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	<title>Cambiocasa News &#187; Confedilizia</title>
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		<title>Impugnata la sospensione d&#8217;esecuzione degli sfratti a Firenze</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 00:00:34 +0000</pubDate>
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</div>La Confedilizia ha impugnato avanti il Tar il provvedimento del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica – presieduto dal Prefetto di Firenze dott. Luigi Varratta– che sospende la concessione dell’assistenza della Forza pubblica per eseguire gli sfratti sino all’11 gennaio. È un’impugnativa – fa presente la Confedilizia – che, al di là dello<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2013/01/impugnata-la-sospensione-desecuzione-degli-sfratti-a-firenze/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>La Confedilizia ha impugnato avanti il Tar il provvedimento del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica – presieduto dal Prefetto di Firenze dott. Luigi Varratta– che sospende la concessione dell’assistenza della Forza pubblica per eseguire gli sfratti sino all’11 gennaio.</em> </strong></p>
<p><strong>È un’impugnativa – fa presente la Confedilizia – che, al di là dello specifico periodo interessato (che peraltro segue un altro col quale era stata disposta la sospensione in questione dal 1° luglio al 20 settembre scorsi), mira ad evitare che di continuo forme di graduazione amministrativa degli sfratti (ufficiali o surrettizie, attraverso la regolamentazione dell’utilizzo della Forza pubblica) si sovrappongano alla graduazione giurisdizionale, che è l’unica prevista dalla legge e che non può essere sostituita neppure da provvedimenti regionali (che pure risultano essere stati assunti a Firenze).</strong><br />
<span id="more-5279"></span><br />
La Confedilizia sottolinea che (come rappresentato senza esito al Ministero dell’interno sempre a proposito della situazione toscana) l’Autorità giudiziaria amministrativa si è già espressa in molteplici sentenze – sempre su ricorsi della Confedilizia – sulla illegittimità di forme di graduazione amministrativa delle esecuzioni di rilascio.</p>
<p>La Confedilizia – nel rimarcare che né il Prefetto né il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica possono disciplinare, direttamente o indirettamente, l’attività degli Ufficiali giudiziari, i quali sono ausiliari dell’ordine giudiziario – evidenzia che il Tar di Milano, in particolare, ha rilevato che il provvedimento di sospensione dell’esecuzione degli sfratti</p>
<blockquote><p>“non è rapportabile a situazioni di urgenza e di grave necessità pubblica (tale non potendosi considerare l’impegno particolare delle forze dell’ordine nelle ricorrenti festività)”, osservando che non pare ammissibile “la sospensione generalizzata dell’impiego delle forse di polizia per un arco di tempo non esiguo in un determinato ambito settoriale, ciò traducendosi nell’interruzione di un servizio indefettibile qual è l’assistenza nell’esecuzione forzata dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria”.</p></blockquote>
<p>La Confedilizia ricorda, ancora, che la stessa Corte costituzionale è intervenuta in argomento dichiarando l’incostituzionalità di Commissioni per “l’eventuale” (come si esprimeva la legge cassata) graduazione degli <strong>sfratti </strong>e che le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno stabilito che <em>“la prestazione della forza pubblica si configura non come un provvedimento discrezionale, bensì come un vero e proprio atto dovuto da parte dell’amministrazione di polizia”.</em></p>
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		<title>Attualità fisco, l&#8217;Iva sulla tariffa rifiuti</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 00:00:07 +0000</pubDate>
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</div>Confedilizia sull’intervento delle procure. Il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato: &#8216;La notizia che per l’IVA applicata alla tariffa rifiuti si muovano le Procure, conferma ancora una volta il necessario ruolo di supplenza per il rispetto del diritto che la magistratura è costretta a svolgere ove la politica, per iattanza o per accidia,<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/10/attualita-fisco-liva-sulla-tariffa-rifiuti/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong>Confedilizia sull’intervento delle procure. Il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato:</strong> <em>&#8216;La notizia che per l’IVA applicata alla tariffa rifiuti si muovano le Procure, conferma ancora una volta il necessario ruolo di supplenza per il rispetto del diritto che la magistratura è costretta a svolgere ove la politica, per iattanza o per accidia, non intervenga. È davvero sconfortante che la politica, ancora una volta, non si sia attivata per far rispettare le sentenze in punto ed abbia, anzi, indirettamente avallato il comportamento di chi ha continuato – e continua – ad applicare l’Iva. Meravigliarsi, a questo punto, che il vento dell’antipolitica spiri sempre più forte, è mera cecità irresponsabile&#8217;.</em></p>
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		<title>Autonomie locali, rivedere il sistema dei controlli</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 02:02:11 +0000</pubDate>
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</div>Metà della spesa pubblica, è dovuta alle Autonomie locali e un Governo tecnico &#8211; come l’esperienza di questi giorni dimostra &#8211; può farci poco: così Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia. Ma un Governo politico non ci proverà neppure, a fare qualcosa: di Regioni, Provincie e Comuni (e così via) ce ne sono di destra e<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/09/autonomie-locali-rivedere-il-sistema-dei-controlli/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Metà della spesa pubblica, è dovuta alle Autonomie locali e un Governo tecnico &#8211; come l’esperienza di questi giorni dimostra &#8211; può farci poco: così Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia.</em></strong></p>
<p><strong>Ma un Governo politico non ci proverà neppure, a fare qualcosa: di Regioni, Provincie e Comuni (e così via) ce ne sono di destra e ce ne sono di sinistra, e al momento buono, come la storia di questi anni insegna, le Autonomie locali trovano regolarmente tutte le forze politiche, nessuna esclusa, pronte a difenderle, perché ciascuna di esse vuole difendere le proprie rispettive riserve clientelari.</strong><br />
<span id="more-4641"></span><br />
Per domare la spesa locale (che supera &#8211; tanto per dare un&#8217;idea &#8211; il 50 per cento del PIL) bisogna anzitutto por mano alla Costituzione. Meglio: bisogna mettere ordine nel Titolo V della Costituzione, che il centrosinistra ha nel 2001 affrettatamente riformato in modo tanto pressapochista quanto negativo, completando un percorso che fa sì che oggi non si sappia neppur più chi governa, nel nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;Esecutivo deve continuamente confrontarsi &#8211; all&#8217;atto pratico &#8211; con le Regioni più che con il Parlamento, e la Corte costituzionale è ingolfata da ricorsi indotti dall&#8217;incertezza di un testo seminato di mine interpretative ad ogni piè sospinto, a cominciare dalla legislazione concorrente (dalla sua definizione ai suoi contorni nonché alla individuazione dei principii generali) per continuare con la possibilità di stabilire tributi ed entrate proprie.</p>
<p>L’appello del Presidente della Corte dei Conti Giampaolino a rivedere il sistema dei controlli (introducendo, anche, poteri inibitori di urgenza e controlli preventivi di legittimità in capo ai giudici contabili), va accolto: è l’unico che può ottenere qualche risultato. In nessun Paese (europeo, perlomeno) le Autonomie locali godono di una situazione così privilegiata, con una Corte dei conti che può al massimo &#8211; al di là dei casi di responsabilità contabile &#8211; scrivere agli amministratori una letterina (chiamiamola con un nome che renda l&#8217;idea) per far presenti le proprie osservazioni di bilancio.</p>
<p>Proprio un presidente di questa Corte, Francesco Staderini, ha fatto presente &#8211; essendo già in vigore la richiamata riforma costituzionale &#8211; che lo Stato non può sottrarsi al potere dovere di dettare regole e prevedere controlli, sottolineando che in tutti i Paesi europei &#8211; Italia esclusa &#8211; si riscontrano restrizioni specifiche all&#8217;autonomia contabile-finanziaria locale.</p>
<blockquote><p>&#8216;Vorrei ricordare &#8211; così proseguì il presidente &#8211; che in Francia (in cui, per di più, i ragionieri/contabili degli enti locali sono addirittura funzionari del Ministero delle finanze) le Camere regionali dei conti approvano i bilanci preventivi e consuntivi e hanno il potere di prescrivere le modifiche da apportare per realizzare il pareggio effettivo; in Germania controlli altrettanto incisivi sono esercitati dalle Corti dei conti dei Länder per gli enti con una certa popolazione e da organi decentrati dagli stessi Länder per quelli minori; infine in Inghilterra un organo di controllo centrale (la Audit Commission) nomina i revisori dei conti, detta loro le prescrizioni operative e ne controlla l&#8217;attività&#8217;.</p></blockquote>
<p><strong>Da noi, niente di tutto questo. Chi allora può meravigliarsi dello spreco che caratterizza le Regioni e, in ispecie, i Comuni medio-grossi?</strong></p>
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		<title>Incontro con il Presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2012 02:00:16 +0000</pubDate>
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</div>&#8216;Sono fenomeni collegati la caduta dell&#8217;acquisto per investimenti e il carico degli sfratti&#8217;, dice il Presidente. Dipendono entrambi dalla penalizzazione dell&#8217;affitto, scientificamente portata avanti, a carico peraltro della sola proprietà diffusa &#8211; La cedolare è complicata all&#8217;inverosimile &#8211; Il concorso di patrimonialità e progressività porta all&#8217;esproprio surrettizio a doppio titolo. Da dove cominciamo, Presidente? Cominciamo<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/08/incontro-con-il-presidente-di-confedilizia-corrado-sforza-fogliani/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>&#8216;Sono fenomeni collegati la caduta dell&#8217;acquisto per investimenti e il carico degli sfratti&#8217;, dice il Presidente.</em></strong></p>
<p><strong>Dipendono entrambi dalla penalizzazione dell&#8217;affitto, scientificamente portata avanti, a carico peraltro della sola proprietà diffusa &#8211; La cedolare è complicata all&#8217;inverosimile &#8211; Il concorso di patrimonialità e progressività porta all&#8217;esproprio surrettizio a doppio titolo. </strong></p>
<p><strong><em>Da dove cominciamo, Presidente?</em></strong><br />
Cominciamo dalla situazione in essere. Caratterizzata dalla caduta verticale della richiesta di <strong>immobili per investimento</strong> e dal carico degli sfratti. Due fenomeni figli della stessa madre, la penalizzazione dell&#8217;affitto, scientificamente portata avanti in questi ultimi mesi, a carico peraltro della sola proprietà diffusa. Nessuno acquista più per ritrarne un reddito, anzitutto. E poi, chi ha bisogno di vendere per pagare le tasse, cerca di vendere un immobile libero. In questa situazione, nessuno tiene più in casa un inquilino moroso anche per qualche mese, come avveniva finora.<br />
<span id="more-4621"></span><br />
<strong><em>Ma allora, la cedolare non funziona?</em></strong><br />
Funziona fin troppo, per come è nata: complicata all&#8217;inverosimile, quando la sua caratteristica avrebbe dovuto essere esattamente opposta. Chi vuole optare per la cedolare, deve oggi rivolgersi ad una nostra sede, non può fare da sé. Ed anche molti professionisti lo riconoscono, e indirizzano alla più vicina sede territoriale della Confedilizia (oltre 200, in tutta Italia). La <strong>cedolare </strong>andrebbe semplificata, andrebbe ricondotta ad essere una vera e propria tassa piatta, come doveva essere. Allora, funzionerebbe ben di più, anche se quest&#8217;anno già si è notato un maggior ricorso alla <strong>cedolare </strong>rispetto all&#8217;anno sorso, quando molti hanno rimandato la scelta. La convenienza c&#8217;è nella maggior parte dei casi, proprio perché si è riusciti a tenerla indenne dalla forsennata campagna di penalizzazione dell&#8217;affitto. E poi, c&#8217;è la sua funzione di emersione del nero: i contratti nuovi al posto di contratti non regolari hanno potuto essere stipulati col nuovo anno.</p>
<p><strong><em>E le luci? Di luci, non ce ne sono proprio, Presidente?</em></strong><br />
Ce ne sono, e dobbiamo darne atto al Viceministro Ciaccia. Il Piano città contenuto nel decreto sviluppo va nella direzione giusta: quella, essenzialmente, del recupero e del riutilizzo, rispetto alle nuove costruzioni. E&#8217; una gran cosa, una scelta che ci voleva (magari fosse stata fatta prima&#8230;). Anche le agevolazioni per le ristrutturazioni sono un&#8217;altra luce, coerente con l&#8217;impostazione sostanziale del Piano città. Semmai, è incoerente con il disegno di favorire la ristrutturazione, la pervicace politica di penalizzazione dell&#8217;affitto condotta dai responsabili delle politiche fiscali (fino a tassare le stesse spese, ridicolmente ridotte alla percentuale forfettaria 5 per cento&#8230;!). C&#8217;è stato, bisogna dirlo, un chiaro scollamento fra Ministeri, le politiche abitative non sono state decise da chi ne ha (ufficialmente) la responsabilità. Ed è grave, perché le ristrutturazioni hanno sempre avuto, negli anni, questa caratteristica: quella di servire a riattare, e a rendere così affittabili, unità immobiliari tenute a disposizione solo forzatamente (a nessuno piace pagare tasse e avere un appartamento, o un negozio, vuoto).</p>
<p><strong><em>A proposito di negozi, qual è la situazione?</em></strong><br />
È quella degli uffici&#8230; Fin che per locarli si dovrà fare applicazione di una legge &#8211; quella dell&#8217;equo canone, di più di 30 anni fa &#8211; che il premier Monti criticava già nel &#8217;98, non si andrà mai da nessuna parte. La normativa è tuttora da soviet, e il provvedimento sulle liberalizzazioni neanche l&#8217;ha sfiorata, ignorando ogni nostro richiamo. Industriali e commercianti soffiano sul vento della libertà solo se spira in casa d&#8217;altri. Anche qua, una parola di elogio per il Viceministro Ciaccia: ma il suo tentativo in favore di una timida (e controllata) liberalizzazione è andato a vuoto, soffocato da potenti lobby interessate a far si che nulla cambi, a protezione di posizioni di rendita e a scapito delle nuove generazioni. Lo sfitto, dilaga per questo.</p>
<p><strong><em>Una parola per la tassazione immobiliare.</em></strong><br />
È caratterizzata, da noi, in un modo patrimoniale che non ha paragoni, perlomeno in tutta Europa. Ed è stata aggravata in modo intollerabile sulla base dell&#8217;erroneo presupposto (ormai smascherato, specie dopo i dati Eurostat) che essa fosse da noi più lieve che altrove, prima della manovra Monti di dicembre. Di fatto, si è perso ogni civile principio di collegamento col reddito (principio imposto ai politici, invece, dalla Corte costituzionale in Germania). Se a questo si aggiunge poi la constatazione che tutto ormai viene ricondotto alla progressività (a cominciare dalle addizionali), è facile concludere che la via dell&#8217;espropriazione surrettizia è trionfalmente sposata: la patrimonialità e la progressività concorrono entrambe a questo risultato, a doppio titolo. Piero Ostellino, l&#8217;ultimo vero difensore dello Stato liberale, ha scritto che questo Governo &#8216;si ispira ad un regime di socialismo reale&#8217;.</p>
<p>Un&#8217;affermazione che fa molto pensare, la redistribuzione dei patrimoni attraverso il fisco e la discriminazione della proprietà diffusa rispetto alle società di investimento (locupletate di agevolazioni per 500 milioni circa all&#8217;anno), sono due facce della stessa medaglia.</p>
<p><strong><em>Però, Presidente, ci sono degli osservatori che fanno previsioni rosee&#8230;</em></strong><br />
A chi ha degli immobili da vendere, queste previsioni fanno piacere. Per adesso, si registra solo un tonfo nelle <strong>compravendite </strong> che non ha precedenti. Non parliamo dell&#8217;<strong>affitto </strong>(con i relativi effetti sociali). Il calo dei prezzi ci potrà essere solo in certi casi, quelli di chi è costretto a vendere, gli attuali sono infatti &#8211; nella generalità &#8211; prezzi incomprimibili, se non a patto di perderci. Un vero mercato si potrà avere solo quando l&#8217;imposizione fiscale, oggi smodatamente squilibrata a carico dell&#8217;<strong>immobiliare </strong>(perlomeno quello della proprietà diffusa), sarà riequilibrata. E il mercato (anche quello dell&#8217;<strong>affitto</strong>) lo fa la proprietà diffusa, non certo le società fiscalmente privilegiate.</p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/08/incontro-con-il-presidente-di-confedilizia-corrado-sforza-fogliani/">Read more...</a></strong>
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		<title>Fiscalità sulle case tassazione patrimoniale senza paragoni</title>
		<link>http://news.cambiocasa.it/2012/05/fiscalita-case-tassazione-patrimoniale-senza-paragoni/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 02:00:08 +0000</pubDate>
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</div>Sugli immobili urbani gravano tributi di vario tipo: patrimoniale (sui quali è necessario soffermarsi più avanti in modo particolare), reddituale (l’Irpef e relative addizionali comunali e regionali, nonché l’Ires); sui trasferimenti (Iva, imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale, imposta sulle successioni e sulle donazioni). E il settore è poi colpito, direttamente o indirettamente, da<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/05/fiscalita-case-tassazione-patrimoniale-senza-paragoni/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong>Sugli immobili urbani gravano tributi di vario tipo: patrimoniale (sui quali è necessario soffermarsi più avanti in modo particolare), reddituale (l’Irpef e relative addizionali comunali e regionali, nonché l’Ires); sui trasferimenti (Iva, imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale, imposta sulle successioni e sulle donazioni). </strong></p>
<p><strong>E il settore è poi colpito, direttamente o indirettamente, da un’altra serie di forme di imposizione: dall’Irap alla tassa o tariffa sui rifiuti (con la maggiorazione Monti), dall’imposta sostitutiva sui mutui al tributo provinciale per l’ambiente. Fino ad arrivare ai contributi ai Consorzi di bonifica. </strong><br />
<span id="more-4065"></span></p>
<blockquote><p>&#8216;Sui tributi di tipo patrimoniale – <strong>commenta Corrado Sforza Fogliani, </strong>presidente Confedilizia &#8211; è bene dire con chiarezza che in un ordinamento fiscale caratterizzato dal principio della tassazione su base reddituale, gli immobili urbani sono gli unici beni tassati su base patrimoniale, attraverso una serie di tributi: l’Imu e la stessa Irpef sulle “seconde case”; l’imposta di scopo comunale, un’addizionale alla vecchia Ici, di molto appesantita con il Governo Monti, attraverso la quale i Sindaci possono mettere in cantiere delle opere pubbliche e farsele finanziare al 100% da una sola categoria di contribuenti, quella dei proprietari di casa (in molti casi non votanti in quanto non residenti); l’imposta di scopo provinciale, un’ulteriore addizionale alla vecchia Ici introdotta con il federalismo fiscale, modellata sull’impianto dell’imposta di scopo comunale ma che potrà essere istituita anche per “particolari scopi istituzionali”… ; il Tributo rifiuti e servizi: un tributo che, alla parte sostitutiva della tassa/tariffa rifiuti, affianca una maggiorazione (del tutto inedita, finora) collegata a servizi indivisibili (dalla viabilità all’illuminazione delle strade, fino alla polizia urbana, per capirci), e quindi irragionevole in sé, ma per di più avente come (assurda) base imponibile il valore catastale degli immobili. Il quadro sopra descritto dimostra come la fiscalità immobiliare necessiti in Italia – specie dopo la manovra Monti – di un’azione di equità&#8217;.</p></blockquote>
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		<title>La storia incredibile dell&#8217;Imu bis e l&#8217;affermazione di Einaudi alla Costituente</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 02:00:29 +0000</pubDate>
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</div>Dietro la &#8216;persecuzione&#8217; dell&#8217;immobiliare, il disegno di una redistribuzione dei patrimoni? Questa è la domanda che pone e si pone Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia. L&#8217;imposta di scopo comunale (ma c&#8217;è anche quella provinciale, istituita nel maggio dell&#8217;anno scorso con uno dei tanti provvedimenti sul federalismo) nacque con Prodi e aveva limiti ben precisi (specifiche<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2012/05/la-storia-incredibile-dellimu-bis-e-laffermazione-di-einaudi-alla-costituente/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Dietro la &#8216;persecuzione&#8217; dell&#8217;immobiliare, il disegno di una redistribuzione dei patrimoni? Questa è la domanda che pone e si pone Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia.</em></strong></p>
<p><strong>L&#8217;imposta di scopo comunale (ma c&#8217;è anche quella provinciale, istituita nel maggio dell&#8217;anno scorso con uno dei tanti provvedimenti sul federalismo) nacque con Prodi e aveva limiti ben precisi (specifiche opere pubbliche, finanziabili con l&#8217;imposta in questione &#8211; soprattutto &#8211; solo sino al 30 per cento). Poi, il federalismo municipale: che stabilì che, con regolamento dello Stato, si sarebbe potuto 1) allargare l&#8217;elenco delle fattispecie di opere pubbliche finanziabili con l&#8217;imposta di scopo; 2) prevedere che essa fosse applicata anche per 10 anni, anzicchè per soli cinque; 3) attribuire, soprattutto, ai Comuni la possibilità di finanziare con l&#8217;imposta in questione anche l&#8217;intero ammontare della spesa per l&#8217;opera pubblica da realizzare.</strong><br />
<span id="more-4053"></span><br />
Ora, un nuovo decisivo allargamento: quello che si poteva fare solo con regolamento statale, lo potranno adesso fare i Comuni stessi, direttamente, con proprio regolamento. E questo, accompagnato da un gravosissimo appesantimento: l&#8217;imposta (fermo il fatto che la misura dell&#8217;aliquota non potrà essere superiore allo 0,5 per mille) si applicherà anche alle prime case e sulla stessa base imponibile dell&#8217;Imu (su rendite catastali, cioè, aumentate del 60 per cento rispetto all&#8217;Ici).</p>
<p>Dalla Repubblica (che scoprì la cosa tra le pieghe del provvedimento sulle &#8216;semplificazioni&#8217; tributarie) la nuova versione dell&#8217;imposta di scopo venne subito battezzata &#8211; non senza ragione &#8211; come un&#8217;Imu bis. E, per quel giorno, fu tutto un affannarsi di politici e di rappresentanti di partito a prendere le distanze dalla nuova imposta (l&#8217;ennesima, di questo Governo) sulla proprietà della casa. Dopo di che, ci si aspettava &#8211; naturalmente, ma era solo un&#8217;ingenuità &#8211; che la nuova Imu non l&#8217;avrebbe passata liscia, in Senato. E&#8217; invece accaduto perfettamente l&#8217;opposto, l&#8217;incredibile: che non se ne è neppure parlato, o quasi.</p>
<blockquote><p>In Commissione, c&#8217;è stato solo un fugace accenno del presidente della stessa, che si è limitato a dire che, con il provvedimento, &#8216;si consente ai Comuni di disciplinare con regolamento l&#8217;imposta di scopo, nel quadro della disciplina recata dalla legge finanziaria del 2007&#8243; (Prodi). In assemblea, è poi intervenuta in argomento solo una senatrice del Pd (peraltro, per esprimere piena approvazione al provvedimento proposto da una collega del Pdl) mentre il Sottosegretario all&#8217;economia e alle finanze ha &#8211; testualmente &#8211; detto questo: che l&#8217;intervento sull&#8217;imposta di scopo costituiva &#8216;semplicemente l&#8217;aggiustamento formale conseguente al fatto che l&#8217;Ici è stata sostituita dall&#8217;Imu&#8217;. Nelle dichiarazioni di voto, da ultimo, solo un senatore dell&#8217;Idv ha fatto un cenno (critico) all&#8217;imposta di scopo.</p></blockquote>
<p><strong>La vicenda è emblematica<br />
e si presta a molteplici considerazioni</strong><br />
<strong>La prima considerazione</strong> è che questa vicenda dimostra, ancora una volta, quanto sia vero ciò che tutti coloro che hanno approfondito la storia del fiscalismo, sanno bene: che ogni imposta nasce piccola piccola, lieve, controllata e che poi progressivamente (e inesorabilmente) si allarga e appesantisce, sotto la spinta dei politici &#8211; o dei &#8216;tecnici&#8217; &#8211; di turno.</p>
<p><strong>Seconda considerazione. </strong><br />
In questo particolare momento, le dichiarazioni del mondo politico hanno più che mai nessuna attendibilità. Come s&#8217;è visto, s&#8217;è passati &#8211; da un giorno all&#8217;altro &#8211; dalle più aspre critiche (sulle agenzie di stampa) al silenzio assoluto (in Commissione e in aula). Il Parlamento è, di fatto, sotto scacco, deve &#8211; con il Governo che agita ad ogni piè sospinto lo spauracchio della Grecia &#8211; votare e basta. La conquista dell&#8217;approvazione di un ordine del giorno viene, significativamente, contrabbandata per un successo.</p>
<p><strong>Terza considerazione. </strong><br />
In un suo comunicato, il Ministero dell&#8217;economia e delle finanze s&#8217;è affrettato a dire che l&#8217;imposta di scopo è stata sinora applicata da 20 Comuni in tutto. Ma certo&#8230;, i Comuni non l&#8217;hanno applicata perché non potevano contare sul gettito delle prime case e, soprattutto, potevano con l&#8217;imposta finanziare le opere pubbliche solo al 30 per cento (le modifiche del federalismo non sono infatti entrate in vigore, in mancanza del previsto regolamento statale, mai emanato).</p>
<p>Il resto dovevano mettercelo i Comuni stessi, per così dire di tasca propria. Ma ora, invece, potranno &#8211; a briglia sciolta &#8211; finanziare con l&#8217;imposta ogni opera pubblica che essi vogliano, al 100 per cento: ed è facile immaginare &#8211; affamati come sono di soldi &#8211; che a poco a poco faranno largo uso dell&#8217;imposta, come rivisitata. Già Luigi Einaudi, del resto, diceva alla Costituente (seduta 31.7.1946) che &#8211; in sostanza &#8211; quando gli amministratori locali hanno una possibilità in materia tributaria, è per loro pressochè un fatto d&#8217;onore sfruttarla al massimo limite consentito.</p>
<p><strong>Quarta, ed ultima, considerazione.</strong><br />
Il Governo Monti è alla disperata ricerca &#8211; per (tentare di) mettere ordine nei conti pubblici, sperando che serva &#8211; di nuove entrate. Ai Comuni (che pretendono &#8211; e su questa strada vengono paradossalmente seguiti da tutti perchè di Comuni ce n&#8217;è di destra e ce n&#8217;è di sinistra &#8211; che la loro intera spesa pregressa sia incomprimibile, come se &#8211; specie i più grossi &#8211; non fossero invece caratterizzati da sprechi enormi, intollerabili, che non hanno di certo l&#8217;eguale neanche nello Stato), ai Comuni &#8211; dunque &#8211; Monti ha tolto fondi, per proprie necessità (l&#8217;Imu lo prova).</p>
<p>Però, dà loro soldi in altro modo: ad esempio, e siamo in argomento, rompendo la (preesistente) diga in materia di imposta di scopo. Inutile poi dire che il cespite colpito è sempre quello prediletto da questo Governo: gli immobili (ma, rigorosamente, solo quelli della proprietà diffusa; ferma la protezione delle Siiq, delle Siinq e dei fondi immobiliari, cioè di forme di investimento ricolme di costosissime &#8211; per lo Stato &#8211; e non toccate agevolazioni fiscali).</p>
<p>Ciò che fa seriamente pensare a molti che, dietro questo accanimento tributario a carico di uno specifico settore dell&#8217;immobiliare, vi sia &#8211; da parte di frange ministeriali tuttora simpatizzanti di superate concezioni &#8211; un più ampio (surrettizio) disegno: quello di provocare, con provvedimenti fiscali a raffica a carico delle case e degli affitti, una vera e propria redistribuzione dei patrimoni. A riprova, la dichiarata disponibilità a diminuire le sole imposte sui trasferimenti. Per favorire la mobilità della proprietà degli immobili, appunto.</p>
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