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	<title>Cambiocasa News &#187; imposta di registro</title>
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	<description>News e Informazioni Immobiliari</description>
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		<title>Prima casa, Iva al 4% solo su uno di due box auto</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 05:00:12 +0000</pubDate>
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</div>Prima casa, Iva al 4% solo su uno di due box auto In caso di cessione, con unico atto, di un&#8217;abitazione non di lusso con i requisiti &#8216;prima casa&#8217; e di due box ad essa pertinenziali, sulla prima autorimessa l&#8217;Iva si applica con l&#8217;aliquota del 4%, mentre sulla seconda l&#8217;imposta è dovuta con l&#8217;aliquota del<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/10/prima-casa-iva-al-4-solo-su-uno-di-due-box-auto/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Prima casa, Iva al 4% solo su uno di due box auto</em></strong></p>
<p><strong><em>In caso di cessione, con unico atto, di un&#8217;abitazione non di lusso con i requisiti &#8216;prima casa&#8217; e di due box ad essa pertinenziali, sulla prima autorimessa l&#8217;Iva si applica con l&#8217;aliquota del 4%, mentre sulla seconda l&#8217;imposta è dovuta con l&#8217;aliquota del 10%</em></strong></p>
<p><strong>Lo conferma l&#8217;Agenzia delle Entrate nella Risoluzione n.94/E del 5 ottobre 2010, in merito al trattamento fiscale da riservare alla cessione di due box (censiti nella medesima categoria catastale C6), entrambi pertinenze di un&#8217;abitazione costituente &#8216;prima casa&#8217; per l&#8217;acquirente</strong>.<br />
<span id="more-1142"></span><br />
In particolare, ribadendo quanto già precisato nella C.M. n.12/E/2007 l&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate</strong> conferma, innanzitutto, che la <strong>cessione </strong>delle <strong>pertinenze </strong>segue lo stesso <strong>regime fiscale</strong> applicabile, in generale, alla<strong> vendita del bene principale</strong>, a condizione che il <strong>vincolo pertinenziale</strong> venga evidenziato nell<strong>&#8216;atto di vendita</strong>.</p>
<p>Pertanto, nell&#8217;ipotesi in cui entrambi i <strong>box </strong>siano posti a servizio di un&#8217;<strong>abitazione</strong>, gli stessi sono soggetti al medesimo regime fiscale applicabile alla cessione dei fabbricati abitativi. In particolare, la <strong>cessione </strong>delle<strong> due autorimesse pertinenziali</strong>, effettuata da<strong> impresa costruttrice</strong> entro quattro anni dall&#8217;ultimazione dei lavori, è soggetta ad <strong>Iva </strong>ai sensi dell&#8217;art.10, comma 1, n.8-bis, del D.P.R. 633/1986 (che stabilisce l&#8217;imponibilità ad <strong>Iva </strong>per la <strong>cessione di abitazioni</strong>).</p>
<p>Con riferimento alla corretta aliquota <strong>Iva </strong>applicabile, richiamando i precedenti chiarimenti forniti con la R.M. n.139/E/2007, l&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate</strong>, conferma che:</p>
<p>&#8211; la prima <strong>pertinenza </strong>è imponibile <strong>Iva </strong>con l&#8217;aliquota prevista per la <strong>&#8216;prima casa&#8217;</strong> pari al 4%, in base n. 21) della Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R.633/1972 (che richiama la nota II-bis dell&#8217;art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986 n.131;</p>
<p>&#8211; la seconda <strong>pertinenza </strong>è imponibile <strong>Iva </strong>con aliquota del 10%, in conformità al regime applicabile alle<strong> abitazioni non di lusso</strong>, in base al n.127-undecies) della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/1972.</p>
<p>In tal caso, le <strong>imposte di registro ed ipo-catastali</strong> sono dovute in misura fissa, pari a 168 euro ciascuna (per complessivi 504 euro).</p>
<p>Come chiarito dalla C.M. n.10/E/2010, nell&#8217;ipotesi di cessione, con un unico atto, di un immobile abitativo e di più <strong>pertinenze</strong>, tali imposte sono dovute una sola volta, a prescindere dal numero di unità immobiliari cedute e dall&#8217;aliquota <strong>Iva </strong>applicata.</p>
<p>Per completezza, si ricorda che la <strong>cessione </strong>di un <strong>box </strong>che non costituisca pertinenza di un&#8217;<strong>unità immobiliare </strong>a destinazione residenziale segue il regime Iva applicabile per i trasferimenti di fabbricati strumentali per natura (art.43, comma 2, D.P.R. 917/1986 &#8211; TUIR).</p>
<p>Pertanto, nell&#8217;ipotesi di cessione (da impresa costruttrice e non) nei confronti di privati, l&#8217;<strong>Iva </strong>è dovuta, in via generale, con l&#8217;aliquota del 20%. Diversamente, l&#8217; Iva si applica con l&#8217;aliquota del 10% per le:</p>
<p><strong>&#8211; cessioni di porzioni di fabbricato a prevalente destinazione abitativa</strong> (cd. &#8216;fabbricati Tupini&#8217;) effettuate da imprese costruttrici (n.127-undecies, Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/1972);</p>
<p><strong>&#8211; cessioni di porzioni di fabbricato effettuate dalle imprese</strong> che abbiano eseguito interventi incisivi di recupero sul fabbricato stesso (restauro e risanamento conservativo, <strong>ristrutturazione edilizia</strong> ed urbanistica (n.127-quinquiesdecies, Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/1972).</p>
<p><strong>Fonte: Ance</strong></p>
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		<title>Decadenza dal regime fiscale agevolato per trasferimenti di immobili in piani urbanistici particolareggiati</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 05:00:07 +0000</pubDate>
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</div>Decadenza dal regime fiscale agevolato per trasferimenti di immobili in piani urbanistici particolareggiati La vendita dell&#8217;area ancora non edificata comporta la decadenza dalle agevolazioni fiscali (imposta di Registro all&#8217;1% ed Ipotecarie e Catastali in misura fissa) Il regime fiscale agevolato per i trasferimenti di immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati (imposta di Registro all&#8217;1% ed<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/09/decadenza-dal-regime-fiscale-agevolato-per-trasferimenti-di-immobili-in-piani-urbanistici-particolareggiati/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Decadenza dal regime fiscale agevolato per trasferimenti di immobili in piani urbanistici particolareggiati</em></strong></p>
<p><strong><em>La vendita dell&#8217;area ancora non edificata comporta la decadenza dalle agevolazioni fiscali (imposta di Registro all&#8217;1% ed Ipotecarie e Catastali in misura fissa)</em></strong></p>
<p><strong>Il regime fiscale agevolato per i trasferimenti di immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati (imposta di Registro all&#8217;1% ed Ipotecarie e Catastali in misura fissa) si applica a condizione che l&#8217;utilizzazione edificatoria avvenga, entro 5 anni dal trasferimento, dallo stesso acquirente. Pertanto, la vendita dell&#8217;area ancora non edificata comporta la decadenza dalle agevolazioni fiscali.</strong><br />
<span id="more-914"></span><br />
Così ha deciso la<strong> Corte di Cassazione</strong> con l&#8217;Ordinanza n.18679 del 13 agosto 2010, confermando l&#8217;orientamento dell&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate</strong> in base al quale soggetto obbligato all&#8217;utilizzazione edificatoria diretta del terreno è il primo <strong>acquirente </strong>dell&#8217;area, a pena di <strong>decadenza dai benefici.</strong></p>
<p>Come noto, il previgente art.33, comma 3, della legge 388/2000 (di fatto abrogato dall&#8217;art.1, commi 25-27, della legge 244/2007), stabiliva che i <strong>trasferimenti </strong>di <strong>immobili </strong>compresi in <strong>piani urbanistici particolareggiati</strong>, comunque denominati e regolarmente approvati, fossero soggetti ad <strong>imposta di Registro</strong> all&#8217;1% ed alle <strong>Ipotecarie </strong>e <strong>Catastali </strong>in misura fissa (ciascuna pari a 168 euro), a condizione che entro 5 anni dall&#8217;acquisto avvenisse l&#8217;<strong>utilizzazione edificatoria</strong> dell&#8217;area.</p>
<p>Al riguardo, l&#8217;Ance ha da sempre sostenuto che il citato art.33 non prevedeva, come altre norme analoghe, quale ad esempio l&#8217;art.5 della legge 168/1982, che l&#8217;intervento dovesse essere eseguito direttamente dall&#8217;impresa <strong>acquirente</strong>.</p>
<p>Infatti, l&#8217;unica condizione normativa risultava quella dell&#8217;<strong>utilizzazione edificatoria</strong> entro 5 anni dall&#8217;<strong>acquisto agevolato</strong>, senza precludere la possibilità di trasferire l&#8217;area totalmente o parzialmente inedificata, ferma restando la necessità che <strong>l&#8217;utilizzazione edificatoria </strong>avvenisse entro i cinque anni successivi al primo <strong>acquisto</strong>.</p>
<p>Invece, la <strong>Corte di Cassazione</strong>, nella recente pronuncia ed a conferma del restrittivo orientamento dell&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate,</strong> precisa che la vendita dell&#8217;area inedificata da parte del primo <strong>acquirente </strong>comporta la decadenza dal <strong>regime fiscale</strong> ridotto, affermando inoltre che &#8216;la disposizione agevolativa, ispirata alla ratio di diminuire per l&#8217;<strong>acquirente </strong>edificatore il primo costo di edificazione connesso all&#8217;<strong>acquisto </strong>dell&#8217;area, appare &#8230;. di stretta interpretazione&#8230;. e sarebbe sospetta di incostituzionalità se il predetto <strong>beneficio </strong>potesse essere ricollegalo alla tempestività dell&#8217;<strong>attività edificatoria</strong> di un successivo <strong>acquirente</strong>&#8216;.</p>
<p>Al fine di superare in via definitiva tale controversa questione, l&#8217;Ance continuerà a sostenere presso le competenti sedi la necessità di un intervento normativo diretto a chiarire la volontà del Legislatore di non introdurre limiti soggettivi all&#8217;applicazione del <strong>regime agevolato</strong></p>
<p>Qualsiasi altra soluzione (intervento presso l&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate</strong>, come già effettuato nel passato, o contenzioso tributario), infatti, appare destinata ad un esito negativo, stante la chiusura della<strong> Corte di Cassazione</strong> in materia.</p>
<p><strong>Fonte:Ance</strong></p>
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		<title>Opere edilizie &#8216;particolareggiate&#039;: solo al 1° costruttore tempo 5 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 05:00:52 +0000</pubDate>
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</div>Opere edilizie &#8216;particolareggiate': solo al 1° costruttore tempo 5 anni Legittimo il recupero del beneficio, nel caso in cui l&#8217;immobile è rivenduto prima del termine di decadenza La Corte di Cassazione ha stabilito che i benefici in materia di imposizione indiretta, previsti dalla legge 388/2000 per i trasferimenti di immobili situati in aree soggette a<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/08/opere-edilizie-particolareggiate-solo-al-1-costruttore-tempo-5-anni/">Read more...</a></strong>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2010/08/opere-edilizie.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Opere edilizie &#039;particolareggiate&#039;: solo al 1° costruttore tempo 5 anni" />
</div><p><strong><em>Opere edilizie &#8216;particolareggiate': solo al 1° costruttore tempo 5 anni </em></strong></p>
<p><strong><em>Legittimo il recupero del beneficio, nel caso in cui l&#8217;immobile è rivenduto prima del termine di decadenza</em></strong></p>
<p><strong>La Corte di Cassazione ha stabilito che i benefici in materia di imposizione indiretta, previsti dalla legge 388/2000 per i trasferimenti di immobili situati in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, si applicano a condizione che l&#8217;utilizzazione edificatoria avvenga a opera dello stesso soggetto acquirente, entro cinque anni dall&#8217;acquisto.</strong><br />
<span id="more-876"></span><br />
La <strong>norma agevolativa</strong>, riservando specifiche <strong>agevolazioni </strong>ai trasferimenti soggetti all<strong>&#8216;imposta di registro</strong> (l&#8217;<strong>agevolazione </strong>escludeva pertanto i trasferimenti soggetti all&#8217;<strong>Iva</strong>), ha una funzione chiara e inequivocabile: incentivare e sostenere il <strong>settore immobiliare/edilizio</strong> delle aree comprese in<strong> piani urbanistici particolareggiati</strong>.</p>
<p>La riduzione della misura dell&#8217;<strong>imposizione di registro</strong> all&#8217;1% nonché delle<strong> imposte ipotecaria e catastale</strong> in <strong>tassa fissa</strong> ha, come conseguenza, l&#8217;effetto di disporre di un sensibile e apprezzabile <strong>differenziale fiscale,</strong> tale da dare uno slancio al settore individuato.</p>
<p>Per espressa <strong>disposizione legislativa</strong>, le cause di decadenza dal <strong>beneficio </strong>consistono soltanto nella mancata utilizzazione edificatoria dell&#8217;area entro cinque anni dall&#8217;<strong>acquisto</strong>, ma nessun altra causa di decadenza è prevista dalle <strong>norme </strong>del sistema positivo. Il tenore letterale è chiaro: si decade se, decorsi cinque anni dal trasferimento (cioè da quando lo stesso è stato concesso), gli <strong>immobili </strong>non abbiano avuto una utilizzazione edificatoria.</p>
<p>La <strong>norma </strong>non prevede specifici momenti nei quali l&#8217;ufficio può verificare l&#8217;utilizzazione dell&#8217;area, dovendosi perciò ritenere che l&#8217;<strong>Amministrazione </strong>possa verificare la decadenza nell&#8217;ambito temporale di avveramento della condizione, considerato che la norma non pone a carico dell&#8217;<strong>acquirente </strong>di denunciare all&#8217;ufficio il verificarsi della condizione nel corso del termine di validità dell<strong>&#8216;utilizzazione edificatoria.</strong></p>
<p>È ragionevole, però, ritenere che il <strong>contribuente </strong>sia tenuto a denunciare, ai sensi dell&#8217;articolo 19 del Dpr 131/1986, gli eventi successivi alla registrazione, nel caso, il fatto negativo della mancata &#8221;<strong>utilizzazione edificatoria</strong>&#8221; nel termine decadenziale, dichiarazione da rendere nel termine di venti giorni dalla <strong>scadenza </strong>del termine dei cinque anni in quanto, diversamente opinando, l&#8217;ufficio non potrebbe procedere al recupero della <strong>maggiore imposta</strong> non essendo in possesso di elementi per agire in tal senso.</p>
<p>A seguito della predetta denuncia, l&#8217;ufficio provvede al recupero della <strong>maggiore imposta</strong> con gli interessi, ma senza irrogazione di <strong>sanzioni</strong>, le quali sono invece dovute in ipotesi di omissione della dichiarazione di mancato avveramento della condizione.</p>
<p>L&#8217;<strong>imposta</strong>, che in questa fattispecie viene recuperata con avviso di liquidazione, è classificata &#8221;<strong>complementare</strong>&#8221; in quanto non si basa sui medesimi presupposti in base ai quali si è tassato l&#8217;atto sottoposto a registrazione ma su circostanze diverse (la <strong>decadenza </strong>dal <strong>beneficio</strong>).</p>
<p><strong>I piani particolareggiati</strong><br />
Nell&#8217;individuare l&#8217;esatta portata della locuzione<strong> piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati</strong> contenuta nell&#8217;articolo 33 della legge 388/2000, la circolare n. 11/2002 ha evidenziato che:</p>
<p>&#8211; l&#8217;esistenza del<strong> piano regolatore </strong>generale è una condizione necessaria, ma non sufficiente, ai fini dell&#8217;<strong>agevolazione</strong>; pertanto, se esiste un piano regolatore generale regolarmente approvato, ma manca il<strong> piano particolareggiato</strong> concretamente vigente, non è applicabile il regime di favore</p>
<p>&#8211; per<strong> piani urbanistici particolareggiati</strong>, comunque, denominati, regolarmente approvati si intendono, sia i <strong>piani particolareggiati</strong> a <strong>iniziativa pubblica</strong>, sia quelli a <strong>iniziativa privata</strong> attuativi del piano regolatore generale (ad esempio, i piani di lottizzazione) purché la relativa convenzione, deliberata dal Comune, sia firmata da quest&#8217;ultimo e dall&#8217;attuatore</p>
<p>&#8211; il piano di <strong>lottizzazione</strong>, stipulato in convenzione con un organo pubblico (Comune) è equiparabile a un <strong>piano particolareggiato</strong>, poiché concretizza un interesse pubblico. La convenzione deve essere stipulata prima che sia posto in essere il trasferimento, a conferma che il procedimento amministrativo è stato eseguito e completato secondo la normativa statale o regionale (l&#8217;interpretazione dell<strong>&#8216;Amministrazione finanziaria</strong> è avvalorata dal Consiglio di Stato che, con sentenza n. 1463/1997, ha ritenuto il piano di <strong>lottizzazione </strong>uno strumento attuativo delle prescrizioni del piano regolatore generale al pari di un<strong> piano particolareggiato</strong>).</p>
<p><strong>Fonte: FiscoOggi</strong></p>
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