8217;energia, dalla Ue nuove regole</title>
		<link>http://news.cambiocasa.it/2011/05/una-fiscalita-ecocompatibile-per-lenergia-dalla-ue-nuove-regole/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 00:00:07 +0000</pubDate>
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</div>Una proposta mirata a incentivare l&#8217;utilizzo di fonti di energia a bassa emissione di Co2 Secondo il nuovo documento Ue l&#8217;aliquota minima sui prodotti energetici viene determinata da due elementi: una parte tiene conto dell&#8217;impatto sull&#8217;ambiente ed è basata sulle emissioni di CO2 rilasciate dal prodotto e l&#8217;altra, invece, fa leva sul contenuto energetico, cioè<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/05/una-fiscalita-ecocompatibile-per-lenergia-dalla-ue-nuove-regole/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Una proposta mirata a incentivare l&#8217;utilizzo di fonti di energia a bassa emissione di Co2</em></strong></p>
<p><strong>Secondo il nuovo documento Ue l&#8217;aliquota minima sui prodotti energetici viene determinata da due elementi: una parte tiene conto dell&#8217;impatto sull&#8217;ambiente ed è basata sulle emissioni di CO2 rilasciate dal prodotto e l&#8217;altra, invece, fa leva sul contenuto energetico, cioè sull&#8217;effettiva energia generata.<br />
<span id="more-2113"></span><br />
La proposta della Commissione riscrive, quindi, le regole della fiscalità del settore energetico, che partiranno dal 2013 per un periodo transitorio ed entreranno a pieno regime nel 2023.</strong></p>
<p>L&#8217;Unione Europea si pone l&#8217;obiettivo di favorire l&#8217;utilizzo di <strong>fonti di energia a bassa emissione di CO2</strong>: una netta inversione di tendenza rispetto allo stato attuale dove invece vengono tassate in misura inferiore proprio le fonti più inquinanti a scapito di quelle alternative.</p>
<p>Inoltre, il documento ha lo scopo di armonizzare le politiche fiscali nazionali del settore, riducendo eventuali disparità di trattamento tra i diversi Stati. La proposta, quindi, rivede il sistema per lo scambio di quote di <strong>emissione di gas a effetto serra</strong>, istituito dalla direttiva comunitaria 2003/87/CE del <strong>Parlamento europeo </strong>e del Consiglio del 13 ottobre 2003.</p>
<p>In base alla direttiva del 2003, gli <strong>impianti </strong>che esercitano attività nei <strong>settori dell&#8217;energia, produzione e trasformazione dei metalli ferrosi, industria minerale e fabbricazione della carta e del cartone sono soggetti al sistema dello scambio di quote. </strong></p>
<p>La proposta della Commissione intende estendere tali limitazioni anche a settori precedentemente esclusi: <strong>trasporti, famiglie, agricoltura e piccoli impianti industriali.</strong></p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/05/una-fiscalita-ecocompatibile-per-lenergia-dalla-ue-nuove-regole/">Read more...</a></strong>
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		<title>Spagna vicino all&#8217;obiettivo energetico europeo: le rinnovabili coprono il 35% del fabbisogno elettrico</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 00:00:28 +0000</pubDate>
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</div>Spagna vicino all&#8217;obiettivo energetico europeo: le rinnovabili coprono il 35% del fabbisogno elettrico Legambiente: &#8216;Per il nuovo anno auguriamo all&#8217;Italia di seguire l&#8217;esempio spagnolo&#8217; La Rivoluzione Energetica corre in Europa. Le fonti rinnovabili in Spagna sono arrivate a coprire il 35% del fabbisogno elettrico, avvicinandosi, con 10 anni di anticipo, agli obiettivi previsti dall&#8217;Unione Europea<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/01/spagna-vicino-allobiettivo-energetico-europeo-le-rinnovabili-coprono-il-35-del-fabbisogno-elettrico/">Read more...</a></strong>
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</div><p><em>Spagna vicino all&#8217;obiettivo energetico europeo: le rinnovabili coprono il 35% del fabbisogno elettrico</em></p>
<p><strong><em>Legambiente: &#8216;Per il nuovo anno auguriamo all&#8217;Italia di seguire l&#8217;esempio spagnolo&#8217;</em></strong></p>
<p><strong>La Rivoluzione Energetica corre in Europa. Le fonti rinnovabili in Spagna sono arrivate a coprire il 35% del fabbisogno elettrico, avvicinandosi, con 10 anni di anticipo, agli obiettivi previsti dall&#8217;Unione Europea per il 2020. Ci auguriamo che l&#8217;Italia per il 2011 sappia seguire l&#8217;esempio spagnolo e incamminarsi sulla strada delle rinnovabili per raggiungere questi grandi risultati. </strong><br />
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Tra i buoni propositi per il 2011 <strong>Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, </strong>auspica che ci sia anche questo. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal quotidiano &#8216;El Pais&#8217;, infatti, la <strong>Spagna </strong>nel 2010 ha raggiunto il traguardo del 35% della domanda di <strong>energia elettrica nazionale da fonti rinnovabili,</strong> sei volte in più rispetto allo scorso anno, avvicinandosi così all&#8217;obiettivo europeo del 40% da raggiungere per il 2020.</p>
<p>Un successo che ha trasformato la <strong>Spagna </strong>da importatore di <strong>energia nucleare</strong> dalla Francia a suo fornitore di <strong>energia elettrica da rinnovabile</strong>. E le previsioni sono ancora più ottimistiche: secondo i dati, infatti,<strong> l&#8217;eolico</strong> che già copre il 16% del fabbisogno elettrico nel giro di 2- 3 anni supererà il contributo del <strong>nucleare</strong>. Non sono da meno <strong>l&#8217;energia idraulica </strong>che copre il 14% del <strong>fabbisogno elettrico nazionale</strong> e il <strong>fotovoltaico </strong>aumentato del 3% nell&#8217;ultimo anno e destinato ad aumentare con l&#8217;entrata in vigore delle <strong>centrali solari</strong> nel 2011.</p>
<p>&#8216;Dopo la <strong>Germania </strong>anche la <strong>Spagna </strong>ha compiuto passi da giganti nel campo delle <strong>rinnovabili</strong>, dimostrando che questa <strong>rivoluzione energetica </strong>è possibile e conveniente – ha aggiunto Cogliati Dezza &#8211; . Auspichiamo, pertanto, che per il 2011 l&#8217;Italia faccia tesoro di queste esperienze per abbandonare definitivamente la terribile farsa del <strong>nucleare</strong>, evitando anche di sprecare inutilmente milioni di euro nel convincere gli italiani, e puntare tutto sulle <strong>energie </strong>che questo Paese possiede già naturalmente&#8217;.</p>
<p><strong>L&#8217;ufficio stampa Legambiente (06.86268353-60)<br />
www.legambiente.it</strong></p>
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		<title>Addio alle lampadine inquinanti</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 05:00:49 +0000</pubDate>
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</div>Addio alle lampadine inquinanti In pensione per sopraggiunti limiti d&#8217;età e, soprattutto, perché sopraffate dalla nuova tecnologia che consente un risparmio energetico non indifferente: circa 40 miliardi di euro Parliamo delle classiche lampadine, quelle con il bulbo ad incandescenza, che da decenni illuminano quasi tutte le abitazioni europee. Ma ora, anche 75 watt sono stati<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/09/addio-alle-lampadine-inquinanti/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Addio alle lampadine inquinanti</em></strong></p>
<p><strong><em>In pensione per sopraggiunti limiti d&#8217;età e, soprattutto, perché sopraffate dalla nuova tecnologia che consente un risparmio energetico non indifferente: circa 40 miliardi di euro</em></strong></p>
<p><strong>Parliamo delle classiche lampadine, quelle con il bulbo ad incandescenza, che da decenni illuminano quasi tutte le abitazioni europee. Ma ora, anche 75 watt sono stati considerati troppi, visti i consumi, decisamente inferiori, delle più moderne lampadine a basso consumo.</strong><br />
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E, così, dal<strong> primo settembre</strong> è scattato il divieto di commercializzarle in tutti i negozi dell&#8217;<strong>Unione Europea</strong>, ad eccezione delle scorte di magazzino. Dunque, nel giro di pochi mesi sarà impossibile trovare un esemplare tra gli scaffali dei negozi.</p>
<p>Uno stop che arriva a 12 mesi di distanza da quello inflitto alle<strong> lampade da 100 watt</strong> il cui divieto è scattato, appunto, nel settembre 2009. I pensionamenti nel prossimo anno riguarderanno quelle da 60 Watt e, infine, nel 2012 quelle da 40 e 25 Watt.</p>
<p>Dal <strong>settembre 2012, </strong>dunque, spariranno completamente le<strong> lampadine energivore</strong> &#8211; ossia collocate nelle<strong> classi D, E e F</strong> &#8211; per lasciare spazio solo a quelle in classe <strong>A, B e C</strong>. Resteranno solo alcune eccezioni, come le lampadine da frigo, da freezer o da forno, quelle usate in neonatologia e quelle per le incubatrici negli allevamenti. Inoltre, a partire dal 2016 saranno bandite anche le lampadine di classe C.</p>
<p>L&#8217;<strong>obiettivo Ue </strong>è quello di favorire le<strong> lampade a basso consumo (LED, alogena o fluorescente</strong>) che, sebbene più care &#8211; costano in media 5 euro &#8211; sono in grado tuttavia di utilizzare fino all&#8217;80% in meno di <strong>energia </strong>e durano da 6 a 10 volte di più di quelle tradizionali.</p>
<p>Una decisione dettata, quindi, dai numeri. La <strong>Commissione europea</strong> ha, infatti, calcolato che in totale le nuove <strong>lampadine </strong>possono portare a un<strong> risparmio energetico</strong> di 40 miliardi di kilowatt/ora all&#8217;anno, che corrispondono a 15 milioni di tonnellate di CO2.</p>
<p>In sintesi, utilizzando le nuove <strong>lampade a basso consumo</strong> una famiglia potrà spendere tra i 25 e 50 euro in meno all&#8217;anno sulla<strong> bolletta della luce.</strong></p>
<p><strong>Fonte: miaeconomia</strong></p>
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