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	<title>Cambiocasa News &#187; agevolazioni fiscali fonti rinnovabili</title>
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		<title>Rinnovabili Regione Lombardia: presto nuove linee guida</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 00:00:06 +0000</pubDate>
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</div>Entro l&#8217;estate la Lombardia si doterà di nuove linee guida per la gestione di tutte le fonti energetiche rinnovabili. Lo ha annunciato l&#8217;assessore regionale all&#8217;Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi, nel corso del Seminario &#8216;Nuove Energie, Nuova Economia: Etica, Tecnologia, Sostenibilità, organizzato dalla Fondazione Lombardia per l&#8217;Ambiente&#8217;. REGOLE SEMPLICI E CHIARE &#8216;La Lombardia è la<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/05/rinnovabili-regione-lombardia-presto-nuove-linee-guida/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Entro l&#8217;estate la Lombardia si doterà di nuove linee guida per la gestione di tutte le fonti energetiche rinnovabili. </em></strong></p>
<p><strong>Lo ha annunciato l&#8217;assessore regionale all&#8217;Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi, nel corso del Seminario &#8216;Nuove Energie, Nuova Economia: Etica, Tecnologia, Sostenibilità, organizzato dalla Fondazione Lombardia per l&#8217;Ambiente&#8217;.</strong><br />
<span id="more-2164"></span><br />
<strong>REGOLE SEMPLICI E CHIARE </strong><br />
&#8216;La Lombardia è la regione leader nelle <strong>rinnovabili </strong>in Italia &#8211; ha detto Raimondi &#8211; e dobbiamo rispondere a questo forte interesse da parte di cittadini e imprese con una regolamentazione il più possibile chiara, sempli<strong>ce, e che dia delle tempistiche certe&#8217;.</strong></p>
<p>La possibilità per le Regioni di emanare proprie linee guida sulle <strong>rinnovabili </strong>è prevista dal Decreto del Governo del settembre 2010. <strong>Regione Lombardia</strong> sarebbe la prima in Italia ad intervenire nel settore con una riforma organica.</p>
<p>&#8216;Stiamo discutendo ad ampio raggio con tutti &#8211; ha spiegato &#8211; dagli operatori del settore agli altri Enti locali, per avere un quadro il più possibile condiviso e faremo in modo da ricomprendere tutti i tipi di fonti rinnovabili&#8217;.</p>
<p><strong>SOSTENIBILITÀ: 1 MILIARDO IN 5 ANNI </strong><br />
Nel corso del seminario, l&#8217;assessore ha anche ricordato l&#8217;impegno costante della Regione sul fronte della <strong>sostenibilità </strong>che si è concretizzato nel <strong>Piano per la Lombardia Sostenibile</strong>. Si tratta di oltre un miliardo di investimenti pubblici in 5 anni. &#8216;Più che sull&#8217;<strong>incentivazione </strong>a pioggia e indistinta sulle <strong>rinnovabili </strong>&#8211; ha spiegato Raimondi &#8211; abbiamo voluto investire in un percorso che accelerasse la capacità della Lombardia di riconvertirsi in una <strong>regione sostenibile&#8217;</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;EFFICIENTAMENTO ENERGETICO </strong><br />
È questo uno dei punti cardine su cui la Lombardia sta lavorando perché meno <strong>energia </strong>si consuma (o si spreca), meno si inquina. Questo è particolarmente vero nel settore del<strong> riscaldamento civile</strong>, che incide in Lombardia per più del 30% sull&#8217;emissione di particolato fine nell&#8217;aria. E&#8217; esattamente con questo obiettivo che la <strong>Regione Lombardia</strong>, già dal 2007, richiede la <strong>certificazione energetica </strong>degli edifici, processo che sta dando risultati piuttosto significativi. Ma non è tutto. Si è puntato molto anche sulla <strong>geotermia</strong>, ossia sulla possibilità di usare l&#8217;acqua prelevata con sonde dal terreno per riscaldare e raffrescare.</p>
<p><strong>IL FOTOVOLTAICO</strong><br />
Possibilità interessanti le offre anche il <strong>fotovoltaico</strong>, a patto però che vengano rispettate tutte le fasi della &#8216;vita&#8217; del pannello, dalla realizzazione al suo corretto smaltimento finale, e che non si speculi ad esempio a danno dei terreni agricoli. &#8216;Ricordo &#8211; ha detto ancora Raimondi &#8211; l&#8217;importanza del fatto che il <strong>Governo </strong>abbia accolto, nel recente decreto sul nuovo <strong>conto energia,</strong> la nostra richiesta di riconoscere una <strong>premialità </strong>aggiuntiva per gli impianti prodotti in <strong>Italia </strong>e nell&#8217;<strong>Unione Europea</strong>, in modo da tutelare le nostre aziende e gli operatori del settore&#8217;.</p>
<p>&#8216;Continuiamo perciò ad investire nelle <strong>rinnovabili </strong>&#8211; ha concluso &#8211; ma facciamolo anche tutelando lavoratori e imprese nostrane del settore, perché su queste competenze sappiamo di dover puntare per il nostro<br />
<strong>avvenire energetico&#8217;</strong>.</p>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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		<title>Sostenibilità e sistemi di certificazione. Le esperienze di Leed e Casaclima: quale scelta?</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 00:00:43 +0000</pubDate>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/04/firma-2.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Sostenibilità e sistemi di certificazione. Le esperienze di Leed e Casaclima: quale scelta?" />
</div>Ca&#8217; Filiera, associazione per il costruire sostenibile, ha organizzato un importante incontro sui sistemi di certificazione e sulla modalità secondo cui sceglierli. Un tema scottante, di grande attualità, che fa emergere la criticità di una visione obiettiva nell&#8217;ambito della sostenibilità edilizia. Ca&#8217; Filiera del Costruire Sostenibile mette a confronto i due importanti enti certificatori, LEED<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/sostenibilita-e-sistemi-di-certificazione-le-esperienze-di-leed-e-casaclima-quale-scelta/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/04/firma-2.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Sostenibilità e sistemi di certificazione. Le esperienze di Leed e Casaclima: quale scelta?" />
</div><p><strong><em>Ca&#8217; Filiera, associazione per il costruire sostenibile, ha organizzato un importante incontro sui sistemi di certificazione e sulla modalità secondo cui sceglierli.</em></strong></p>
<p><strong>Un tema scottante, di grande attualità, che fa emergere la criticità di una visione obiettiva nell&#8217;ambito della sostenibilità edilizia. Ca&#8217; Filiera del Costruire Sostenibile mette a confronto i due importanti enti certificatori, LEED e Casa Clima, e li esorta a dialogare e misurarsi sulle peculiarità altrui.</strong><br />
<span id="more-2023"></span><br />
Per <strong>LEED</strong> introduce l&#8217;argomento<strong> Thomas Miorin,</strong> direttore del distretto tecnologico trentino Habitech. Il tema cardine è la diminuzione progressiva di risorse a fronte di una domanda sempre più in aumento, una <strong>situazione di crisi</strong> sempre più comune anche nell&#8217;<strong>ambito abitativo.</strong></p>
<p>In questo scenario, il ruolo che l&#8217;<strong>edilizia </strong>deve assumere è di prioritaria importanza. I cambiamenti sociali e quelli naturali impongono alle <strong>costruzioni </strong>risposte concrete che incontrino le esigenze di un pressante <strong>cambiamento climatico.</strong></p>
<p>La soluzione proposta da <strong>LEED </strong>è un <strong>sistema di etichettatura degli edifici</strong>, sistema rigoroso, misurabile, internazionale, attraverso il quale promuove il <strong>mercato della sostenibilità,</strong> volontario e basato sul consenso e sulla partecipazione.</p>
<p><strong>LEED </strong>studia altresì i parametri relativi ai diversi ambiti dell<strong>&#8216;impatto edilizio sull&#8217;ambiente</strong>, creando una linea di congiunzione di tutta la filiera che coinvolge <strong>progettazione, costruzione e gestione</strong>. Parole della dottoressa Carlotta Cocco, Amministratore della società EvoTre s.r.l. di consulenza per<strong> l&#8217;edilizia sostenibile e Certificazione LEED</strong>. L&#8217;edificio è un sistema integrato dove anche l&#8217;utilizzo di piante autoctone e materiali riciclati così come l&#8217;attenzione all&#8217;<strong>efficienza energetica</strong> contribuiscono alla sua <strong>valutazione e certificazione.</strong></p>
<p>L&#8217;architetto Carlo Dario, invece, racconta<strong> CasaClima</strong> attraverso esempi pratici, casi concreti. CasaClima è un premio per l&#8217;impresa, un riconoscimento di qualità del lavoro, una garanzia per il committente sui consumi dell&#8217;edificio. L&#8217;<strong>efficienza energetica e la sostenibilità ambientale</strong> sono i suoi principi cardine, su cui viene effettuata la <strong>certificazione</strong>.</p>
<p><strong>CasaClima</strong> è un&#8217;agenzia con un sistema di controllo centralizzato, dove tra gli aspetti considerati vi sono la <strong>dispersione termica dell&#8217;edificio</strong>, la valutazione dell&#8217;impianto da utilizzare e la disponibilità ambientale di risorse e materiali.</p>
<p>Anche in questo caso, prioritario è il valore del progettista e del suo lavoro, a cui viene aggiunto un libretto di istruzioni per la manutenzione e la formazione di architetti e artigiani.</p>
<p>La <strong>certificazione </strong>resta quindi il tema principale su cui basare il confronto, anche se la mancanza di una scala di riconoscimento dal valore univoco rende la scelta più confusa e aleatoria.</p>
<p>Se <strong>LEED </strong>offre un <strong>sistema di etichettatura</strong> dove l&#8217;edificio viene visto come un sistema integrato e anche gli strumenti accessori forniscono stimoli utili per la valutazione, <strong>CasaClima</strong> sviluppa maggiormente una guida di principi condivisi anche per l&#8217;ambito delle <strong>ristrutturazioni </strong>e della formazione di esperti del settore.</p>
<p><strong>Per info:<br />
Ca&#8217; Filiera del Costruire Sostenibile, il sito</strong></p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/sostenibilita-e-sistemi-di-certificazione-le-esperienze-di-leed-e-casaclima-quale-scelta/">Read more...</a></strong>
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		<title>Fotovoltaico, richiesto un nuovo meccanismo di incentivazione</title>
		<link>http://news.cambiocasa.it/2011/04/fotovoltaico-richiesto-un-nuovo-meccanismo-di-incentivazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 00:00:42 +0000</pubDate>
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</div>&#8216;Abolire gli effetti retroattivi per tutelare gli investimenti e i progetti già avviati, non intaccando la prospettiva di crescita del settore delle rinnovabili e di una filiera industriale nazionale. Ma senza rinunciare a garantire la sostenibilità finanziaria e il contenimento della spesa per incentivi entro una soglia prevedibile&#8217;. È questo l&#8217;obiettivo delle osservazioni inviate venerdì<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/fotovoltaico-richiesto-un-nuovo-meccanismo-di-incentivazione/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>&#8216;Abolire gli effetti retroattivi per tutelare gli investimenti e i progetti già avviati, non intaccando la prospettiva di crescita del settore delle rinnovabili e di una filiera industriale nazionale. Ma senza rinunciare a garantire la sostenibilità finanziaria e il contenimento della spesa per incentivi entro una soglia prevedibile&#8217;. </em></strong></p>
<p><strong>È questo l&#8217;obiettivo delle osservazioni inviate venerdì 1 Aprile da Aper e fatte proprie nelle ore successive da Asso Energie Future e ISES ITALIA al Ministero per lo Sviluppo economico e al Ministero dell&#8217;Ambiente  in vista delle nuove regole per l’incentivazione delle fonti rinnovabili.</strong><br />
<span id="more-2013"></span><br />
Le tre associazioni chiedono la &#8216;fissazione immediata dei futuri valori di <strong>incentivazione </strong>per gli impianti (gran parte dei quali già in esercizio) che migreranno dal sistema dei <strong>Certificati Verdi</strong> a quello dell&#8217;<strong>incentivazione </strong>amministrata a partire dal 2016&#8242;. E poi &#8216;la definizione di un nuovo meccanismo di <strong>incentivazione per il fotovoltai</strong>co, mediante il quale sia anche possibile tutelare le iniziative già avviate sulla base del <strong>III Conto Energia Fotovoltaico</strong>&#8216;.</p>
<p>Stabilità e certezza nella transizione dal sistema dei <strong>certificati verdi </strong>al nuovo sistema di <strong>incentivazione.</strong> Le associazioni chiedono che il valore dell’incentivo a partire dal 2016 venga fissato tra 83 e 87 €/MWh (livello medio del valore di ritiro dei <strong>certificati verdi </strong>rilasciati per le produzioni negli anni dal 2011 al 2015).</p>
<p>Per il <strong>fotovoltaico </strong>ritengono necessario confermare per il 2011 le tariffe del <strong>terzo conto energia,</strong> per tutti gli impianti in possesso di titolo abilitativo idoneo alla data di entrata in vigore del d.lgs n. 28/2011, e che raggiungano la<strong> &#8216;fine lavori certificata&#8217;</strong> entro il 31/12/2011.</p>
<p>Per tutti gli altri impianti, si dovrà fissare un <strong>sistema incentivante</strong> che non preveda alcun cap (annuale o cumulato) per tipologia o per taglia, e che confermi il meccanismo di feed-in premium. Le associazioni chiedono che gli <strong>incentivi </strong>vengano assegnati a valle della dichiarazione di <strong>&#8216;fine lavori certificata&#8217;</strong>, e che venga previsto dal 1° giugno 2011 un decremento delle tariffe del 10% rispetto a quelle previste dal DM 6 agosto 2010 per il secondo quadrimestre 2011. Per gli adeguamenti successivi si dovrà procedere in base a scaglioni di potenza di 1 GW,  al raggiungimento dei quali le tariffe saranno decurtate di un ulteriore 6% a valle di un periodo di grace period di 90 giorni.</p>
<p>Sarà necessario continuare a tenere differenziate le tariffe per impianti su coperture e a terra (privilegiando le coperture), mantenere l&#8217;attuale differenziazione per taglie di potenza (privilegiando i piccoli impianti) e il premio per rimozione amianto. Infine, il Gse dovrà aggiornare e rendere pubblico con cadenza almeno bisettimanale un registro degli impianti per cui è stata raggiunta la <strong>&#8216;fine lavori certificata&#8217;</strong>.</p>
<p>Quanto all&#8217;utilizzo dei terreni agricoli per l&#8217;installazione di <strong>impianti fotovoltaici</strong>, secondo Aper, Asso Energie Future e ISES ITALIA serve un riallineamento a quanto espresso nel parere della X Commissione del Senato.</p>
<p>&#8216;Queste misure – affermano le associazioni nel documento congiunto con le loro osservazioni al decreto in elaborazione – garantiscono una ragionevole aspettativa di contenimento dell&#8217;onere per l&#8217;<strong>incentivazione </strong>in linea con le attese recentemente espresse&#8217;, e permettono &#8216;di mantenere i meccanismi fondanti del sistema del &#8216;<strong>conto energia</strong> senza dover introdurre meccanismi di graduatorie e registri di difficile definizione, attuazione e verifica&#8217;.</p>
<p><strong>Fonte: greenews.info</strong></p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/fotovoltaico-richiesto-un-nuovo-meccanismo-di-incentivazione/">Read more...</a></strong>
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		<title>La mediazione civile obbligatoria per tutti i contenziosi che riguardano i proprietari immobiliari</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 00:00:26 +0000</pubDate>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/04/stretta-di-mano-4.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="La mediazione civile obbligatoria per tutti i contenziosi che riguardano i proprietari immobiliari" />
</div>Prima di intraprendere una causa è ora necessario procedere al tentativo di conciliazione per ogni questione immobiliare, successoria, condominiale, locativa e non solo. Ne sono esentati solo i procedimenti urgenti e sommari quali, per esempio, lo sfratto ed il decreto ingiuntivo, quantomeno per la loro fase iniziale. È evidente pertanto che in tutti questi casi<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/la-mediazione-civile-obbligatoria-per-tutti-i-contenziosi-che-riguardano-i-proprietari-immobiliari/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Prima di intraprendere una causa è ora necessario procedere al tentativo di conciliazione per ogni questione immobiliare, successoria, condominiale, locativa e non solo.</em></strong></p>
<p><strong>Ne sono esentati solo i procedimenti urgenti e sommari quali, per esempio, lo sfratto ed il decreto ingiuntivo, quantomeno per la loro fase iniziale. È evidente pertanto che in tutti questi casi il proprietario, prima di rivolgersi al tribunale o al giudice di pace, dovrà affrontare obbligatoriamente una prima fase di durata massima di quattro mesi in cui si cercherà di risolvere la lite e di trovare un accordo con l&#8217;aiuto di un mediatore.</strong><br />
<span id="more-2008"></span><br />
L&#8217;obbligo di <strong>mediazione </strong>ha i suoi vantaggi rispetto alla<strong> causa giudiziaria.</strong> Ad esempio, se uno o due incontri di <strong>negoziazione </strong>portano ad un accordo sulla lite ed alla sottoscrizione del verbale di <strong>conciliazione</strong>, i vantaggi sono enormi. Per prima cosa sarebbe evitata la <strong>causa giudiziaria</strong>, che ha tempi molto lunghi. Infatti, tutti sanno che con il processo civile italiano si attendono diversi anni prima di ottenere il verdetto ed i costi sono oggettivamente piuttosto elevati.</p>
<p>La sentenza del giudice, poi, deve essere necessariamente limitata a quello che è il contenzioso originario portato davanti al tribunale. Da considerare anche che il lungo tempo che trascorre prima della decisione giudiziaria inasprisce l&#8217;attrito fra le parti, per cui difficilmente dopo una causa i contendenti ritrovano tranquillità e fiducia.</p>
<p>La <strong>conciliazione </strong>in questo caso è davvero positiva in tutti i sensi anche perché può consentire alle parti di individuare i veri interessi sottostanti alla vicenda, al di là di ogni antagonismo. La <strong>mediazione </strong>può essere perciò determinante per trovare i modi per superare le questioni di principio, dando risposta alle effettive esigenze delle parti.</p>
<p>Invece se una delle parti assume un atteggiamento di rifiuto alla discussione oppure non intende proprio negoziare, allora il tentativo di <strong>conciliazione </strong>è un&#8217;inutile perdita di tempo e di danaro, poiché in questo caso è indispensabile avviare velocemente la <strong>causa giudiziaria.</strong></p>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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		<title>Il mercato immobiliare commerciale, speciale Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 00:00:48 +0000</pubDate>
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</div>Nell&#8217;area che si sviluppa intorno al Tribunale di Torino si registra una buona offerta di negozi sia in affitto che in vendita e sono sempre più numerosi i titolari di attività commerciali che chiedono la revisione dei canoni di affitto. La domanda di negozi in acquisto arriva prevalentemente da investitori privati che impiegano cifre medie<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/03/il-mercato-immobiliare-commerciale-speciale-torino/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Nell&#8217;area che si sviluppa intorno al Tribunale di Torino si registra una buona offerta di negozi sia in affitto che in vendita e sono sempre più numerosi i titolari di attività commerciali che chiedono la revisione dei canoni di affitto.</em></strong></p>
<p><strong>La domanda di negozi in acquisto arriva prevalentemente da investitori privati che impiegano cifre medie comprese tra 100 e 150 mila euro ed acquistano tagli compresi tra 50-70 mq. Il rendimento medio che si riesce a spuntare si aggira intorno al 7% annuo lordo. Numerose le richieste per locali commerciali dotati di canna fumaria per aprire ristoranti, pizzerie o focaccerie. </strong><br />
<span id="more-1916"></span><br />
Una delle zone più dinamiche per il <strong>mercato dei locali commerciali</strong> è Cit Turin, in particolare sulle strade di maggior transito quali via Principe D&#8217;Acaja e via Duchessa Jolanda dove c&#8217;è una bassa offerta di <strong>immobili in affitto</strong> ed i <strong>canoni di locazione </strong>si aggirano intorno a 15 euro al mq al mese. I prezzi sono di 3500 euro al mq in particolare nella zona a ridosso di Piazza Bernini dove i negozianti organizzano un mercato tutti i giorni. Si registra una buona presenza di negozi <strong>Outlet di abbigliamento. </strong></p>
<p>Nel quartiere Cenisia la via di maggior passaggio è via Frejus dove si concentrano soprattutto negozi di abbigliamento e di ottica e si sono insediati marchi importanti.<br />
Buona anche la presenza di Istituti di Credito che cercano locali in affitto nella zona.<br />
La zona di Campidoglio invece è più popolare e al momento, per incentivare la riqualificazione della zona la Regione Piemonte ha deciso di erogare dei contributi a fondo perduto e dei finanziamenti a tasso agevolato per coloro che hanno intenzione di intraprendere un&#8217;<strong>attività commerciale</strong>. Molti <strong>immobili </strong>della zona sono sottoposti al vincolo delle Belle Arti.</p>
<p><strong>Nelle zone che non registrano grande transito i locali commerciali sono utilizzati per realizzare uffici.</strong></p>
<p>Sul <strong>mercato dei negozi nel Centro di Torino</strong> si registra una buona domanda da parte di <strong>investitori, risparmiatori privati o società immobiliari </strong>che si garantiscono così un rendimento medio lordo del 7% &#8211; 8%. Chi acquista locali già occupati guarda alla solvibilità dell&#8217;inquilino e alla scadenza del contratto di locazione (preferibile acquistare se la scadenza è vicina perché si può rinegoziare il canone).</p>
<p>Nel Centro di Torino le strade a più alto transito sono via Roma, via Garibaldi, via Lagrange, via Cernaia e via Micca. Su queste strade le <strong>quotazioni </strong>sono molto più elevate rispetto alla media. I prezzi del resto della zona si aggirano intorno a 4000 euro al mq.</p>
<p>La maggioranza delle richieste riguarda <strong>immobili in affitto</strong>; quanto alle attività a cui destinarli molte riguardano la <strong>ristorazione </strong>(kebab, bar, caffetterie, abbigliamento e vendita al dettaglio), a seguire abbigliamento. Il taglio più richiesto parte da un minimo di 50 mq. Importante la presenza della canna fumaria. I locali commerciali che presentano questo must possono rivalutarsi anche del 20%. Esistono diverse richieste da parte di immigrati, in particolare cinesi.</p>
<p>Gli immobili che non sono posizionati in zone di passaggio sono richiesti ormai come ufficio soprattutto da chi svolge un&#8217;attività che richiede una certa visibilità. Ed infatti i canoni di locazione sulle vie non di passaggio sono leggermente aumentate.</p>
<p>Un&#8217;altra zona di Torino, non centrale, dove però c&#8217;è una buona richiesta di locali commerciali è quella di S. Rita, quartiere dove aprono soprattutto piccoli negozi al dettaglio e non si insediano i grandi marchi. <strong>Si registra un&#8217;alta concentrazione di gioiellerie, negozi di alimentari (panetterie e frutta e verdura) di abbigliamento ed agenzie immobiliari.<br />
</strong><br />
<strong>Fonte: Tecnocasa</strong></p>
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		<title>Prorogato il termine per regolarizzare le &#8216;case fantasma&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 00:00:19 +0000</pubDate>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/03/casa-fantasma.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Prorogato il termine per regolarizzare le &#039;case fantasma&#039;" />
</div>Il Decreto Legge n. 225/2010, cosiddetto Milleproroghe, è stato convertito nella Legge n. 10/2011. C&#8217;è tempo fino al prossimo 30 aprile (originariamente, 30 dicembre 2010) per la presentazione delle dichiarazioni di aggiornamento catastale, relative a immobili non registrati oppure oggetto di interventi edilizi che abbiano determinato variazioni di consistenza o di destinazione, comunque non dichiarate.<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/03/prorogato-il-termine-per-regolarizzare-le-case-fantasma/">Read more...</a></strong>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/03/casa-fantasma.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Prorogato il termine per regolarizzare le &#039;case fantasma&#039;" />
</div><p><strong><em>Il Decreto Legge n. 225/2010, cosiddetto Milleproroghe, è stato convertito nella Legge n. 10/2011. C&#8217;è tempo fino al prossimo 30 aprile (originariamente, 30 dicembre 2010) per la presentazione delle dichiarazioni di aggiornamento catastale, relative a immobili non registrati oppure oggetto di interventi edilizi che abbiano determinato variazioni di consistenza o di destinazione, comunque non dichiarate. </em></strong></p>
<p><strong>Cambiano, al riguardo, le procedure di notifica della rendita presunta: niente più &#8216;postino&#8217; ma affissione all&#8217;albo pretorio del Comune e pubblicazione del relativo comunicato in Gazzetta Ufficiale, sul sito internet dell&#8217;Agenzia del Territorio, presso i suoi uffici provinciali e presso quelli dei Comuni interessati. Occhio anche all&#8217;efficacia della rendita, assegnata o dichiarata: la decorrenza &#8216;presunta&#8217; è il 1° gennaio 2007, salva la prova contraria volta a dimostrare, in sede di autotutela, una diversa decorrenza. Leggi di seguito l&#8217;art. 2 comma 5 bis del DL convertito in Legge&#8230;</strong><br />
<span id="more-1908"></span><br />
<strong>5-bis. Il termine del 31 dicembre 2010 previsto dall&#8217;articolo 19, commi 8, 9 e 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, è differito al 30 aprile 2011.</strong> Conseguentemente, in considerazione della massa delle operazioni di attribuzione della rendita presunta, <strong>l&#8217;Agenzia del territorio </strong> notifica gli atti di attribuzione della predetta rendita mediante affissione all&#8217;albo pretorio dei comuni dove sono ubicati gli <strong>immobili</strong>.</p>
<p>Dell&#8217;avvenuta affissione è data notizia con comunicato da pubblicare nella<strong> Gazzetta Ufficiale</strong>, nel sito internet dell&#8217;<strong>Agenzia del territorio,</strong> nonché presso gli uffici provinciali ed i comuni interessati. Trascorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione del comunicato nella <strong>Gazzetta Ufficiale, </strong>decorrono i termini per la proposizione del ricorso dinanzi alla commissione tributaria provinciale competente.</p>
<p>In deroga alle vigenti disposizioni, la rendita catastale presunta e quella successivamente dichiarata come rendita proposta o attribuita come <strong>rendita catastale </strong>definitiva producono effetti fiscali fin dalla loro<strong> iscrizione in catasto</strong>, con decorrenza dal 1° gennaio 2007, salva la prova contraria volta a dimostrare, in sede di autotutela, una diversa decorrenza.</p>
<p><strong>I tributi, erariali e locali</strong>, commisurati alla base imponibile determinata con riferimento alla <strong>rendita catastale</strong> presunta, sono corrisposti a titolo di acconto e salvo conguaglio. Le procedure previste per <strong>l&#8217;attribuzione della rendita presunta</strong> si applicano anche agli <strong>immobili non dichiarati in catasto,</strong> individuati ai sensi dell&#8217;articolo 19, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, a far data dal 2 maggio 2011.</p>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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