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	<title>Cambiocasa News &#187; piano casa</title>
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		<title>Politiche della casa: il nuovo Piano Casa del Governo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Nov 2013 02:00:22 +0000</pubDate>
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</div>Sono allo studio del Governo in particolare gli incentivi per la cedolare secca, il saldo IMU 2013 di prime case e alloggi Iacp, i fondi per gli inquilini in difficoltà. Tre, quindi, i temi sui quali si prevedono interventi nell&#8217;ambito del nuovo Piano Casa allo studio del Governo: Imu, affitti e cedolare secca. Il Ministero<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/11/politiche-della-casa-il-nuovo-piano-casa-del-governo/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Sono allo studio del Governo in particolare gli incentivi per la cedolare secca, il saldo IMU 2013 di prime case e alloggi Iacp, i fondi per gli inquilini in difficoltà.</em></strong></p>
<p><strong>Tre, quindi, i temi sui quali si prevedono interventi nell&#8217;ambito del nuovo Piano Casa allo studio del Governo: Imu, affitti e cedolare secca. Il Ministero Maurizio Lupi ha annunciato risorse per sostenere gli <a href="http://www.cambiocasa.it/"><strong>affitti</strong></a>, le “morosità incolpevoli” e i proprietari che scelgono il canone concordato. Lo scopo è quello di definire un nuovo provvedimento che abbia al suo centro il rilancio dell’housing sociale e le nuove politiche per l’affitto. Intanto, con la conversione in legge del Decreto Imu (Dl 102/2013 convertito con la legge 124/2013), sono previste risorse per gli affitti e per l’eliminazione della prima rata 2013 dell’imposta unica sugli immobili. Ma per ora non si sa fino a quale punto le novità sull’ Imu 2014 introdotte dalla Legge di Stabilità rimettono in discussione quanto previsto dal Decreto Imu.</strong><br />
<span id="more-6631"></span><br />
Non è ancora chiaro, peraltro, cosa ne sarà del saldo <strong>Imu prima casa </strong>2013 per gli alloggi Iacp, per i quali in base al Decreto Imu è stata abolita la prima rata ma resta il saldo Imu. E per quanto riguarda la cedolare secca, il Decreto Imu riduce al 15% la precedente aliquota del 19% relativa agli alloggi locati a canone concordato.</p>
<p>Per quanto riguarda gli <strong>affitti</strong>, le misure adottate prevedono un primo fondo di 100 milioni per gli affitti ed un secondo fondo di 40 milioni per la cosiddetta <strong>morosità </strong>incolpevole: è un sostegno alle famiglie che hanno sempre pagato ma si trovano in difficoltà per motivi indipendenti dalla loro volontà, come ad esempio la perdita del lavoro o altro. In audizione sulla Legge di Stabilità, alcune associazioni del settore costruzioni hanno chiesto una delucidazione sul concetto di morosità incolpevole.</p>
<p>Dulcis in fundo, Lupi ha annunciato un terzo fondo di 17,8 milioni da destinare ai proprietari che daranno in affitto i loro immobili con contratto di locazione a canone concordato e agli inquilini in morosità incolpevole di <strong>alloggi di edilizia pubblica.</strong> Il fondo è finanziato con i proventi della lotta alla criminalità organizzata.</p>
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		<title>Piano Casa Milano: un progetto di social housing</title>
		<link>http://news.cambiocasa.it/2013/05/piano-casa-milano-un-progetto-di-social-housing/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 00:00:41 +0000</pubDate>
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</div>Prevista la costruzione in housing di circa 1.000 appartamenti a Milano e di circa 600 a Pioltello, Melegnano e Rozzano. Il più grande Piano Casa finora realizzato a livello nazionale lo definisce Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano. Costruzione in housing sociale, ovvero a prezzi agevolati, e destinati a categorie socialmente deboli, di circa<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/05/piano-casa-milano-un-progetto-di-social-housing/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Prevista la costruzione in housing di circa 1.000 appartamenti a Milano e di circa 600 a Pioltello, Melegnano e Rozzano. </em></strong></p>
<p><strong>Il più grande Piano Casa finora realizzato a livello nazionale lo definisce Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano. Costruzione in housing sociale, ovvero a prezzi agevolati, e destinati a categorie socialmente deboli, di circa 1.000 appartamenti a Milano e circa 600 nei tre comuni del Milanese Pioltello, Melegnano e Rozzano. È quanto previsto dal Piano casa della Provincia di Milano, presentato dal presidente Guido Podestà e dall’assessore alla pianificazione territoriale, Franco De Angelis </strong><br />
<span id="more-5900"></span><br />
La Provincia assicura che il <strong>Piano Casa</strong> non ha carattere speculativo e il bando si basa sulla qualità architettonica e urbanistica, sulle caratteristiche energetiche degli edifici e sulla sostenibilità. Infatti, l’Ente presenta un progetto da realizzare in tempi certi e per questo i bandi saranno pubblicati prima dell’estate, saranno snellite le procedure urbanistiche e l’assegnazione dovrebbe avvenire prima della fine del 2013.</p>
<p>I quartieri di Milano interessati al progetto di <strong>edilizia agevolata</strong> sono Affori e Cimiano collegati al centro cittadino da metropolitane e treni delle Ferrovie Nord, con scuole, associazioni sportive, parchi che non vedranno sminuito il loro valore, ma saranno valorizzati nella loro qualità anche dal punto di vista paesaggistico.</p>
<p>Nello specifico le aree individuate sono quelle di via Litta Modignani, ad Affori, la cui superficie edificabile è di 155.875 mq e via Don Calabria, a Cimiano, ampia 72.456 mq. Nel Milanese, invece, i comuni individuati sono quelli di Pioltello e Melegnano interessati dalla costruzione di 24 appartamenti per ciascuna area. A questi va aggiunto il Comune di Rozzano, dove sarà eseguito l’intervento più significativo con la costruzione di circa 600 abitazioni.</p>
<p>Il <strong>Piano Casa </strong>varato dall’amministrazione è il più grande finora realizzato a livello nazionale. L’intervento è rivolto a categorie socialmente deboli, in particolare ai giovani, penalizzati dalle difficoltà legate al lavoro e all’acceso al credito, e alle forze dell’ordine. Infatti, gran parte di agenti e carabinieri operanti nel territorio si trovano a pagare canoni di affitto superiori rispetto a quelli della città d’origine.</p>
<p>Il<strong> Piano Casa</strong> avrà un ruolo importante per il rilancio del <strong>mercato immobiliare</strong>. L’iniziativa, infatti, darà ossigeno a un settore già duramente colpito dall’introduzione dell’Imu, una tassa che, come noto, viene applicata sul valore totale della casa, senza tener conto degli effetti del mutuo sul valore dell’immobile. E inoltre sarà un fattore trainante per l&#8217;edilizia, a sua volta sinergia a 360° per la fase di ripresa. È provato che l’edilizia coinvolge direttamente altri 40 settori e quindi, se riparte il comparto edil-immobiliare, riparte l’intera <strong>economia</strong>.</p>
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		<title>Edilizia residenziale pubblica a Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 02:00:41 +0000</pubDate>
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</div>Intesa Regione-Comune-Aler, prorogato d&#8217;un anno l&#8217;accordo gestione degli alloggi comunali. Allarme per la nuova Imu. Perfetta sintonia fra Regione Lombardia, Comune di Milano e Aler (Azienda lombarda per l&#8217;edilizia residenziale) per la gestione e valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. E la conferma che l&#8217;Aler gestirà ancora per un anno gli alloggi di proprietà<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/12/edilizia-residenziale-pubblica-milano/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Intesa Regione-Comune-Aler, prorogato d&#8217;un anno l&#8217;accordo gestione degli alloggi comunali. Allarme per la nuova Imu.</em></strong></p>
<p><strong>Perfetta sintonia fra Regione Lombardia, Comune di Milano e Aler (Azienda lombarda per l&#8217;edilizia residenziale) per la gestione e valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. E la conferma che l&#8217;Aler gestirà ancora per un anno gli alloggi di proprietà comunale. </strong><br />
<span id="more-3472"></span><br />
<strong>L&#8217;Assessore Zambetti ha così dichiarato</strong>:<em> &#8216;Uniamo le nostre forze al di là di ogni core politico, lavorando insieme, perché il problema della casa non ha colorazioni politiche, ma solo cittadini che si trovano nel bisogno e che chiedono, nei circa 90.000 appartamenti che rappresentano un patrimonio cospicuo da tutelare e riqualificare, risposte. L&#8217;intesa riguarda lo sviluppo, ilrecupero, la ristrutturazione e la gestione del patrimonio abitativo. In particolare, per quanto riguarda questo punto, il Comune di Milano ha confermato la proroga di un anno della convenzione con l&#8217;Aler&#8217;.</em></p>
<p><em>&#8216;Come Regione garantiremo strumenti importanti quali il nuovo fondo immobiliare federale e il nuovo Patto per la Casa, cui il Comune di Milano e Aler si impegnano ad aderire e che aiuterà le famiglie della cosiddetta &#8216;fascia grigia&#8217; che abitano nelle case popolari. Regione Lombardia sta già investendo, sulla città di Milano, tramite gli Accordi di quartiere e gli Accordi quadro di sviluppo territoriale, oltre a interventi di riqualificazione come quelli di Ponte Lambro o del quartiere Genova, 472 milioni di euro. Recupero e ristrutturazione del patrimonio esistente sono pilastri dello sforzo comune per dare risposte</em> &#8211; <strong>ha rimarcato Zambetti </strong>-, <em>quanto prima, a 20.000 famiglie in lista d&#8217;attesa&#8217;.</em></p>
<p><strong>Riqualificazione </strong>significa anche mettersi in condizione di garantire maggiore <strong>sicurezza </strong>e tutelare i diritti degli inquilini. Negli ultimi due anni sono stati eseguiti 764 sgomberi di <strong>occupanti abusivi</strong> (di cui 148 programmati) e Comune e Aler si impegnano a proseguire su questa falsariga, perché è bene ricordare che l&#8217;<strong>occupazione abusiva</strong> è un reato. Regione, Comune e Aler condividono anche l&#8217;impegno alla revisione della gestione del<strong> patrimonio immobiliare</strong>, concordando sulla preferenza di un suo affidamento a soggetti pubblici.</p>
<p><em>&#8216;L&#8217;azione di quest&#8217;oggi </em>&#8211; <strong>ha affermato Zambetti </strong>&#8211; <em>rientra, insieme a quella presentata ieri in Prefettura per garantire alloggi alle Forze dell&#8217;Ordine, nella progettualità della Regione sul pianeta casa. A Milano, il prossimo anno, si dovranno affrontare e valutare collegialmente, tra gli altri, i nodi delle assegnazioni, degli inquilini disabili, della bollettazione e della mobilità dei residenti. Quest&#8217;anno sarà utile per migliorare la convenzione in essere tra Comune e Aler, in modo che la fase di stabilità successiva abbia una base normativa più compiuta che la Regione auspica per la gestione del patrimonio&#8217;</em>.</p>
<p>Il presidente di Aler Milano Loris Zaffra ha lanciato l&#8217;allarme IMU (Imposta municipale) che per le 41.000 case a Milano e le 24.000 in provincia, potrebbe tradursi in un esborso di 10 milioni di euro. <strong>In proposito Zambetti chiarisce: </strong><em>&#8216;Regione Lombardia si è già mossa nella Conferenza Stato-Regioni per ridurre i carichi fiscali a carico delle Aler, ottenendo, su un suo documento, l&#8217;assenso di tutte le altre regioni. Sono pronto a porre il problema anche all&#8217;attenzione del nuovo Governo, perché credo sia cruciale che le risorse a disposizione di Aler si traducano in interventi a favore degli inquilini e non siano mangiate dalle tasse che, in questo caso, colpiscono i poveri&#8217;. </em></p>
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		<title>Casa, nuove regole per rilanciare l&#8217;edilizia</title>
		<link>http://news.cambiocasa.it/2011/11/casa-nuove-regole-rilanciare-edilizia/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 02:00:05 +0000</pubDate>
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</div>Incentivati recupero dell&#8217;esistente e risparmio energetico sostegno agli alloggi sociali-deroghe a strumenti urbanistici. Via libera dalla Giunta regionale al nuovo Progetto di legge per la valorizzazione, il recupero e la ristrutturazione del patrimonio edilizio. Il nuovo provvedimento, approvato su proposta del presidente Roberto Formigoni, punta alla riqualificazione delle aree degradate e dismesse (così come già<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/11/casa-nuove-regole-rilanciare-edilizia/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Incentivati recupero dell&#8217;esistente e risparmio energetico sostegno agli alloggi sociali-deroghe a strumenti urbanistici.</em></strong></p>
<p><strong>Via libera dalla Giunta regionale al nuovo Progetto di legge per la valorizzazione, il recupero e la ristrutturazione del patrimonio edilizio. Il nuovo provvedimento, approvato su proposta del presidente Roberto Formigoni, punta alla riqualificazione delle aree degradate e dismesse (così come già previsto dalla legge 12 del 2005) ed è coerente con gli obiettivi di miglioramento dell&#8217;efficienza energetica delle<br />
abitazioni e della sempre maggior diffusione delle fonti di energia rinnovabili.</strong><br />
<span id="more-3275"></span><br />
La Proposta di legge, che dovrà ora essere approvata dal Consiglio regionale, detta le norme per la riqualificazione urbana e del patrimonio edilizio esistente, per contenere il consumo di nuovo suolo e l&#8217;utilizzo di energia da fonti fossili, riaffermando esplicitamente il ruolo delle Amministrazioni comunali nell&#8217;ambito del governo del territorio e delle scelte effettuate negli strumenti di pianificazione urbanistica (in sintonia con le disposizioni della legge regionale n. 12 del 2005).</p>
<p><strong>AIUTO ALLA CRESCITA</strong><br />
<em>&#8216;Risparmio del suolo ed efficienza energetica </em>&#8211; <strong>spiega il presidente Formigoni </strong>&#8211; <em>sono capisaldi di questo progetto, che semplifica le norme per recuperi e ampliamenti, a vantaggio dei cittadini e delle imprese del settore e con lo scopo di rilanciare la riqualificazione urbanistica ed edilizia&#8217;.</em></p>
<p><strong>RUOLO DEI COMUNI </strong><br />
<strong>&#8216;Con questo piano </strong>&#8211;<strong> dichiara Belotti </strong>&#8211; <em>vogliamo favorire un effettivo rilancio del settore edilizio, semplificando e incentivando alcuni interventi particolari come quelli riguardanti i sottotetti e le autorimesse interrate, il miglioramento dell&#8217;efficienza energetica degli edifici e il recupero delle aree dismesse&#8217;. </em></p>
<p>&#8216;<em>Sottolineo </em>&#8211; <strong>aggiunge l&#8217;assessore al Territorio</strong> &#8211; c<em>he, nonostante un terzo dei Comuni lombardi abbia limitato la portata applicativa del precedente Piano casa, abbiamo ritenuto di mantenere la potestà di attuazione delle disposizioni di questo piano in capo ai Comuni, in coerenza con i principi ispiratori della legge di Governo del territorio lombardo&#8217;.</em></p>
<p>Il Progetto di legge introduce alcune disposizioni di rinnovo, parziale e a tempo, della disciplina per il recupero e la sostituzione del patrimonio edilizio esistente, a suo tempo dettata dalla legge regionale n. 13 del 2009.</p>
<p><strong>RECUPERO DELL&#8217;ESISTENTE</strong><br />
In particolare, si prevede la possibilità, in deroga allo strumento urbanistico, di recuperare volumi del patrimonio edilizio esistente, con un nuovo termine fissato al 31.12.2013 (art.3) per destinazioni residenziali o destinazioni ammesse dagli strumenti urbanistici, anche nel caso in cui i volumi siano seminterrati.</p>
<p><strong>SOSTITUZIONE </strong><br />
È contemplata anche la sostituzione edilizia &#8211; a esclusione dei centri storici e dei nuclei di antica formazione &#8211; con proroga dei termini al 31.12.2013 (art.4). In pratica la ricostruzione di un edificio demolito può avvalersi di un incremento di volumetria fino al 35 per cento (come previsto dalla legge 13 del 2009), sempre in deroga allo strumento urbanistico.</p>
<p><strong>EDILIZIA SOCIALE</strong><br />
S&#8217;intende anche estendere l&#8217;applicazione delle normative già previste per l&#8217;Edilizia residenziale pubblica (Erp) all&#8217;edilizia sociale, con proroga dei termini al 31.12.2014 (art.5). Tre gli interventi previsti: incremento volumetrico fino al 40 per cento degli attuali alloggi sociali; trasformazione di edifici pubblici esistenti e/o dismessi, anche non pubblici, in residenza sociale; possibilità di realizzare edilizia sociale sulle aree standard (destinate a servizi, parcheggi, verde). Un pacchetto di norme cui Zambetti tiene<br />
particolarmente, perché &#8216;<strong>l&#8217;housing sociale è la strada giusta delle moderne politiche per la casa&#8217;.</strong></p>
<p><strong>EFFICIENZA ENERGETICA</strong><br />
Da registrare una prima attuazione del Decreto legislativo n. 28/2011 per incrementare l&#8217;efficienza<br />
energetica e l&#8217;uso delle fonti rinnovabili nell&#8217;edilizia sia privata che pubblica, mediante riconoscimento di premialità volumetriche aggiuntive a quelle già previste dal piano casa.</p>
<p><em>&#8216;Si tratta di un punto molto qualificante</em> &#8211;<strong> nota Raimondi &#8211;</strong>,<em> che ci pone all&#8217;avanguardia nel panorama nazionale. E&#8217; d&#8217;altra parte in linea con le politiche complessive per l&#8217;energia e il rispetto dell&#8217;ambiente che la Regione persegue&#8217;.</em></p>
<p><strong>SILENZIO-ASSENSO </strong><br />
Tra le novità da segnalare: il recepimentodella modalità silenzio-assenso per il rilascio del permesso di<br />
costruire, come già previsto dalla normativa statale (art. 14). La legge, come noto, detta una procedura con tempistica precisa per il rilascio del permesso di costruire. Con la legge 12 del 2005, allo scadere del termine, l&#8217;effetto era di &#8216;silenzio-rifiuto&#8217;. Ora il meccanismo si capovolge e, se il Comune non si pronuncia entro il termine prestabilito, scatta il&#8217;silenzio-assenso&#8217;.</p>
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		<title>La rigenerazione urbana in Toscana è legge. Legge regionale Piano Casa fino al 31 dicembre 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 00:00:50 +0000</pubDate>
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</div>La Regione Toscana ha tradotto in legge il Decreto Sviluppo relativamente all&#8217;edilizia (DL 70/2011) art. 5) puntando alla semplificazione delle procedure e alla rigenerazione urbana. &#8216;È un risultato positivo raggiunto entro i termini che ci eravamo prefissati &#8211; dichiara l&#8217;assessore al Governo del territorio Anna Marson &#8211; grazie al lavoro serrato e alla collaborazione efficace<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/09/rigenerazione-urbana-toscana-legge-regionale-piano-casa/">Read more...</a></strong>
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</div><p>La Regione Toscana ha tradotto in legge il Decreto Sviluppo relativamente all&#8217;edilizia (DL 70/2011) art. 5) puntando alla semplificazione delle procedure e alla rigenerazione urbana.<br />
<strong>&#8216;È un risultato positivo raggiunto entro i termini che ci eravamo prefissati &#8211; dichiara l&#8217;assessore al Governo del territorio Anna Marson &#8211; grazie al lavoro serrato e alla collaborazione efficace tra uffici dell&#8217;assessorato al governo del territorio e sesta commissione consiliare. Volevamo evitare che scattasse l&#8217;applicazione della normativa nazionale in deroga, che avrebbe consentito cambi di destinazione d’uso, premialità e delocalizzazioni fuori da qualunque regola&#8217;.</strong><br />
<span id="more-2860"></span><br />
&#8216;<em>La nuova legge regionale</em> &#8211; afferma ancora l&#8217;assessore &#8211; <em>che modifica la Lr 1/2005 urbanistica, quella sull&#8217;eliminazione delle barriere architettoniche e la Legge 24/2009 Piano Casa, rappresenta un importante avvio del lavoro di semplificazione e chiarificazione nel settore delle procedure edilizie. E dà una spinta ai processi di rigenerazione urbana, come alternativa all’ulteriore consumo di territorio agricolo&#8217;</em>.</p>
<p><em>Viene in primo luogo dettagliata la disciplina della Scia (segnalazione certificata di inizio attività) che, in applicazione delle norme nazionali, ha sostituito la Dia. &#8216;E si introduce &#8211; chiarisce Marson &#8211; una ulteriore semplificazione non prevista dalla norma statale, che ammette tre diverse categorie di titoli edilizi (Scia, superDia e permesso a costruire), riducendoli a due (Scia e permesso a costruire) con una conseguente riduzione degli oneri per cittadini e imprese</em>&#8216;.</p>
<p>La <strong>legge </strong>specifica inoltre gli interventi finalizzati al <strong>riutilizzo e recupero degli edifici con destinazione d’uso produttiva (industriale o artigianale)</strong> per i quali sono i Comuni a stabilire incrementi massimi della superficie utile lorda a titolo di premialità, comunque da collegarsi ad aumenti della <strong>efficienza energetica e della sostenibilità ambientale. </strong></p>
<p>Tali incrementi sono aumentati nel caso in cui l&#8217;area venga adeguata ad <strong>Apea (area produttiva ecologicamente attrezzata) </strong>oppure l&#8217;edificio produttivo venga rilocalizzato in un contesto con questi requisiti. La determinazione degli incrementi delle <strong>premialità relative alle aree APEA</strong> è rimessa al regolamento (di cui è imminente la revisione), relativo al trasferimento di funzioni agli enti locali.</p>
<p>L&#8217;aspetto più innovativo, secondo Marson, è costituito dall&#8217;introduzione di una nuova procedura per la <strong>rigenerazione delle aree urbane degradate. </strong>I Comuni infatti possono predisporre, a condizione che abbiano un Piano strutturale approvato e in coerenza con questo, la ricognizione delle aree corredandola di specifiche schede sulle condizioni di degrado presenti, sugli obiettivi di riqualificazione che si intendono conseguire, sui parametri di riferimento per gli <strong>interventi </strong>e sugli incrementi che non potranno superare comunque il 35% della superficie utile lorda esistente.</p>
<p>&#8216;<em>Una volta che i Comuni abbiano effettuato la ricognizione delle aree degradate</em> &#8211; <strong>continua l&#8217;assessore al Governo del territorio </strong>&#8211; <em>possono essere presentati, da parte dei soggetti che ne hanno titolo, piani di intervento comprensivi del progetto preliminare di riqualificazione urbana. Ma per redigere i progetti, e questa è una novità a cui teniamo molto, si dovrà ricorrere a concorsi con avviso al pubblico oppure a un invito diretto ad almeno 3 progettisti. Per la valutazione degli interventi è prevista poi l’istituzione di un’apposita commissione giudicatrice i cui componenti tecnico-scientifici sono selezionati mediante procedure di evidenza pubblica. I piani di intervento saranno oggetto di pubblicazione, e dovranno essere discussi in un’assemblea pubblica al fine di favorirne la conoscenza e raccogliere osservazioni e contributi dei cittadini&#8217;.</em></p>
<p>Per attuare il decreto legge 70/2011, che prevede delle premialità stabilite direttamente dalle<strong> norme regionali per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente,</strong> la nuova legge introduce, infine, un nuovo articolo al<strong> Piano Casa </strong>per consentire, sugli <strong>edifici a destinazione d&#8217;uso industriale o artigianale in aree produttive, interventi di sostituzione e di ristrutturazione edilizia, con un incremento massimo del 20 per cento della superficie utile lorda esistente e legittimata da permesso.</strong></p>
<p>&#8216;<em>Questo comporta</em> &#8211; <strong>spiega ancora l&#8217;assessore</strong> &#8211; <em>la necessità di prorogare la durata di validità della legge regionale 24/2009 Piano Casa fino al 31 dicembre 2012. Una estensione indispensabile per permettere agli enti locali di adeguare i propri strumenti urbanistici e alle imprese di prevedere eventuali investimenti&#8217;. <em><br />
<strong><em>Fonte: Regione Toscana</em></strong></em></em></p>
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		<title>Lombardia per la casa, prima Regione a normare housing sociale e mix abitativo</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 00:00:32 +0000</pubDate>
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</div>L&#8217;introduzione del &#8216;mix abitativo&#8217; come criterio guida è uno degli aspetti salienti del nuovo Regolamento degli alloggi di edilizia popolare presentato dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dall&#8217;assessore alla Casa Domenico Zambetti. &#8216;È un provvedimento innovativo &#8211; ha detto il presidente Formigoni &#8211; destinato a migliorare la vita dei cittadini. Il nuovo Regolamento<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/06/lombardia-per-la-casa-prima-regione-a-normare-housing-sociale-e-mix-abitativo/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>L&#8217;introduzione del &#8216;mix abitativo&#8217; come criterio guida è uno degli aspetti salienti del nuovo Regolamento degli alloggi di edilizia popolare presentato dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dall&#8217;assessore alla Casa Domenico Zambetti.</em></strong></p>
<p><strong>&#8216;È un provvedimento innovativo &#8211; ha detto il presidente Formigoni &#8211; destinato a migliorare la vita dei cittadini. Il nuovo Regolamento per l&#8217;assegnazione e la gestione del patrimonio immobiliare lombardo è stato portato avanti con l&#8217;ormai tradizionale strumento della sussidiarietà. Dopo una proficua discussione con tutte le parti sociali siamo approdati a questo testo fortemente condiviso. Stop a quartieri ghetto e abusivismo&#8217;.</strong><br />
<span id="more-2394"></span><br />
La riforma eviterà la &#8216;<strong>ghettizzazione</strong>&#8216; dei quartieri e migliorerà dunque la <strong>qualità della vita sociale.</strong> Questo significa che <strong>famiglie </strong>con diversi redditi e tenori di vita abiteranno negli stessi edifici senza che si creino zone di &#8216;serie A&#8217; e di &#8216;serie B&#8217;.</p>
<p>&#8216;Si tratta &#8211; ha spiegato l&#8217;assessore <strong>Zambetti </strong>&#8211; di un regolamento che introduce novità importanti: per la prima volta in Italia <strong>l&#8217;housing sociale e il mix abitativo</strong> sono inseriti in un testo; riusciamo così a scongiurare che si creino zone abitate solo da <strong>famiglie meno abbienti</strong> e quindi con <strong>problematiche anche di tipo sociale,</strong> tipico finora dei quartieri con alloggi Erp. Questa &#8216;rivoluzione&#8217; è stata condivisa a ogni livello sociale e politico, tant&#8217;è che nella Commissione consiliare è stata approvata all&#8217;unanimità&#8217;.</p>
<p>Altra novità importante è la minore possibilità di rifiutare l&#8217;<strong>alloggio </strong>proposto dalle Aler o dai Comuni restando comunque in graduatoria, che è destinata ad abbattere il fenomeno degli <strong>appartamenti </strong>sfitti. L&#8217;introduzione poi di maglie più strette per il trasferimento del <strong>contratto di affitto</strong> a familiari non originariamente assegnatari renderà immediatamente assegnabili più alloggi. I custodi sociali garantiranno la tranquillità delle persone sole o più deboli, per le quali sono previsti anche contributi di solidarietà.</p>
<p>Con il nuovo Regolamento, poi, i <strong>bandi </strong>potranno essere indetti con scadenze più flessibili, in modo da adattarsi alle esigenze dei diversi territori o Comuni, e le misure degli <strong>alloggi </strong>da assegnare &#8211; rispetto alla composizione del <strong>nucleo familiare &#8211;</strong> non saranno più così rigide. Ciò significa il definitivo superamento di vecchi elementi che hanno dilatato, e in alcuni casi bloccato, le <strong>assegnazioni</strong>.</p>
<p>Ma anche risposte concrete al cosiddetto <strong>&#8216;abusivismo amministrativo&#8217;</strong>, cioè all&#8217;assenza di <strong>regolari contratti,</strong> la facilitazione della mobilità tra <strong>alloggi a canone diverso,</strong> la possibilità di affittare appartamenti di piccole dimensioni, altrimenti non utilizzabili, per la <strong>locazione temporanea</strong> e limiti di reddito più alti per accedere all&#8217;Erp</p>
<p><strong><em>Le principali novità</em></strong><br />
<strong>MIX ABITATIVO </strong><br />
Per evitare quartieri o zone abitate solo dalle <strong>famiglie </strong>più povere, i Comuni, in caso di <strong>nuove edificazioni o di interventi di recupero edilizio di alloggi a canone sociale,</strong> possono assegnare una quota non superiore al 30 per cento degli stessi individuando i beneficiari (anziani, giovani e famiglie monoparentali) tramite bandi speciali, che assicurino il mix tra varie tipologie di nuclei familiari.</p>
<p><strong>BANDI SEMESTRALI O ANNUALI</strong><br />
I Comuni hanno la facoltà di emanare bandi semestrali o annuali. Quelli con meno di 20.000 abitanti possono prevedere bandi biennali e quelli con meno di<br />
5.000 abitanti possono assegnare con procedure ancora più semplificate.</p>
<p><strong>CONVENZIONI CON L&#8217;ENTE GESTORE </strong><br />
Viene inoltre riconosciuta ai Comuni la facoltà di convenzionarsi con gli enti gestori (Aler) ai fini dello svolgimento del procedimento di <strong>assegnazione degli alloggi,</strong> mantenendo in capo ai Comuni stessi il provvedimento conclusivo di <strong>assegnazione</strong>.</p>
<p><strong>IPOTESI DI RINUNCIA </strong><br />
Oggi capita di frequente che i neo-assegnatari non siano soddisfatti dell&#8217;<strong>alloggio </strong>che viene loro proposto. Per limitare questo fenomeno ed evitare dunque che troppi appartamenti rimangano sfitti, le rinunce sono accettate solo se le condizioni della <strong>casa </strong>sono realmente cattive o se l&#8217;inidoneità è connessa a patologie attestate.</p>
<p><strong>ABUSIVISMO AMMINISTRATIVO </strong><br />
Nel caso di situazioni di convivenza consolidate, per le quali solo un&#8217;irregolarità di tipo amministrativo comporta l&#8217;assenza di un <strong>contratto</strong>, è possibile stipulare un <strong>affitto temporaneo</strong>. È previsto un canone che tenga conto delle dimensioni, delle condizioni e della collocazione dell&#8217;<strong>appartamento </strong>e allo stesso tempo delle condizioni economiche della <strong>famiglia</strong>.</p>
<p><strong>NUOVI LIMITI DI REDDITO</strong><br />
Può accedere al <strong>canone sociale </strong>chi ha un reddito Isee/erp fino a 16.000 euro, contro gli attuali 14.000; per accedere al canone moderato è confermato l&#8217;Isee/erp a 40.000 già fissato dalla legge, mentre, per la decadenza, esso è pari a 60.000 euro.</p>
<p><strong>IL SUBENTRO</strong><br />
Con il vecchio Regolamento tutti coloro che convivevano al momento del decesso o del trasferimento dell&#8217;assegnatario potevano automaticamente subentrarvi. Con il nuovo testo vengono ridotte le ipotesi al fine di aumentare la disponibilità di <strong>alloggi </strong>da assegnare a famiglie in graduatoria. Sarà possibile trasferire il contratto solo a coloro che hanno sempre fatto parte del nucleo o a quei familiari che, dopo esserne usciti, vi rientrano se parenti di primo grado e solo per motivi di notevole rilevanza <strong>(assistenza al familiare o a seguito di separazione legale).</strong></p>
<p><strong>MOBILITÀ</strong><br />
È favorito lo spostamento tra<strong> alloggi a canone diverso</strong> (ad esempio da moderato a sociale), per consentire di andare incontro a eventuali peggioramenti della situazione economica della <strong>famiglia</strong>. E&#8217; introdotta anche la mobilità dal <strong>canone moderato al canone sociale </strong>qualora vi sia una comprovata riduzione dell&#8217;Isee/erp.</p>
<p><strong>FORME DI ASSISTENZA SOCIALE </strong><br />
Il nuovo Regolamento disciplina le forme di assistenza sociale nell&#8217;ambito dell&#8217;<strong>edilizia residenziale pubblica</strong> poste in capo ai Comuni e alle Aler, quali in particolare l&#8217;attivazione dei custodi sociali e del contributo di solidarietà.</p>
<p><strong>LOCAZIONE TEMPORANEA </strong><br />
Vengono inseriti nel patrimonio pubblico alloggi di piccole dimensioni, altrimenti non utilizzabili, destinati a <strong>locazione temporanea per studenti, </strong>lavoratori, anziani e famiglie monoparentali. Solo a Milano potranno essere utilizzati 700 alloggi con queste caratteristiche (circa 25 mq).</p>
<p><strong>ALTRI INTERVENTI</strong></p>
<p><strong>EDILIZIA RESIDENZIALE </strong><br />
Entro il 2015 saranno completati 11.800 <strong>alloggi</strong>, di cui 3.400 di nuova realizzazione. In programma anche la <strong>riqualificazione urbana </strong>(450 alloggi circa) e interventi di <strong>edilizia pubblica </strong>nell&#8217;ambito del <strong>Piano casa nazionale</strong> (1.000 alloggi circa).</p>
<p><strong>RIMOZIONE DELL&#8217;AMIANTO</strong><br />
È già stata programmata la <strong>rimozione dell&#8217;amianto</strong> da tutto il patrimonio di <strong>edilizia popolare</strong> di proprietà delle Aler.</p>
<p><strong>RESIDENZA UNIVERSITARIA</strong><br />
Saranno sostenute le proposte di nuovi interventi da parte delle Università lombarde e degli altri soggetti interessati anche attraverso specifici contributi<br />
regionali.</p>
<p><strong>FONDI IMMOBILIARI PER L&#8217;HOUSING SOCIALE </strong><br />
Per favorire la realizzazione di <strong>abitazioni </strong>a prezzi inferiori a quelli a <strong>canoni di mercato </strong>per le fasce di popolazione a reddito medio-basso, è allo studio il potenziamento dell&#8217;azione regionale nell&#8217;ambito dei <strong>Fondi immobiliari </strong>con il rilancio del<strong> Fondo Abitare Sociale 1. </strong>Regione Lombardia è disposta a finanziarlo con altri 15 milioni di euro e, tramite Fondazione Cariplo e Cassa Deposito e Prestiti, che hanno garantito il proprio sostegno, si potrà arrivare a una disponibilità complessiva di 400/500 milioni di euro. In questa prospettiva verrà sottoscritto un Protocollo d&#8217;Intesa tra Regione Lombardia, Cassa Depositi e Prestiti, Aler Milano, Fondazione Cariplo e <strong>Fondazione Housing Sociale per l&#8217;apertura del &#8216;Fondo Immobiliare Federale di Lombardia&#8217;, ai diversi soggetti pubblici e privati interessati.</strong></p>
<p><strong>WELFARE ABITATIVO</strong><br />
Regione Lombardia conferma gli stanziamenti a favore delle famiglie erogati con il <strong>Fondo sostegno affitti,</strong> con il contributo per <strong>l&#8217;acquisto della prima casa per le giovani coppie</strong> e gli stanziamenti straordinari per chi ha perso il lavoro o per chi è stato sfrattato, come per <strong>l&#8217;eliminazione delle barriere architettoniche. </strong></p>
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