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	<title>Cambiocasa: News e informazioni immobiliari</title>
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		<title>Il mercato immobiliare  e creditizio a  Catanzaro, nella seconda parte del 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 02:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 4,7% rispetto al semestre precedente a causa della difficoltà di accesso al credito da parte dei potenziali acquirenti. 
Dall&#8217;indagine condotta da Tecnocasa, emerge che il mercato immobiliare del Centro storico, che si estende tra piazza Matteotti e zona Bellavista, è movimentato sia da famiglie alla ricerca della casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Il-mercato-immobiliare-e-creditizio-a-Catanzaro-nella-seconda-parte-del-2011.jpg"><img src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Il-mercato-immobiliare-e-creditizio-a-Catanzaro-nella-seconda-parte-del-2011.jpg" alt="" title="Il mercato immobiliare  e creditizio a  Catanzaro, nella seconda parte del 2011" width="301" height="200" class="left" /></a><strong><em>I prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 4,7% rispetto al semestre precedente a causa della difficoltà di accesso al credito da parte dei potenziali acquirenti. </em></strong></p>
<p><strong>Dall&#8217;indagine condotta da Tecnocasa, emerge che il mercato immobiliare del Centro storico, che si estende tra piazza Matteotti e zona Bellavista, è movimentato sia da famiglie alla ricerca della casa principale sia da investitori. Chi è in cerca della prima casa acquista in genere trilocali, mentre gli investitori si concentrano su bilocali.<br />
In calo le quotazioni immobiliari in zona Mater Domini e nell’area di viale De Filippis dove si registrano, anche nei primi mesi del 2012, difficoltà di accesso al credito. In queste aree della città acquistano quasi esclusivamente famiglie in cerca dell’abitazione principale, il taglio più richiesto è il trilocale. </strong><br />
<span id="more-4120"></span><br />
<strong>L’area di viale De Filippis</strong> si è sviluppata negli anni ’70 ed è caratterizzata da condomini e appartamenti valutati circa 900 € al mq se in buono stato. Il quartiere offre soluzioni di recente costruzione, anche se il mercato del nuovo evidenzia segnali di difficoltà, molte soluzioni risultano tutt’ora invendute. Il prezzo di un appartamento nuovo è di 1500 € al mq. </p>
<p><strong>L’area di Gagliano</strong> si sviluppa nella zona soprastante il quartiere di Mater Domini e nella seconda metà del 2011 non ha evidenziato variazioni delle <strong>quotazioni immobiliari.</strong> Nell’area sottostante al quartiere Mater Domini si trova zona Cavita, sorta intorno agli anni ’80 ma dove è possibile acquistare anche soluzioni nuove a 1500 € al mq. Un usato da <strong>ristrutturare </strong>costa 1000 € al mq, il prezzo del <strong>ristrutturato </strong>è di 1250 € al mq. </p>
<p>Sono <strong>in discesa le quotazioni nell’area Nord della città</strong>, gli acquirenti spesso non riescono ad avere accesso al credito e questo comporta un ribasso della disponibilità di spesa. Il <strong>mercato immobiliare </strong>è comunque attivo e le richieste non mancano <strong>sia per la prima casa sia per le case in affitto. </strong></p>
<p>Stabili prezzi e numero di richieste nell’area di Catanzaro Lido, zona balneare della città che si sviluppa a ridosso della costa ionica. La presenza del nuovo Policlinico e di numerose facoltà universitarie a Germaneto, comune situato a pochi chilometri da Catanzaro Lido, determina una forte richiesta di appartamenti in acquisto da parte di investitori, genitori di studenti, professionisti, ricercatori e studenti universitari. </p>
<p><strong>Il mercato dei mutui in Calabria</strong><br />
Dalla pubblicazione avvenuta nel mese di Aprile da parte di Banca d&#8217;Italia del Bollettino Statistico emerge un dato:  le famiglie in Calabria hanno ricevuto <strong>finanziamenti </strong>per l’acquisto dell’abitazione per 122,04 milioni di euro nel quarto trimestre del 2011. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni in regione del -31,45% per un controvalore di -56 mln di euro. A livello nazionale è stata registrata una contrazione media del -25,29% e tutte le regioni hanno mostrato una variazione negativa rispetto al medesimo trimestre del 2010. La variazione percentuale della regione corrisponde alla 15a miglior rilevazione trimestrale nazionale. Nel periodo in analisi la regione ha inciso per l’1,1% di tutti i volumi erogati in Italia.</p>
<p>Nel quarto trimestre 2011 la regione Calabria ha fatto registrare un importo medio di mutuo (media ponderata a 12 mesi) pari a 102.400 euro, in aumento rispetto a quanto rilevato durante il trimestre precedente quando il ticket medio ammontava a 98.900 euro. La provincia di Catanzaro ha erogato volumi per 28,96 mln di euro facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a -36,07%. </p>
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		<title>Il mercato immobiliare in Umbria, speciale Perugia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 02:00:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel secondo semestre del 2011, i prezzi delle abitazioni di Perugia hanno fatto registrare un calo del 5,1%.
La zona centrale di Perugia ha segnalato una diminuzione delle quotazioni immobiliari, dovuta al drastico calo del numero di studenti iscritti all’Università di Perugia e alla recente chiusura del Policlinico. Ciò ha comportato una riduzione del numero di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Il-mercato-immobiliare-in-Umbria-speciale-Perugia1.jpg"><img src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Il-mercato-immobiliare-in-Umbria-speciale-Perugia1.jpg" alt="" title="Il mercato immobiliare in Umbria, speciale Perugia" width="267" height="200" class="left" /></a><strong><em>Nel secondo semestre del 2011, i prezzi delle abitazioni di Perugia hanno fatto registrare un calo del 5,1%.</em></strong></p>
<p><strong>La zona centrale di Perugia ha segnalato una diminuzione delle quotazioni immobiliari, dovuta al drastico calo del numero di studenti iscritti all’Università di Perugia e alla recente chiusura del Policlinico. Ciò ha comportato una riduzione del numero di investimenti e un aumento della distanza tra domanda e offerta, con conseguente allungamento  delle tempistiche medie di vendita, che si attestano a circa 5 mesi.</strong><br />
<span id="more-4108"></span><br />
Nel<strong> Centro Storico </strong>si registra la presenza di <strong>investitori </strong>che, seppur in calo, mettono a reddito 80-120 mila € per bilocali da concedere in locazione a  350-400 € al mese. Nel <strong>Centro Storico </strong>sono molto apprezzate le zone di Corso Cavour, via Pellini, Borgo XX Giugno e Porta Sole, in cui si possono trovare monolocali, bilocali e trilocali da <strong>ristrutturare </strong>in palazzine e piccoli condomini storici (alcuni sorti nel 1300-1400, altri a fine ‘800-inizio ‘900, fino agli anni ‘50’60), con prezzi che variano da 1500 a 2000 € al mq. </p>
<p>Nel <strong>Centro Storico</strong> si registrano numerose ristrutturazioni, in particolare delle facciate degli immobili: grazie a tali interventi, le palazzine si sono rivalutate, ma i prezzi non hanno subito variazioni di rilievo. A Monteluce, invece, stanno per partire i lavori di costruzione del nuovo Polo Medico, il cui termine è previsto tra 10 anni circa.<br />
Nonostante si registrino tempi medi di compravendita più lunghi (7-9 mesi), il mercato dell’<strong>area Ferro di Cavallo</strong>, prima periferia nord-orientale di Perugia, è rimasto stabile. Il mercato residenziale è alimentato quasi esclusivamente da famiglie alla ricerca della prima casa. </p>
<p><strong>L’area sud-occidentale di Perugia (Lacugnano &#8211; Ponte della Pietra–Prepo-Toppo Fontanelle-San Sisto) </strong>ha fatto segnare un andamento al ribasso, con un calo dei prezzi pari al 3,8% e aumento delle tempistiche medie di compravendita (ora si attestano a 6-8 mesi). La causa di tale trend è da ricercarsi nella diminuzione del potere d’acquisto da parte dei potenziali clienti. Grazie alla presenza della vicina Facoltà di Medicina. </p>
<p><strong>Le zone di Madonna Alta-Cortonese-Stazione</strong> hanno fatto segnare una contrazione del 5,9% delle quotazioni immobiliari, a causa di un generale assestamento del mercato che ha ampliato la differenza tra il prezzo a cui i proprietari mettono l&#8217;immobile in vendita e quello a cui gli acquirenti intendono comperare. Si registra una preferenza, da parte dei clienti, verso soluzioni già ristrutturate per le quali le tempistiche medie di compravendita scendono a circa 1-2 mesi.</p>
<p><strong>A Ponte Pattoli </strong>è stato registrato un discreto calo dei prezzi delle abitazioni, principalmente a causa di una generale difficoltà di accesso al credito, che ha ridotto il potere d’acquisto e creato una notevole forbice tra domanda e offerta. </p>
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		<title>Manutenzione del bene locato e risarcimento danni</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 02:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il locatore ha l&#8217;obbligo di far eseguire nell’appartamento concessogli in affitto tutte le riparazioni necessarie a conservare l’immobile nello stesso stato in cui l&#8217;ha ricevuto. 
Le opere di piccola manutenzione spettano per legge all&#8217;inquilino per tutta la durata del contratto. Può capitare, però, che nel corso della locazione l’immobile presenti alcuni difetti gravi, che riducono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Manutenzione-del-bene-locato-e-risarcimento-dan.jpg"><img src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Manutenzione-del-bene-locato-e-risarcimento-dan.jpg" alt="" title="Manutenzione del bene locato e risarcimento dan" width="228" height="342" class="left" /></a><strong><em>Il locatore ha l&#8217;obbligo di far eseguire nell’appartamento concessogli in affitto tutte le riparazioni necessarie a conservare l’immobile nello stesso stato in cui l&#8217;ha ricevuto. </em></strong></p>
<p><strong>Le opere di piccola manutenzione spettano per legge all&#8217;inquilino per tutta la durata del contratto. Può capitare, però, che nel corso della locazione l’immobile presenti alcuni difetti gravi, che riducono il godimento dell&#8217;appartamento affittato. Possono essere anche difetti di costruzione oppure vizi sopravvenuti per scarsa manutenzione. Comunque il proprietario ha l’obbligo di intervenire con urgenza quando l’inquilino gli segnala la necessità di riparazioni, in base all’art. 1577 del codice civile, che tuttavia autorizza lo stesso inquilino, in caso d&#8217;urgenza, a provvedere alle riparazione necessarie avvertendo però  il proprietario, al quale poi può richiedere il rimborso dei costi anticipati. L&#8217;inquilino, quindi, deve fare in modo che l’immobile rimanga sempre nello stesso stato manutentivo in cui l&#8217;ha ricevuto in locazione. </strong><br />
<span id="more-4100"></span><br />
Comunque non bisogna confondere il <strong>difetto </strong>con il <strong>guasto </strong>dovuto alla normale <strong>usura </strong>dell’immobile, all’effetto del tempo oppure alla sua <strong>manutenzione</strong>, come ad esempio la rottura di una tubatura. Il <strong>difetto </strong>incide invece sulla funzionalità strutturale o sulla costruzione dell&#8217;immobile e ne diminuisce la <strong>funzionalità</strong>, quindi è importante e certamente da non trascurare. Se si tratta di un semplice <strong>guasto </strong>l’inquilino deve semplicemente provvedere ad eliminarlo, in quanto l’intervento, in questo caso, non limita il godimento dell’appartamento locato. </p>
<p>Diverso, invece, il caso di veri e propri<strong> difetti o vizi di costruzione,</strong> oppure di alterazioni che non dipendono da mancanza di manutenzione, ma influiscono sulla funzionalità strutturale dell&#8217;immobile dato in locazione, tanto da impedirne o ridurne sensibilmente il godimento. Ad esempio: infiltrazioni o di umidità, per la cui eliminazione necessitano a volte radicali interventi di durata anche prolungata. </p>
<p>In base all&#8217;art. 1583 del codice civile, l’inquilino deve provvedere alle riparazioni urgenti che non possono essere rimandate, anche se comportano una privazione del godimento di parte dell&#8217;immobile in affitto. Se la riparazione dura più di 20 giorni, l&#8217;inquilino ha diritto ad una riduzione del canone, calcolata in proporzione alla durata complessiva dell’intervento e all’entità del mancato godimento del bene, in base all&#8217;articolo 1584 del codice civile. </p>
<p>Indipendentemente dalla durata delle riparazione, può anche chiedere la risoluzione del contratto, se l’intervento manutentivo non gli consente di continuare ad abitare l’alloggio con la propria famiglia. Questo anche nel caso che il proprietario non intervenga, anche se avvertito dei gravi difetti che impediscono l&#8217;utilizzo dell&#8217;immobile affittato. In alternativa, l’inquilino può chiedere una giusta riduzione del canone in proporzione all’entità e alla natura dei vizi riscontrati. </p>
<p>Se poi può dimostrare che il proprietario ne conosceva i difetti fin dal momento della consegna dell’appartamento, questi deve anche risarcire i danni subiti dall’inquilino a causa dei difetti costruttivi (art. 1578 cod. civ.), ma bisogna provare che siano stati proprio i difetti di costruzione a provocare i danni in oggetto.</p>
<p><strong>Fonte: Avv. Augusto Cirla </strong></p>
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		<title>Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 02:00:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Milano convegno della Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione: &#8216;Dal vecchio Ruolo Mediatori alle sezioni del registro delle imprese e del R.E.A&#8217;. Nuove regole per le agenzie immobiliari. Entra in vigore dal 14 maggio il nuovo regime per chi svolge l’attività di agente immobiliare.
&#8216;Dal vecchio Ruolo Mediatori alle sezioni del registro delle imprese e del R.E.A&#8217;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Consulta-Interassociativa-Nazionale-dell’Intermediazione.jpg"><img src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Consulta-Interassociativa-Nazionale-dell’Intermediazione.jpg" alt="" title="Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione" width="333" height="200" class="left" /></a><strong><em>A Milano convegno della Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione: &#8216;Dal vecchio Ruolo Mediatori alle sezioni del registro delle imprese e del R.E.A&#8217;. Nuove regole per le agenzie immobiliari. Entra in vigore dal 14 maggio il nuovo regime per chi svolge l’attività di agente immobiliare.</em></strong></p>
<p><strong>&#8216;Dal vecchio Ruolo Mediatori alle sezioni del registro delle imprese e del R.E.A&#8217;. È  questo il titolo del Convegno nazionale promosso dalla Consulta Interassociativa Nazionale dell’intermediazione organizzato il prossimo Giovedi 17 maggio a Milano presso l’Atahotels Executive In Via Don Luigi Sturzo, 45 a partire dalle ore 14.00 per fare il punto sull’attuazione del Decreto legislativo n° 59/2010. Le tre associazioni di categoria, ANAMA, FIAIP e FIMAA, che raccolgono i professionisti del mondo immobiliare unitamente ai dirigenti del Ministero dello Sviluppo Economico chiamano a raccolta gli agenti immobiliari italiani e chi svolge l’attività di mediazione d’affari per confrontarsi sulle nuove regole imposte dal Decreto Legislativo n° 59/2010. </strong><br />
<span id="more-4093"></span><br />
Dopo l’abolizione del <strong>&#8216;Ruolo Agenti Immobiliari&#8217; </strong>di cui alla <strong>legge 39/89,</strong> si apre un nuovo scenario per la categoria degli <strong>agenti immobiliari.</strong> Nei prossimi giorni il regolamento di attuazione della direttiva Bolkenstein dispiegherà i suoi effetti: cambieranno i rapporti tra le<strong> agenzie immobiliari </strong>e le Camere di Commercio, e tra le <strong>agenzie </strong>e i <strong>consumatori</strong>. Attraverso il regolamento il Ministero dello Sviluppo Economico, ha infatti inteso dettare regole chiare e certe al fine di disciplinare al meglio <strong>l’attività di agente immobiliare. Regole che avranno un forte impatto anche sulla lotta all’abusivismo. </strong></p>
<p>Al Convegno, moderato da Guglielmo Pelliccioli, Editorialista di Quotidiano Immobiliare, parteciperanno il Presidente Nazionale ANAMA, Paolo Bellini, che avrà il compito di aprire i lavori con una propria relazione, Gianfrancesco Romeo del Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione – Divisione III – Affari giuridici e normativi del Ministero dello Sviluppo Economico e Marco Maceroni, Dirigente della Divisione XXI – Registro imprese del Ministero dello Sviluppo Economico che illustreranno i contenuti del Regolamento di attuazione del decreto legislativo n°59/2010 e la loro applicazione presso le Camere di Commercio, mentre il Presidente Nazionale FIAIP Paolo Righi spiegherà quali saranno gli effetti del decreto legislativo n° 59/2010 per gli <strong>agenti immobiliari </strong>in relazione alla lotta all’abusivismo e al rapporto tra agenti e consumatori. </p>
<p>I lavori saranno chiusi dal Presidente Nazionale FIMAA Valerio Angeletti che traccerà i prossimi obiettivi della<strong> Consulta Interassociativa Nazionale dell’Intermediazione</strong> ed illustrerà l’attuale situazione di mercato in relazione all’attività degli<strong> agenti immobiliari. </strong></p>
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		<title>Le città alla sfida del solare</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 02:00:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per capire il processo di sviluppo del solare anche nelle grandi città sono stati presi in esame i dati di diffusioni di 22 tra le principali Città europee, appartenenti a 6 Paesi diversi: Germania, Italia Spagna, Francia, Austria e Regno Unito. 
Queste città sono state messe a confronto sullo sviluppo di queste tecnologie attraverso un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Le-città-alla-sfida-del-solarex.jpg"><img src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Le-città-alla-sfida-del-solarex.jpg" alt="" title="Le città alla sfida del solarex" width="200" height="267" class="left" /></a><strong><em>Per capire il processo di sviluppo del solare anche nelle grandi città sono stati presi in esame i dati di diffusioni di 22 tra le principali Città europee, appartenenti a 6 Paesi diversi: Germania, Italia Spagna, Francia, Austria e Regno Unito. </em></strong></p>
<p><strong>Queste città sono state messe a confronto sullo sviluppo di queste tecnologie attraverso un sistema di punteggi basato sulla diffusione delle tecnologie presenti nel territorio comunale in relazione al numero di abitanti. Come per il Campionato Solare sono stati assegnati, infatti, 50 ogni 0,5 mq/ab di solare termico e 1 ogni watt per abitante di solare fotovoltaico. </strong><br />
<span id="more-4087"></span><br />
Il primo Comune Francese è Marsiglia con 2,3 punti, ottenuti grazie 5,6 MW di solare fotovoltaico in tredicesima posizione, mentre il primo Comune Austriaco Graz con 1,4 punti si piazza al 15 posto. Al diciannovesimo posto troviamo il primo tra i Comuni inglesi, Manchester con 0,5 punti. Sebbene con numero molto differenti l’Italia rappresenta comunque il secondo mercato con risultati importanti che hanno consentito nel 2011 di produrre 10.730 GWh di energia elettrica, grazie al solare fotovoltaico, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico elettrico di oltre 4,2 milioni di famiglie. </p>
<p>Esperienze interessanti sono presenti anche nel nostro Paese. Un esempio è il Comune vincitore del Campionato Solare 2010, Torre San Giorgio (CN) dove è installato un impianto verticale da 1.000 mq con collettori solari ad aria opachi e annesso sistema di ventilazione integrato detto <strong>&#8216;Solarwall&#8217;.</strong> L’impianto installato presso un Azienda locale permette di produrre notevoli volumi d’aria riscaldata, che viene utilizzata  per il pre-riscaldamento dell’aria di ventilazione degli ambienti interni e per l’essicazione della <strong>biomassa</strong>, utilizzata in alcuni impianti locali. Questo tipo di impianto, molto diffuso negli <strong>edifici commerciali ed industriali</strong> del Nord America, è in grado di produrre fino a 600 W/m2 di <strong>energia termica, </strong>e permette di far risparmiare all’azienda circa il 50% della <strong>bolletta termica.</strong></p>
<p>Proprio per le sue caratteristiche il sia il<strong> solare termico</strong> che il <strong>fotovoltaico </strong>sono tecnologie che meglio e più direttamente rispondono ai <strong>fabbisogni termici ed elettrici delle famiglie. </strong>Ma ancora molto si può fare soprattutto aiutando le <strong>famiglie </strong>ad investire in forme diverse su queste tecnologie. Il successo dei Gruppi di Acquisto Solare di Legambiente in collaborazione con Azzero CO2  testimonia infatti quanto i cittadini siano interessati a puntare sul<strong> risparmio in bolletta </strong>attraverso queste tecnologie. Grazie a questa forma di acquisto collettivo, pratica ormai molto diffusa su tantissimi prodotti diversi, si ha la possibilità di accedere a prodotti di qualità con prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato. </p>
<p>Sono 2.450 le <strong>famiglie </strong>coinvolte a livello nazionale da Legambiente tramite i GAS, che hanno permesso l’installazione di oltre 2000 mq di <strong>impianti solari termici </strong>e di 5 MW di <strong>pannelli fotovoltaici </strong>in 5 anni di attività. Questa esperienza è interessante perché passa attraverso una diffusa informazione delle <strong>famiglie</strong>, e soprattutto permette di abbattere il costo di acquisto e d’installazione del 15-20% rispetto al prezzo medio di mercato, con un <strong>risparmio a famiglia</strong> di circa 2.000 € per un <strong>impianto fotovoltaico,</strong> oltre ad ottenere garanzie e servizi superiori a quelli normalmente reperibili sul mercato. Le installazioni ottenute attraverso questi gruppo di acquisto solari permetteranno nell’arco di 20 anni, di evitare l’immissione in atmosfera di circa 51.200 tonnellate di CO2. </p>
<p>Altra opportunità per chi non ha un <strong>tetto </strong>a disposizione su cui installare i <strong>pannelli </strong>ma vuole comunque dare il suo contributo nella spinta al <strong>solare </strong>è quella del<strong> &#8217;solare collettivo&#8217;</strong>. Ovvero la realizzazione di <strong>impianti solari in &#8216;multiproprietà&#8217; o &#8216;collettivi&#8217; o orti solari </strong>a seconda di come li si vuole chiamare. L’originalità di questa iniziativa sta nella possibilità di diventare proprietari di una quota di un<strong> impianto solare fotovoltaico. </strong>In questa partita i Comuni possono giocare un ruolo decisivo, aiutando coloro che vogliono promuovere un<strong> &#8216;orto solare&#8217;</strong> a scegliere le aree più idonee o contribuire a promuoverlo coinvolgendo come partner i cittadini.</p>
<p>Sono oltre 350 mila gli <strong>impianti solari termici e fotovoltaici </strong>presenti nel 95% dei Comuni Italiani. Per questo motivo è importante raccontare quanto sta succedendo nel territorio e informare i cittadini dello <strong>sviluppo del solare.</strong> Uno strumento realizzato in alcune città che hanno scelto di spingere con forza le<strong> fonti rinnovabili</strong> è quello di una mappa degli <strong>impianti installati nel territorio. </strong>In questo modo è possibile descrivere la diffusione degli impianti, mostrare con foto e informazioni le caratteristiche e la produzione. Insomma aiutare i cittadini a capire quanto si sta realizzando nella propria città ed evidenziare<strong> i vantaggi concreti del solare in termini di produzione energetica e risparmio per chi lo ha installato.<br />
</strong></p>
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		<title>Il mercato immobiliare di Modena provincia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 02:00:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel secondo semestre del 2011 i comuni attorno al Monte Cimone non hanno subito variazioni di rilevo: il mercato di Fanano è rimasto stabile, Montecreto ha segnalato un ribasso del 4,6%, mentre a Sestola il calo dei prezzi ha interessato esclusivamente la zona centrale (-2,5%). 
L’Appennino modenese non ha risentito in modo particolare della recente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Il-mercato-immobiliare-a-Modena-provincia.jpg"><img src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Il-mercato-immobiliare-a-Modena-provincia.jpg" alt="" title="Il mercato immobiliare  a Modena provincia" width="346" height="200" class="left" /></a><strong><em>Nel secondo semestre del 2011 i comuni attorno al Monte Cimone non hanno subito variazioni di rilevo: il mercato di Fanano è rimasto stabile, Montecreto ha segnalato un ribasso del 4,6%, mentre a Sestola il calo dei prezzi ha interessato esclusivamente la zona centrale (-2,5%). </em></strong></p>
<p><strong>L’Appennino modenese non ha risentito in modo particolare della recente crisi economica e della stretta creditizia, anche se il numero di compravendite è diminuito e le tempistiche medie di compravendita aumentate (entrambi con lievi variazioni). La maggior parte degli acquirenti dispone di liquidità propria, cosicché acquistano investendo i propri risparmi oppure ricorrendo solo parzialmente al mutuo.</strong><br />
<span id="more-4083"></span><br />
Il<strong> mercato immobiliare </strong>è alimentato in misura preponderante dalla domanda di seconde case: molte provengono dalla Toscana o da residenti delle province di <strong>Modena e Bologna</strong>, anche se ultimamente si ricevono richieste anche da turisti marchigiani e laziali, attratti da un’offerta turistica sempre più completa. </p>
<p>Il <strong>mercato delle prime case</strong> segnala richieste soprattutto da parte di <strong>famiglie</strong>, residenti nella zona e <strong>nuove coppie</strong>. Queste ultime vengono spesso aiutate dai propri genitori, oppure passano dall’<strong>affitto </strong>all’<strong>acquisto </strong>una volta che riescono a fornire solide garanzie per ottenere un mutuo. L’<strong>acquisto </strong>esclusivamente a scopo di <strong>investimento </strong>non è molto usuale.</p>
<p>Per tutta la stagione invernale (da Ottobre a Marzo) e nei mesi di Luglio e Agosto, a <strong>Sestola e Fanano </strong>il <strong>canone di locazione </strong>di un bilocale si attesta a 1400-1500 € mentre quello di un trilocale a 2000-2200 €. A <strong>Montecreto </strong>si segnalano valori più bassi di circa il 20 % per quanto riguarda il periodo estivo, mentre si osserva un apprezzamento nei mesi invernali grazie alla facilità di collegamento con le piste da sci data dalla presenza della seggiovia che parte dal paese. In generale le preferenze dei clienti riflettono lo stato di conservazione degli immobili, più che la loro posizione. I tre piccoli comuni appenninici hanno una struttura abbastanza simile.<br />
<strong><br />
A Sestola</strong>, nei borghi antichi sviluppatisi attorno alla Rocca e nel corso centrale, un appartamento ubicato in pieno centro, ristrutturato recentemente e dotato di finiture di pregio può raggiungere valori  oltre i 3000 € al mq, mentre con valori di poco superiori a 2000 € al mq si può acquistare una soluzione in discreto stato di conservazione. Il mercato di questa zona comunque non registra un numero elevato di <strong>compravendite</strong>, data la rarità di immobili di questo genere sul mercato. </p>
<p><strong>Quotazioni </strong>abbastanza simili si registrano a <strong>Fanano</strong>, mentre a <strong>Montecreto </strong>i prezzi sono inferiori: servono circa 1000 € al mq per comprare un usato in discrete condizioni e circa 300-500 € in più per una soluzione di più recente costruzione o ristrutturata. Nelle frazioni limitrofe si possono trovare soluzioni indipendenti, spesso sono rustici ottenuti da vecchi fabbricati o costruzioni rurali, per i quali sono necessari importanti lavori di <strong>ristrutturazione</strong>. Nonostante ciò, sono molto apprezzate e la domanda per tali tipologie è consistente. Sono in fase di ultimazione le nuove costruzioni che stanno sorgendo nella periferia di <strong>Sestola</strong>.</p>
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		<title>Acquirenti e venditori per fasce d&#8217;età</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 02:02:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’analisi delle compravendite effettuate da Tecnocasa ha evidenziato che nel secondo semestre del 2011 il 78% degli acquirenti ha comprato l’abitazione principale, il 16,8% ha acquistato per uso investimento mentre il 5,2% si è indirizzato sulla casa vacanza. 
A causa delle problematiche del mercato del lavoro, e della conseguente difficoltà di fornire solide garanzie alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Acquirenti-e-venditori-per-fasce-detà.jpg"><img src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Acquirenti-e-venditori-per-fasce-detà.jpg" alt="" title="Acquirenti e venditori per fasce d&#039;età" width="250" height="250" class="left" /></a><strong><em>L’analisi delle compravendite effettuate da Tecnocasa ha evidenziato che nel secondo semestre del 2011 il 78% degli acquirenti ha comprato l’abitazione principale, il 16,8% ha acquistato per uso investimento mentre il 5,2% si è indirizzato sulla casa vacanza. </em></strong></p>
<p><strong>A causa delle problematiche del mercato del lavoro, e della conseguente difficoltà di fornire solide garanzie alle banche per l’erogazione del mutuo, si è assistito allo spostamento dell’età media degli acquirenti: la domanda da parte della popolazione nella fascia 35-44 anni è scesa notevolmente (da 40,2% a 31,8%), in aumento gli acquirenti di età compresa tra 45 e 54 anni (dal 15,1% al 18,7%) e 55-64 anni (dal 10,9% al 13,9%), i quali posseggono mediamente una maggiore disponibilità economica e acquistano anche a scopo di investimento, ora che i prezzi delle abitazioni sono diminuiti. </strong><br />
<span id="more-4078"></span><br />
Sostanzialmente stabili le percentuali relative alle fasce d’età 18-34 anni e oltre 65 anni. Dal lato <strong>venditori</strong>, predominante è la<strong> fascia intermedia </strong>della popolazione, quella in piena età lavorativa (35-44), meno incisiva la percentuale di giovani tra 18 e 34 anni (8,7%) e anziani (12,5%). I <strong>venditori </strong>tra 45 e 64 anni rappresentano quasi la metà del totale (49,7%).</p>
<p>L’analisi degli <strong>acquirenti </strong>per <strong>fasce d’età</strong> mostra che tra 18 e 35 anni le <strong>compravendite </strong>riguardano prevalentemente <strong>l’abitazione principale.</strong> Il maggior numero di <strong>investimenti </strong>si registra nella <strong>fascia di età</strong> compresa tra 45 e 64 anni. </p>
<p>Il 56,2% degli acquirenti si è rivolto agli istituti bancari per ottenere un mutuo, la restante parte non ha fatto ricorso all’ausilio di tale strumento finanziario. Tali dati sono sostanzialmente stabili rispetto alla prima parte dell’anno.</p>
<p>Oltre la metà degli <strong>acquirenti </strong>è costituita da coppie coniugate (dato stabile rispetto al primo semestre del 2011). Stabile la percentuale di celibi/nubili che acquistano casa. Quasi i due terzi dei venditori sono sposati, magari alla ricerca della<strong> casa di sostituzione. </strong></p>
<p><strong>Più della metà dei venditori cambia casa a scopo migliorativo </strong>o perché ha necessità di liquidità (61,9%), un impatto minore è rappresentato da coloro che si trasferiscono (22,6%) oppure che cambiano struttura familiare (15,5%). Si osserva che chi vende per trasferirsi altrove appartiene alla fascia più alta o più bassa della popolazione: il 30,5% ha più di 65 anni e il 26,2% si colloca tra 18 e 34 anni. Tra le persone di età compresa tra 45 e 54 anni, il 23% vende per trasferirsi: tra questi il 19,3% è costituito da separati o divorziati. <strong>Oltre il 90% degli acquirenti e dei venditori ha non più di due figli.</strong></p>
<a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fnews.cambiocasa.it%2F2012%2F05%2Facquirenti-e-venditori-per-fasce-deta%2F&amp;t=%20Acquirenti%20e%20venditori%20per%20fasce%20d%27et%C3%A0" id="facebook_share_icon_4078" style="font-size:11px; line-height:13px; font-family:'lucida grande',tahoma,verdana,arial,sans-serif; text-decoration:none;"><img src="http://b.static.ak.fbcdn.net/images/share/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" /></a>
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		<title>Le proposte Legambiente contro la crisi economica</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 02:00:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per uscire definitivamente dalla crisi basta puntare sulla green economy. È questa la ricetta suggerita da Legambiente, che ha inviato al governo una serie di proposte concrete per ridurre la spesa pubblica, contrastare lo spreco di risorse naturali e promuovere uno sviluppo economico sostenibile e rispettoso dell’ambiente.
 Ogni ora si compiono 3,5 reati ambientali, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Le-proposte-Legambiente-contro-la-crisi-economica.jpg"><img src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Le-proposte-Legambiente-contro-la-crisi-economica.jpg" alt="" title="Le proposte Legambiente contro la crisi economica" width="334" height="250" class="left" /></a><strong><em>Per uscire definitivamente dalla crisi basta puntare sulla green economy. È questa la ricetta suggerita da Legambiente, che ha inviato al governo una serie di proposte concrete per ridurre la spesa pubblica, contrastare lo spreco di risorse naturali e promuovere uno sviluppo economico sostenibile e rispettoso dell’ambiente.</em></strong></p>
<p><strong> Ogni ora si compiono 3,5 reati ambientali, il giro d’affari delle ecomafie nel 2010 è stato stimato intorno ai 20 miliardi di euro – conclude Legambiente – Il dato include il valore economico del <em>mercato illegale</em> e degli <em>investimenti a rischio</em> nel settore dei rifiuti, dell’<em>edilizia</em>, dell’arte, della produzione agricola e del racket degli animali. Combattere <em>l&#8217;abusivismo edilizio</em>: nel 2010 l’economia in nero legata all<em>’abusivismo edilizio </em>è stata di quasi 2 miliardi di euro. </strong><br />
<span id="more-4071"></span><br />
Per prima cosa, Legambiente suggerisce di varare una serie di<strong> misure fiscali </strong>che aiutino l’ambiente riducendo il debito pubblico del nostro Paese. Si va dall’introduzione di una<strong> tassa patrimoniale</strong> sulle auto di grande cilindrata alla revisione della <strong>fiscalità </strong>ordinaria sulle auto. In particolare, l’associazione propone di calcolare la<strong> tassa di possesso delle automobil</strong>i in base alle emissioni di CO2, incrociando potenza dei veicoli e uso che ne fanno i proprietari.</p>
<p>Un’altra misura riguarda le acque minerali, di cui l’Italia è uno dei principali consumatori mondiali. Legambiente propone di introdurre un canone di 10 euro a metro cubo imbottigliato per tutto il territorio nazionale, in modo da aumentare la cifra che le Regioni incassano dalle concessioni, attualmente limitata a circa 10 milioni di euro all’anno: si ricaverebbero 125 milioni di euro – scrive l’associazione ambientalista – Solo il 5% del totale del fatturato delle aziende imbottigliatrici, da destinare alle Regioni e da reinvestire nell’ammodernamento impiantistico del servizio idrico integrato. </p>
<p>Per quanto riguarda invece i rifiuti, il Cigno suggerisce di aumentare il costo dello smaltimento in discarica e di penalizzare economicamente i Comuni che non raggiungono gli obiettivi di legge sulla raccolta differenziata. Di contro, potrebbero essere previsti dei premi per le amministrazioni più virtuose, concedendo loro, ad esempio, uno sconto sull’imposta regionale. </p>
<p>In materia di mobilità, Legambiente chiede di introdurre un’accisa di 3 centesimi al litro su benzina e gasolio e di utilizzare il maggior <strong>gettito fiscale </strong>per potenziare i treni per i pendolari. Altre risorse potrebbero poi venire da un’accelerazione nella corsa verso gli obiettivi di Kyoto, attraverso la riduzione decisa delle emissioni di gas serra.</p>
<p>Gli ambientalisti, inoltre, propongono al Governo di rinunciare definitivamente alla realizzazione di alcune infrastrutture, e in particolare di cosiddette grandi opere come il ponte sullo Stretto di Messina e le nuove autostrade previste nella Pianura Padana:<br />
Sono opere molto costose che distraggono ingenti risorse dalle infrastrutture ferroviarie e metropolitane, per rendere le città meno congestionate e più moderne – scrive Legambiente – L’Italia è l’unico Paese in Europa che finanzia strade e autostrade con risorse pubbliche doppie rispetto a quelle previste per ferrovie e metropolitane.</p>
<p>Altre misure di risparmio e di sviluppo economico potrebbero giungere dalla riduzione delle spese militari, dal contrasto degli sprechi delle derrate agricole e militari e dalla gestione più accorta del territorio, che permetterebbe di evitare il ripetersi di drammatiche e dispendiose emergenze. Decisivo, infine, il contrasto delle <strong>illegalità e delle ecomafie, </strong> che sottraggono risorse all’economia pulita.</p>
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		<title>Fiscalità sulle case tassazione patrimoniale senza paragoni</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 02:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sugli immobili urbani gravano tributi di vario tipo: patrimoniale (sui quali è necessario soffermarsi più avanti in modo particolare), reddituale (l’Irpef e relative addizionali comunali e regionali, nonché l’Ires); sui trasferimenti (Iva, imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale, imposta sulle successioni e sulle donazioni). 
E il settore è poi colpito, direttamente o indirettamente, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Fiscalità-sulle-case-tassazione-patrimoniale-senza-paragoni.jpg"><img src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Fiscalità-sulle-case-tassazione-patrimoniale-senza-paragoni.jpg" alt="" title="Fiscalità sulle case tassazione patrimoniale senza paragoni" width="300" height="200" class="left" /></a><strong>Sugli immobili urbani gravano tributi di vario tipo: patrimoniale (sui quali è necessario soffermarsi più avanti in modo particolare), reddituale (l’Irpef e relative addizionali comunali e regionali, nonché l’Ires); sui trasferimenti (Iva, imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale, imposta sulle successioni e sulle donazioni). </strong></p>
<p><strong>E il settore è poi colpito, direttamente o indirettamente, da un’altra serie di forme di imposizione: dall’Irap alla tassa o tariffa sui rifiuti (con la maggiorazione Monti), dall’imposta sostitutiva sui mutui al tributo provinciale per l’ambiente. Fino ad arrivare ai contributi ai Consorzi di bonifica. </strong><br />
<span id="more-4065"></span></p>
<blockquote><p>&#8216;Sui tributi di tipo patrimoniale – <strong>commenta Corrado Sforza Fogliani, </strong>presidente Confedilizia &#8211; è bene dire con chiarezza che in un ordinamento fiscale caratterizzato dal principio della tassazione su base reddituale, gli immobili urbani sono gli unici beni tassati su base patrimoniale, attraverso una serie di tributi: l’Imu e la stessa Irpef sulle “seconde case”; l’imposta di scopo comunale, un’addizionale alla vecchia Ici, di molto appesantita con il Governo Monti, attraverso la quale i Sindaci possono mettere in cantiere delle opere pubbliche e farsele finanziare al 100% da una sola categoria di contribuenti, quella dei proprietari di casa (in molti casi non votanti in quanto non residenti); l’imposta di scopo provinciale, un’ulteriore addizionale alla vecchia Ici introdotta con il federalismo fiscale, modellata sull’impianto dell’imposta di scopo comunale ma che potrà essere istituita anche per “particolari scopi istituzionali”… ; il Tributo rifiuti e servizi: un tributo che, alla parte sostitutiva della tassa/tariffa rifiuti, affianca una maggiorazione (del tutto inedita, finora) collegata a servizi indivisibili (dalla viabilità all’illuminazione delle strade, fino alla polizia urbana, per capirci), e quindi irragionevole in sé, ma per di più avente come (assurda) base imponibile il valore catastale degli immobili. Il quadro sopra descritto dimostra come la fiscalità immobiliare necessiti in Italia – specie dopo la manovra Monti – di un’azione di equità&#8217;.</p></blockquote>
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		<title>Il mercato dei mutui in  Lombardia nel quarto trimestre del 2011</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 02:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le famiglie in Lombardia hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 2692,43 milioni di euro nel quarto trimestre del 2011.
Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra dunque una variazione delle erogazioni in regione del -20,19% per un controvalore di -681,2 mln di euro. Guardando all’intera Macroarea Italia Nord-Occidentale, che ha fatto rilevare una variazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Il-mercato-dei-mutui-in-Lombardia-nel-quarto-trimestre-del-2011.jpg"><img src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2012/05/Il-mercato-dei-mutui-in-Lombardia-nel-quarto-trimestre-del-2011.jpg" alt="" title="Il mercato dei mutui in  Lombardia nel quarto trimestre del 2011" width="282" height="200" class="left" /></a><strong><em>Le famiglie in Lombardia hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 2692,43 milioni di euro nel quarto trimestre del 20</em>11.</strong></p>
<p><strong>Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra dunque una variazione delle erogazioni in regione del -20,19% per un controvalore di -681,2 mln di euro. Guardando all’intera Macroarea Italia Nord-Occidentale, che ha fatto rilevare una variazione rispetto all’analogo trimestre del precedente anno pari a -21,24%, si nota come la regione segua la tendenza in atto nell&#8217;area di appartenenza e ne attenui l&#8217;importanza.</strong><br />
<span id="more-4061"></span><br />
<strong>A livello nazionale </strong>è stata registrata una contrazione media del -25,29% e tutte le regioni hanno mostrato una<strong> variazione negativa</strong> rispetto al medesimo trimestre del 2010. Nonostante la decisa contrazione, la variazione percentuale della regione corrisponde alla terza miglior rilevazione trimestrale nazionale. Nel periodo in analisi la regione ha inciso per il 24,23% di tutti i volumi erogati in Italia. Guardando all&#8217;andamento delle erogazioni sui 12 mesi ed analizzando quindi i volumi di tutto il 2011, la <strong>regione Lombardia</strong> mostra una <strong>variazione negativa delle erogazioni </strong>pari a -7,06% per un controvalore di -895,66 mln di euro. </p>
<p>Sono dunque stati erogati nell&#8217;ultimo anno 11784,14 mln di euro, volumi che collocano la regione al 1° posto tra tutte in Italia per volumi erogati con un’incidenza sul totale pari a 23,93%.E’ quanto emerge dalla pubblicazione avvenuta nel mese di Aprile da parte di Banca d&#8217;Italia del Bollettino Statistico I-2012  Da tenere sempre in forte considerazione il fatto che gli erogati includono anche<strong> i mutui di sostituzione/surroga </strong>che negli scorsi anni hanno decisamente sorretto il<strong> mercato del credito ipotecario.</strong> Tali volumi sono ormai residuali rispetto a quelli espressi negli anni 2009 e 2010.</p>
<p>Secondo Tecnocasa questa tipologia di operazioni hanno rappresentano nel quarto trimestre 2011 circa l&#8217;1,5% dei volumi mentre rappresentavano circa il 10% del campione esattamente un anno prima. Nel quarto trimestre 2011 la<strong> regione Lombardia</strong> ha fatto registrare un importo medio di mutuo (media ponderata a 12 mesi) pari a 134.400 euro, in aumento rispetto a quanto rilevato durante il trimestre precedente quando il ticket medio ammontava a 133.000 euro. Mediamente colui che sottoscrive un <strong>mutuo </strong>nella regione viene finanziato per quasi l’8% in più rispetto al mutuatario medio italiano.</p>
<p>Nel dettaglio le province si sono comportate nel seguente modo: la<strong> provincia di Bergamo </strong>ha erogato volumi per 277,18 mln di euro facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a -22,33%. A <strong>Brescia </strong>sono stati erogati volumi per 254,43 mln di euro, corrispondenti ad una variazione rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente pari a -24,67%. La<strong> provincia di Como</strong> ha erogato volumi per 146,43 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a -18,92%. In provincia di Cremona i volumi erogati sono stati 96,91 mln di euro, la variazione corrisponde a -2,42%. </p>
<p>In<strong> provincia di Lecco</strong> sono stati erogati volumi per 68,69 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell&#8217;anno precedente pari a -32,87%. Lodi ha erogato volumi per 52,77 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a -27,23%. La provincia di Mantova ha erogato volumi per 69,39 mln di euro facendo registrare una variazione sul trimestre pari a -24,72%. A Milano sono stati erogati volumi per 1246,57mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell&#8217;anno precedente è risultata essere pari a -19,24%. </p>
<p>La<strong> provincia di Monza-Brianza</strong> ha erogato volumi per 112,97 mln di euro facendo registrare una variazione pari a 10,66%. In provincia di Pavia i volumi erogati sono stati 110,44 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell&#8217;anno precedente pari a -24,22%. In <strong>provincia di Sondrio</strong> sono stati erogati volumi per 26,6 mln di euro facendo registrare una variazione pari a -8,51%.<strong> Varese </strong>ha registrato volumi erogati per 230,06 mln di euro facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dell&#8217;anno precedente pari a -26,19%.  </p>
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