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	<title>Cambiocasa News &#187; incentivi efficienza energetica</title>
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		<title>Mercato immobiliare Liguria nel primo semestre 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 02:00:26 +0000</pubDate>
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</div>Mercato immobiliare Liguria nel primo semestre 2010 Nei primi sei mesi del 2010 le quotazioni di Genova hanno messo a segno un incremento dell&#8217;1,7%. A Imperia e La Spezia le quotazioni sono rimaste stabili. In diminuzione dello 0,9% le quotazioni di Savona La macroarea di Marassi-Nervi è quella che ha segnalato l&#8217;incremento maggiore delle quotazioni<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/01/mercato-immobiliare-liguria-nel-primo-semestre-2010/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Mercato immobiliare Liguria nel primo semestre 2010</em></strong></p>
<p><strong><em>Nei primi sei mesi del 2010 le quotazioni di Genova hanno messo a segno un incremento dell&#8217;1,7%. A Imperia e La Spezia le quotazioni sono rimaste stabili. In diminuzione dello 0,9% le quotazioni di Savona</em></strong></p>
<p><strong>La macroarea di Marassi-Nervi è quella che ha segnalato l&#8217;incremento maggiore delle quotazioni nel primo semestre del 2010 (+4,4%). Tra i quartieri i cui valori sono in rialzo si segnalano Nuova S. Fruttuoso-Casoni e Marassi. </strong><br />
<span id="more-1661"></span><br />
Nel primo quartiere, il mercato ha visto protagonisti soprattutto <strong>acquirenti </strong>che avevano già il capitale iniziale a disposizione e che hanno comprato per migliorare la<strong> qualità abitativa</strong> e per mettere a <strong>reddito </strong>l&#8217;<strong>immobile</strong>. L&#8217;aumento delle <strong>quotazioni </strong>è stato determinato dal fatto che la zona, con <strong>prezzi </strong>più contenuti rispetto alle aree limitrofe, ha attratto una maggiore <strong>domanda</strong>.</p>
<p>Si ricercano soprattutto bilocali e trilocali anche se in zona si registra una notevole offerta di tagli più grandi; questo ha determinato un leggero rialzo.</p>
<p>La zona più ambita è quella bassa <strong>(via Casoni, via Giacometti, via Sardegna, piazza Martinez)</strong> dove si concentrano soprattutto condomini dei primi anni del 1900 a parte via Sardegna che registra una prevalenza di soluzioni degli anni &#8217;50-&#8217;60. Per un buon usato si spendono mediamente intorno a 2500 euro al mq con punte più alte per gli <strong>immobili </strong>di piccolo taglio e con particolari caratteristiche qualitative. Da segnalare che il trasferimento del <strong>Mercato Ortofrutticolo</strong> ha snellito il traffico e ha ridotto<strong> l&#8217;inquinamento acustico</strong> esistente nella zona, migliorandone la qualità di vita.</p>
<p>Leggermente più contenute le <strong>quotazioni </strong>che si registrano nella parte alta<strong> (piazza Solari e via Donaver)</strong>, 2200-2500 euro al mq per una soluzione usata ed in buone condizioni. Valori più elevati si registrano per le <strong>abitazioni </strong>con vista mare e spazi esterni. Più elevate le <strong>quotazioni </strong>in via Ferretto che possono toccare anche 3000 euro al mq.</p>
<p>Sul <strong>mercato delle locazioni</strong> si registra una buona <strong>domanda </strong>soprattutto da parte di studenti dal momento che non lontano, nel <strong>quartiere di S. Martino,</strong> sorge una struttura ospedaliera. <strong>Prezzi </strong>in leggera crescita anche nell&#8217;area Centrale del quartiere Marassi.</p>
<p>Il trasferimento del <strong>mercato Ortofrutticolo a Bolzaneto</strong>, con la drastica diminuzione di traffico nel quartiere, ha determinato un aumento delle <strong>richieste</strong>. In questa area della città <strong>acquistano </strong>prevalentemente coppie giovani, mentre sono quasi scomparsi gli <strong>acquisti </strong>da parte di stranieri. La soluzione maggiormente <strong>richiesta </strong>è il trilocale con una spesa media compresa tra 115 e 120 mila euro. Per la stessa tipologia in affitto si spendono 450 euro al mese. Tra le vie maggiormente apprezzate da segnalare<strong> corso De Stefanis, via Ponticelli e corso Sardegna, </strong>strade centrali e commerciali. <strong>Acquistare </strong>un <strong>appartamento </strong>in buone condizioni costa circa 2500 euro al mq.</p>
<p>Da segnalare il <strong>progetto </strong>che prevede la trasformazione dell&#8217;<strong>area del mercato ortofrutticolo</strong> con la nascita di strutture sportive e di un nuovo centro commerciale. Apprezzata anche<strong> l&#8217;area di via Biga, salita dell&#8217;Orso e via della Zebra</strong>, nella parte alta di <strong>Marassi</strong>, dove si possono trovare soluzioni con vista panoramica. Oltrepassando il <strong>fiume Bisagno,</strong> nell<strong>&#8216;area di via Montello,</strong> si sviluppa una zona tranquilla sorta negli anni &#8217;60 dove si possono <strong>acquistare </strong>appartamenti in<strong> edilizia popolare</strong> a 2500-2600 euro al mq.</p>
<p>Nei primi sei mesi dell&#8217;anno le <strong>quotazioni </strong>delle <strong>abitazioni </strong>nel<strong> quartiere di Borgoratti</strong> – Tanini segnalano un leggero incremento, in particolare, per le tipologie di piccolo taglio, da <strong>ristrutturare </strong>e ricercate in particolare nelle <strong>frazioni di Bavari, S. Desiderio ed Apparizione, </strong>non lontane dal <strong>centro del quartiere </strong>e a cui sono ben collegate. Gli <strong>acquirenti </strong>sono prevalentemente giovani coppie, alla ricerca di tagli medi di 50-60 mq. La <strong>domanda </strong>si orienta verso soluzioni semindipendenti, termoautonome e con giardino che, da <strong>ristrutturare</strong>, costano mediamente intorno a 1800-2000 euro al mq. Nel centro di <strong>Borgoratti </strong>invece si trovano <strong>appartamenti </strong>costruiti negli anni &#8217;50-&#8217;60, alcuni di<strong> edilizia popolare </strong>che si valutano a 2300-2400 euro al mq se necessitano di <strong>interventi di recupero.</strong></p>
<p>Un discorso a parte merita il <strong>mercato immobiliare </strong>della frazione di Apparizione che, in posizione panoramica, vanta alcune soluzioni con vista sul Golfo. Un bilocale può arrivare a costare anche intorno a 300 mila euro. La <strong>frazione di Bavari</strong> è anche molto apprezzata nonostante alcune <strong>case </strong>non possano essere raggiunte con l&#8217;automobile, per questo motivo ad <strong>acquistare </strong>sono soprattutto persone giovani al <strong>primo acquisto</strong> attratti dalle <strong>quotazioni </strong>più basse.</p>
<p>Sul <strong>mercato delle locazioni</strong> si registra una buona <strong>domanda </strong>che vede protagonisti soprattutto <strong>famiglie </strong>che stipulano il <strong>contratto a canone libero</strong>. Un bilocale costa intorno a 500 euro al mese.</p>
<p>Un aumento dell&#8217;1% ha interessato la <strong>macroarea di Pegli-Sestri</strong> con un lieve incremento dei valori sulla zona del <strong>Lungomare di Pegli </strong>dove il <strong>mercato </strong>è stato più dinamico e si sono mossi soprattutto giovani coppie al <strong>primo acquisto</strong> e <strong>famiglie </strong>già residenti in zona o in quartieri limitrofi che hanno voluto migliorare la propria condizione abitativa. Si registrano ancora delle difficoltà sui tagli oltre i 120 mq. Tra le <strong>abitazioni </strong>più richieste ci sono quelle di 80 mq, apprezzate in particolare se dotate di vista mare o di terrazzo.</p>
<p>Ci sono alcune strade del quartiere particolarmente richieste quali <strong>viale Modugno e via Boito</strong> dove si possono trovare delle <strong>abitazioni di tipo signorile </strong>degli anni &#8217;70 che si vendono a prezzi medi di 3200 euro al mq e che possono toccare punte di 3700 euro al mq se dotate di vista mare e ottimamente rifiniti. Esistono poi zone meno prestigiose con appartamenti degli anni &#8217;50, spesso con le parti comuni da rifare che si compravendono a <strong>prezzi </strong>medi di 2500 euro al mq se in buone condizioni interne se da ristrutturare arrivano anche a <strong>quotazioni </strong>non più alte di 2000 euro a mq.</p>
<p>Sul <strong>mercato delle locazioni</strong> dopo un periodo di stasi si registra nuovamente una <strong>ripresa del mercato </strong>che vede protagonisti soprattutto trasferisti fuori sede a Genova per motivi di lavoro.</p>
<p><strong>Fonte: Tecnocasa</strong></p>
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		<title>Risparmio energetico detrazione anche per i lavori del 2011</title>
		<link>http://news.cambiocasa.it/2010/12/risparmio-energetico-detrazione-anche-per-i-lavori-del-2011/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 12:00:28 +0000</pubDate>
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</div>Risparmio energetico detrazione anche per i lavori del 2011 Confermata per il prossimo anno l&#8217;agevolazione prevista per gli interventi diretti al risparmio energetico Con una novità: lo &#8216;sconto&#8217; in dichiarazione per i lavori effettuati nel 2011 andrà ripartito non in cinque anni (come invece previsto per le opere effettuate nel 2009 e nel 2010), ma<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/12/risparmio-energetico-detrazione-anche-per-i-lavori-del-2011/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Risparmio energetico detrazione anche per i lavori del 2011</em></strong></p>
<p><strong><em>Confermata per il prossimo anno l&#8217;agevolazione prevista per gli interventi diretti al risparmio energetico</em></strong></p>
<p><strong>Con una novità: lo &#8216;sconto&#8217; in dichiarazione per i lavori effettuati nel 2011 andrà ripartito non in cinque anni (come invece previsto per le opere effettuate nel 2009 e nel 2010), ma in dieci rate annuali di pari importo.</strong><br />
<span id="more-1520"></span><br />
Il <strong>beneficio </strong>è stato introdotto per la prima volta dalla legge n.296/2006 (Finanziaria 2007) e consiste in una <strong>detrazione </strong>dalle <strong>imposte sui redditi (Irpef e Ires)</strong> pari al <strong>55% </strong>delle spese sostenute lavori che aumentano il livello di <strong>efficienza energetica</strong> degli <strong>edifici </strong>già esistenti.</p>
<p>Ne sono destinatari non solo le persone fisiche, ma anche le società di persone e quelle di capitali, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le associazioni tra professionisti.</p>
<p><strong><em>Sono agevolabili, in particolare, le spese sostenute per: </em></strong></p>
<p><strong>&#8211; la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell&#8217;edificio</strong> (la detrazione massima prevista è di 100mila euro, pari al 55% di 181.818,18 euro)</p>
<p><strong>&#8211; il miglioramento termico dell&#8217;edificio o delle singole unità immobiliari </strong>(pavimenti, pareti, finestre comprensive di infissi &#8211; detrazione massima: 60mila euro, il 55% di 109.090,90 euro)</p>
<p><strong>&#8211; l&#8217;installazione di pannelli solari </strong>per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università (detrazione massima: 60mila euro)</p>
<p><strong>&#8211; la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale </strong>con caldaie a condensazione o con <strong>pompe di calore ad alta efficienza</strong> ovvero con <strong>impianti geotermici </strong>a bassa entalpia (<strong>detrazione </strong>massima: 30mila euro, pari al 55% di 54.545,45).</p>
<p><strong>Fonte: Agenzia delle Entrate</strong></p>
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		<title>Efficienza energetica, come accedere agli incentivi</title>
		<link>http://news.cambiocasa.it/2010/12/efficienza-energetica-come-accedere-agli-incentivi/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 04:10:00 +0000</pubDate>
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</div>Efficienza energetica, come accedere agli incentivi Il decreto legge del 25 marzo 2010, n° 40, all&#8217; articolo 4 ha previsto l&#8217; istituzione di un Fondo contributi per l&#8217; acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, con obiettivo mirato all&#8217; ecocompatibilità e al miglioramento della sicurezza sul lavoro. Gli interventi sono a sostegno della domanda per<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/12/efficienza-energetica-come-accedere-agli-incentivi/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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<img width="259" height="194" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2010/04/cielo.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Efficienza energetica, come accedere agli incentivi" />
</div><p><em>Efficienza energetica, come accedere agli incentivi</em></p>
<p><em>Il decreto legge del 25 marzo 2010, n° 40, all&#8217; articolo 4 ha previsto l&#8217; istituzione di un Fondo contributi per l&#8217; acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, con obiettivo mirato all&#8217; ecocompatibilità e al miglioramento della sicurezza sul lavoro. Gli interventi sono a sostegno della domanda per particolari settori in crisi</em></p>
<p>Per gli <strong>immobili </strong>ad <strong>alta efficienza energetica</strong>, il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 marzo 2010, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n° 79 del 6 – 4 &#8211; 2010, disciplina le modalità di erogazione delle risorse del Fondo, fissando un ammontare dei <strong>contributi </strong>pari a 60 milioni di euro per l&#8217; <strong>acquisto </strong>di tali <strong>immobili </strong>e le relative modalità di accesso.<br />
<span id="more-68"></span><br />
<strong>Modalità di accesso</strong><br />
L&#8217; ammontare unitario del contributo è fissato all&#8217; articolo 2, comma 1 lettera s, ponendolo in relazione alla superficie dell&#8217; <strong>immobile </strong>ed al <strong>risparmio di energia</strong>, rispetto ai limiti di legge, per quanto riguarda la <strong>climatizzazione invernale.</strong></p>
<p>&#8211; Il <strong>contributo </strong><strong>è pari a 83 euro per metro quadrato di superficie utile,</strong> nel limite massimo di 5.000 euro per singolo <strong>immobile</strong>, nel caso in cui la <strong>prestazione energetica </strong>sia migliore almeno del 30% rispetto ai valori della Tabella 1.3 di cui all&#8217; allegato C n.1, del decreto legislativo 192 / 05.<br />
<strong>&#8211; Il contributo è pari a 116 euro per metro quadrato di superficie utile</strong>, nel limite massimo di 7.000 euro per singolo <strong>immobile</strong>, nel caso in cui la<strong> prestazione energetica</strong> sia migliore almeno del 50% rispetto ai valori della Tabella 1.3, di cui all&#8217; allegato C n.1, del decreto legislativo 192 / 05</p>
<p>I valori di <strong>energia </strong>primaria da conseguire per la<strong> climatizzazione invernale </strong>vanno calcolati facendo riferimento alla Tabella 1.3 &#8216;Valori limite, applicabili dal 1° gennaio 2010, per il fabbisogno annuo di energia primaria per la <strong>climatizzazione invernale</strong> per metro quadrato di superficie utile interna dell&#8217; edificio, espresso in kWh/m2 anno&#8217;, relativa agli<strong> edifici residenziali, </strong>contenuta nell&#8217; Allegato C del d.lgs 192 / 05.</p>
<p><strong>Certificazione energetica</strong><br />
Il raggiungimento della <strong>prestazione energetica</strong> richiesta deve essere certificato sulla base delle procedure fissate dal d.lgs 192 / 05, da un <strong>soggetto accreditato.</strong> Chi procederà alla <strong>certificazione </strong>dovrà basarsi sull&#8217; intero quadro normativo delineato dal d.lgs 192 / 05, comprese le modifiche ed integrazioni apportate dal d.lgs 311 / 06 e dai decreti attuativi successivamente pubblicati, con particolare riferimento alle metodologie di calcolo, alle norme di riferimento, alle caratteristiche dei software utilizzati.</p>
<p>Per quanto riguarda il soggetto che deve rilasciare la<strong> certificazione energetica,</strong> si attende ancora il DPR previsto dall&#8217; articolo 4 del decreto legislativo 192 / 05 che deve fissare i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la <strong>qualificazione </strong>e l&#8217; indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la <strong>certificazione energetica</strong> degli <strong>edifici</strong>. Oggi, quindi, occorre riferirsi all&#8217; Allegato III del decreto legislativo 115 / 2008, dove sono indicate le caratteristiche professionali richieste ai soggetti che devono rilasciare la <strong>certificazione energetica.</strong></p>
<p>L&#8217; allegato III del D. lgs 115 / 08 stabilisce che vengano riconosciuti come <strong>Soggetti certificatori</strong> i <strong>tecnici abilitati</strong>, ovvero tecnici operanti sia in veste di dipendenti di enti ed organismi pubblici o di società di servizi pubbliche o private (comprese le società di ingegneria) che di professionisti liberi od associati, iscritti ai relativi ordini e collegi professionali, ed abilitati all&#8217; esercizio della professione relativa alla progettazione di <strong>edifici </strong>ed <strong>impianti</strong>.</p>
<p>Diversamente il tecnico deve operare in collaborazione con altro tecnico abilitato in modo che il gruppo costituito copra tutti gli ambiti professionali su cui è richiesta la competenza. Deve comunque essere assicurata l&#8217; indipendenza e l&#8217; imparzialità di giudizio dei <strong>Soggetti certificatori,</strong> tranne che nel caso di <strong>tecnici abilitati </strong>dipendenti che operino per conto di enti pubblici o di organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell&#8217; <strong>energia </strong>e dell&#8217; <strong>edilizia</strong>.</p>
<p>Con il termine <strong>soggetto &#8216;accreditato&#8217;</strong> forse il Ministero intendeva fissare un ulteriore requisito, ovvero che i soggetti, oltre possedere le caratteristiche professionali fissate dalla legge, operino per enti di <strong>certificazione </strong>e / o di ispezione accreditati dall&#8217; Ente unico di accreditamento nazionale denominato <strong>Accredia</strong>. Si attendono chiarimenti da parte del Ministero.</p>
<p><strong>Ulteriori requisiti</strong><br />
<strong>Ulteriori requisiti </strong>previsti per accedere al <strong>contributo</strong>: l&#8217; <strong>immobile </strong>deve essere di <strong>nuova costruzione </strong>ed acquistato per <strong>prima abitazio</strong>ne della <strong>famiglia</strong>.</p>
<p><strong>Procedura per accedere al contributo</strong><br />
Occorre che il preliminare di <strong>compravendita </strong>dell&#8217; <strong>immobile </strong>sia stato stipulato con atto di data certa successivo alla data di entrata in vigore del decreto, ovvero dopo il 6 aprile 2010, ed il contratto definitivo di compravendita sia stipulato entro il 31 dicembre 2010.</p>
<p>Nei venti giorni precedenti la stipula del contratto definitivo di <strong>compravendita</strong>, il venditore deve procedere alla prenotazione del <strong>contributo </strong>presso il soggetto di cui si avvale il Ministero dello sviluppo economico che risulta essere Poste Italiane, come risulta dal sito del Ministero dedicato agli <strong>incentivi</strong><br />
http//incentivi 2010.sviluppoeconomico.gov.it/</p>
<p>Il venditore deve preliminarmente registrarsi contattando il numero verde 800 556 670, fornendo il codice fiscale, il codice REA e la provincia, il CAP e la località della sede dell&#8217; esercizio. Terminata la registrazione, al venditore sarà assegnato il <strong>Codice identificativo</strong> da usare per le prenotazioni dei <strong>contributi</strong>.</p>
<p>Dal 15 aprile 2010 il venditore può verificare, sempre tramite il numero verde sopra indicato, la disponibilità delle risorse finanziarie e procedere, nei venti giorni precedenti la stipula, alla prenotazione del contributo fornendo i seguenti dati:<br />
&#8211; Settore di appartenenza del prodotto (<strong>immobili ad alta efficienza energetica</strong>)<br />
&#8211; Tipologia del prodotto (<strong>prestazione energetica migliore</strong> del 30% o del 50% rispetto ai limiti fissati dal decreto)<br />
&#8211; Superficie utile sulla quale viene calcolato il <strong>contributo </strong>(indicata nell&#8217; attestato di <strong>certificazione energetica)</strong><br />
&#8211; Estremi dell&#8217; acquirente (codice fiscale e dati bancari per il successivo accredito del <strong>contributo</strong>)<br />
&#8211; <strong>Prezzo base (al lordo di IVA)</strong></p>
<p>Al momento della stipula del contratto definitivo di <strong>compravendita</strong>, deve essere confermata la prenotazione del <strong>contributo </strong>e deve essere allegato l&#8217; attestato di <strong>certificazione energetica,</strong> ai soli fini dell&#8217; ottenimento dei <strong>contributi</strong>.</p>
<p>Per l&#8217; erogazione del <strong>contributo</strong>, entro 45 giorni dalla stipula, l&#8217; acquirente deve trasmettere a Poste Italiane la seguente documentazione:<br />
<strong>&#8211; richiesta di rimborso contenete la ricevuta di registrazione della prenotazione e l&#8217; autodichiarazione firmata in formato Check list dei documenti allegati (compilabile e scaricabile dal portale)<br />
&#8211; copia documento di identità dell&#8217; acquirente;<br />
&#8211; codice fiscale dell&#8217; acquirente;<br />
&#8211; dati bancari dell&#8217; acquirente;<br />
&#8211; copia autentica del contratto definitivo di compravendita, riportante l&#8217; indicazione dell&#8217; incentivo, munita degli estremi della registrazione.</strong></p>
<p><strong>Fonte: Ance</strong></p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/12/efficienza-energetica-come-accedere-agli-incentivi/">Read more...</a></strong>
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		<title>Energie rinnovabili obbligatorie negli edifici</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 02:00:05 +0000</pubDate>
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</div>Energie rinnovabili obbligatorie negli edifici Fra quattro anni le costruzioni nuove o ristrutturate dovranno soddisfare con le rinnovabili il 50% dei consumi Il Dlgs approvato il 30 novembre in prima lettura, definisce gli strumenti, gli incentivi e le norme per il raggiungimento degli obiettivi al 2020 in materia di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile.<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/12/energie-rinnovabili-obbligatorie-negli-edifici/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Energie rinnovabili obbligatorie negli edifici</em></strong></p>
<p><strong><em>Fra quattro anni le costruzioni nuove o ristrutturate dovranno soddisfare con le rinnovabili il 50% dei consumi</em></strong></p>
<p><strong>Il Dlgs approvato il 30 novembre in prima lettura, definisce gli strumenti, gli incentivi e le norme per il raggiungimento degli obiettivi al 2020 in materia di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile.</strong><br />
<span id="more-1478"></span><br />
L&#8217;articolo 9 del provvedimento disciplina l&#8217;<strong>obbligo di integrazione</strong> delle<strong> fonti rinnovabili </strong>negli edifici. Nelle <strong>nuove costruzioni</strong> e negli <strong>edifici esistenti ristrutturati </strong>dovranno essere utilizzate<strong> fonti rinnovabili </strong>per soddisfare i <strong>consumi di calore</strong>, <strong>elettricità </strong>e per il <strong>raffrescamento </strong>secondo precise percentuali:</p>
<p><strong>a) il 20% quando la richiesta del titolo edilizio è presentata entro il primo anno successivo alla data di entrata in vigore del decreto legislativo;<br />
b) il 30% quando la richiesta del titolo edilizio è presentata entro l&#8217;anno successivo a quello indicato alla lettera a);<br />
c) il 40% quando il titolo edilizio è rilasciato entro l&#8217;anno successivo all&#8217;anno indicato alla lettera b);<br />
d) il 50% quando il titolo edilizio è rilasciato entro l’anno successivo all&#8217;anno indicato alla lettera c).</strong></p>
<p>In caso di inosservanza dell&#8217;<strong>obbligo </strong>viene negato il <strong>rilascio del titolo edilizio.</strong> La quota di <strong>energia </strong>che eccede le predette percentuali può accedere agli <strong>incentivi statali</strong> destinati alla promozione delle<strong> fonti rinnovabili.</strong></p>
<p><strong> <em>Di conseguenza sono abrogati:</em></strong><br />
<strong>&#8211; l&#8217;obbligo di prevedere nei regolamenti edilizi, </strong>ai fini del rilascio del permesso di costruire, l&#8217;installazione di <strong>impianti da fonti rinnovabili</strong> che producano almeno 1 kW di energia per ciascuna unità abitativa (art. 4, comma 1-bis, del DPR 380/2001). Tale <strong>obbligo </strong>scatterebbe il 1° gennaio 2011;<br />
&#8211; l&#8217;<strong>obbligo </strong>di produrre con <strong>fonti rinnovabili</strong> almeno il 50% di acqua calda sanitaria (art. 4, commi 22 e 23, del DPR 50/2009).</p>
<p>I progetti di<strong> edifici di nuova costruzione e di ristrutturazioni </strong>importanti che incrementano di almeno il 30% le anzidette percentuali di <strong>fonti rinnovabili,</strong> hanno diritto ad un <strong>bonus volumetrico del 5%</strong>. Restando valide le norme in materia di distanze minime.</p>
<p>I soggetti pubblici possono concedere a terzi, mediante gara, i <strong>tetti degli edifici di proprietà</strong> per la realizzazione di impianti di produzione di <strong>energia elettrica</strong> da <strong>fonti rinnovabili </strong>operanti in regime di scambio sul posto.</p>
<p><strong><em>Il Dlgs approvato il 30 novembre modifica il Dlgs 192/2005. In particolare aggiunge all&#8217;art. 6 le seguenti previsioni:</em></strong></p>
<p><strong>&#8211; nei contratti di compravendita o di locazione di edifici o di singole unità immobiliari</strong> sarà obbligatorio inserire una clausola con la quale l&#8217;<strong>acquirente </strong>o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine alla <strong>certificazione energetica degli edifici.</strong> Nel caso di <strong>locazione</strong>, la disposizione si applica solo agli edifici e alle unità immobiliari già dotate di attestato di <strong>certificazione energetica</strong>;</p>
<p><strong>&#8211; nelle offerte di vendita di edifici o di singole unità immobiliari,</strong> dal 1° gennaio 2012, gli annunci commerciali dovranno riportare l&#8217;indice di <strong>prestazione energetica</strong> contenuto nell&#8217;attestato di <strong>certificazione energetica </strong></p>
<p><strong><em>Il decreto sarà trasmesso alle commissioni parlamentari e alla Conferenza unificata, per poi tornare al Consiglio dei Ministri per l&#8217;approvazione definitiva.</em></strong></p>
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		<title>Riqualificazione energetica degli edifici, proroga detrazione 55%</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 02:00:24 +0000</pubDate>
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</div>Riqualificazione energetica degli edifici, proroga detrazione 55% Prorogato al 31 dicembre 2011 il bonus fiscale. Unica modifica: dovrà essere spalmato in dieci anni invece che in cinque Sarà prorogata a tutto il 2011 la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. La Camera ha infatti approvato la Finanziaria (Legge di Stabilità 2011))<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/11/riqualificazione-energetica-degli-edifici-proroga-detrazione-55/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Riqualificazione energetica degli edifici, proroga detrazione 55% </em></strong></p>
<p><strong><em>Prorogato al 31 dicembre 2011 il bonus fiscale. Unica modifica: dovrà essere spalmato in dieci anni invece che in cinque</em></strong></p>
<p><strong>Sarà prorogata a tutto il 2011 la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici. La <strong>Camera </strong>ha infatti approvato la <strong>Finanziaria </strong>(<strong>Legge di Stabilità 2011</strong>)) con l&#8217;emendamento che dà la possibilità di detrarre dall&#8217;<strong>Irpef </strong>il 55% delle spese per migliorare le <strong>prestazioni energetiche</strong> degli edifici, sostenute fino al 31 dicembre 2011.</strong></p>
<p>Unica modifica al bonus: la detrazione dovrà essere spalmata su dieci anni anziché su cinque.<br />
<span id="more-1363"></span><br />
Non cambiano invece i tetti di spesa, le percentuali di <strong>detrazione </strong>e gli <strong>interventi </strong>ammessi. Nel 2011 il <strong>bonus fiscale</strong> dovrebbe generare maggiori entrate Iva per 124,8 milioni di euro; dal 2012 (anno in cui si comincerà a detrarre le spese del 2011) la misura dovrebbe costare allo Stato circa 300 milioni di euro. Il costo complessivo per lo Stato, nei dieci anni di <strong>detrazione</strong>, sarà pari a 1,8 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Assistal, Associazione costruttori di impianti</strong>, esprime la sua soddisfazione per la <strong>proroga del 55%</strong> e confida che il provvedimento non sia modificato dal Senato. La dilazione del periodo di utilizzo della <strong>detrazione </strong>&#8211; secondo <strong>Assistal </strong>&#8211; rischia però di ridurre i positivi effetti che l’incentivo ha generato sul mercato e potrebbe rallentare il raggiungimento, entro il 2020, degli obiettivi del <strong>pacchetto energia</strong> fissati dall&#8217;<strong>Unione Europea.</strong></p>
<p>La <strong>Finanziaria </strong>è stata approvata dalla <strong>Camera </strong>senza ricorrere alla fiducia. La prossima settimana passerà al <strong>Senato </strong>che dovrà dare il via libera definitivo entro il 10 dicembre.</p>
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		<title>Emilia Romagna, Piano Casa Tour risultato duplice</title>
		<link>http://news.cambiocasa.it/2010/11/emilia-romagna-piano-casa-tour-risultato-duplice/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 02:00:21 +0000</pubDate>
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</div>Emilia Romagna, Piano Casa Tour risultato duplice Poche domande ma successo per il rinnovo del governo del territorio, chieste deroghe e proroga dei termini Il basso numero di pratiche è dovuto alla presenza di norme precedenti che già consentivano demolizioni e ricostruzioni con ampliamenti anche maggiori del 35% sulla base di accordi e assunzioni di<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/11/emilia-romagna-piano-casa-tour-risultato-duplice/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Emilia Romagna, Piano Casa Tour risultato duplice </em></strong></p>
<p><strong><em>Poche domande ma successo per il rinnovo del governo del territorio, chieste deroghe e proroga dei termini </em></strong></p>
<p><strong>Il basso numero di pratiche è dovuto alla presenza di norme precedenti che già consentivano demolizioni e ricostruzioni con ampliamenti anche maggiori del 35% sulla base di accordi e assunzioni di responsabilità reciproca tra pubblico e privato.</strong><br />
<span id="more-1245"></span><br />
Per quanto riguarda l<strong>&#8217;emergenza abitativa</strong> la <strong>Regione </strong>ha avviato iniziative in collaborazione con gli Enti Locali e bandi per la <strong>riqualificazione urbana.</strong> Ma pensa soprattutto al supporto del<strong> sistema dei fondi immobiliari.</strong> Un gruppo di fondazioni lavora per la selezione degli interventi coordinandosi con il territorio per ottenere la liquidità messa a disposizione dalla Cassa Depositi e prestiti.</p>
<p>La Cdp, infatti, entra nei fondi con il 40% del capitale, mentre gli Enti locali partecipano con fondi e aree. I cittadini possono scontare quindi un <strong>prezzo </strong>più basso di quello di mercato. Infatti possono beneficiare di una riduzione del <strong>prezzo </strong>data dallo sconto per il valore dell&#8217;area, cui possono aggiungersi i minori oneri finanziari stabiliti dai Comuni.</p>
<p>Le <strong>misure di rilancio </strong>non sono facilmente applicabili secondo <strong>Stefania Zanni, vicepresidente di Anci Emilia Romagna con delega ad Urbanistica e Casa.</strong> Causa le premialità che favoriscono solo certe tipologie di edifici e di percentuali di <strong>ampliamento </strong>che non ripagano degli <strong>investimenti </strong>sostenuti. Allo stesso tempo è difficile concedere aumenti di cubatura maggiori senza prevedere servizi aggiuntivi come i <strong>parcheggi</strong>. E inoltre densificare i quartieri esistenti porterebbe peggiorarne la qualità della vita. E non è utile la stratificazione delle norme, ma sarebbe auspicabile la semplificazione di tutto il <strong>sistema</strong>.</p>
<p>Gli obiettivi del <strong>Piano Casa </strong>potrebbero coinvolgere anche gli edifici produttivi, secondo il direttore di Atecap Alberto De Vizio, che ha spiegato le dinamiche per la delocalizzazione degli edifici industriali dismessi o da dismettere attraverso una serie di accordi in cui coinvolgere Camere di Commercio, Regione e Associazioni dei costruttori.</p>
<p>Per <strong>Roberto Franchini, presidente di Cna Costruzioni Emilia Romagna</strong>, sono necessarie ulteriori deroghe: molti edifici, infatti, non possono usufruire delle <strong>misure di rilancio</strong> per il problema delle distanze. Secondo Franchini sarebbe utile anche una proroga dei termini, in scadenza al 31 dicembre, fino all&#8217;emanazione di un nuovo <strong>testo unico dell&#8217;edilizia.</strong> Sarebbe utile invece eliminare ogni limite temporale per il titolo III della L.R. 6/2009 sul Piano Casa, che con le dovute modifiche potrebbe diventare a tempo indeterminato.</p>
<p>Sul problema del <strong>Social Housing </strong>l&#8217;intervento di <strong>Francesco Montanari, vicepresidente di Ance Emilia Romagna</strong>. L<strong>&#8216;edilizia sociale</strong> dovrebbe essere legata al ritorno economico per interessare i costruttori. E infine l&#8217;inversione di tendenza dell&#8217;<strong>edilizia </strong>avrebbe bisogno di uno <strong>snellimento normativo e di controlli sulla regolarità</strong>.</p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/11/emilia-romagna-piano-casa-tour-risultato-duplice/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
</p>
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