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	<title>Cambiocasa News &#187; Acustica in edilizia</title>
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		<title>Sindrome da edificio malato</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2014 09:09:06 +0000</pubDate>
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</div>Sembra strano da sentire ma l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la &#8220;Sindrome da edificio malato&#8221; come una malattia vera e propria. Si tratta di sintomi derivanti dalla presenza di elementi tossici negli edifici domestici e lavorativi. Vediamo insieme le cause di questa nuova malattia. Una prima causa è la presenza di materiali sintetici dell&#8217;arredamento<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2014/05/sindrome-da-edificio-malato/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p>Sembra strano da sentire ma l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la &#8220;Sindrome da edificio malato&#8221; come una malattia vera e propria. Si tratta di sintomi derivanti dalla presenza di elementi tossici negli edifici domestici e lavorativi.</p>
<p>Vediamo insieme le cause di questa nuova malattia. Una prima causa è la presenza di materiali sintetici dell&#8217;arredamento e nelle finiture. I sintomi che ne conseguono sono mal di gola e raffreddore che molto spesso spariscono lasciando l&#8217;ambiente &#8220;infetto&#8221;.<br />
Altre cause della &#8220;sindrome da edificio malato&#8221; sono la non sufficiente illuminazione, la presenza di computer accesi, la mancata ventilazione e la presenza di muffe; queste ultime due cause si creano con la condensa vicino agli infissi e con i continui sbalzi di temperatura. Sarebbe quindi consigliabile di areare le stanze almeno due volte al giorno.</p>
<p>Gli elementi tossici sono presenti nelle vernici, nelle colle, nelle stampanti, nel tabacco, negli insetticidi, nei cosmetici, nei deodoranti, nei prodotti per la casa, nei tessuti, e provocano molti disturbi quali irritazioni agli occhi al naso e alla gola, mal di testa, vertigini, asma, nausea e possono diventare addirittura più gravi.</p>
<p>Si consiglia quindi l&#8217;utilizzo di prodotti biologici e naturali, che si possono trovare anche nei supermercati a prezzi decisamente più ragionevoli rispetto a qualche anno fa. Lo stesso vale per l&#8217;arredamento e l&#8217;edilizia.</p>
<p>Infine il radon è uno degli elementi più pericolosi per la salute dell&#8217;uomo. E&#8217; un gas ed è presente su tutta la superficie terrestre. Proprio perchè è un gas può disperdersi sia nei liquidi che nell&#8217;aria. Per ridurre o cancellare l&#8217;impatto del radon e possibile costruire un pozzo collegato ad un ventilare che raccoglie il radon e lo espelle. Si possono anche chiudere le vie di penetrazione dal sottosuolo o utilizzare una pompa che aspira il gas nocivo. Nella vita di tutti i giorni l&#8217;unico modo di contrastare l&#8217;espansione del radon e di areare frequentemente gli ambienti.</p>
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		<title>News, Riqualificazione energetica e acustica degli edifici</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 00:00:27 +0000</pubDate>
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</div>Si terrà martedì 14 giugno al Centro Congressi UdineFiere l&#8217;appuntamento promosso da EdicomEdizioni e Cisme per far conoscere ai progettisti del Friuli Venezia Giulia le novità tecnologiche e le scelte progettuali più adeguate per la riqualificazione energetica e acustica del patrimonio edilizio esistente. La riqualificazione energetica e acustica del patrimonio edilizio attraverso l&#8217;utilizzo di tecniche<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/06/news-riqualificazione-energetica-e-acustica-degli-edifici/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Si terrà martedì 14 giugno al Centro Congressi UdineFiere l&#8217;appuntamento promosso da EdicomEdizioni e Cisme per far conoscere ai progettisti del Friuli Venezia Giulia le novità tecnologiche e le scelte progettuali più adeguate per la riqualificazione energetica e acustica del patrimonio edilizio esistente.</em></strong></p>
<p><strong>La riqualificazione energetica e acustica del patrimonio edilizio attraverso l&#8217;utilizzo di tecniche e materiali che consentono un miglioramento delle prestazioni degli edifici è ormai un tema di stretta attualità che sempre di più interessa progettisti e committenti friulani, d&#8217;altra parte l&#8217;evoluzione normativa sia in tema di certificazione energetica che di classificazione acustica degli edifici si sta allineando alle esigenze di utenti e tecnici.</strong><br />
<span id="more-2315"></span><br />
<strong><em>Imparare a progettare in modo integrato</em></strong><br />
La relazione di apertura, affidata all&#8217;arch. Jacopo Gaspari dello IUAV di Venezia, riguarderà gli <strong>interventi di recupero</strong>, gli obiettivi prestazionali e le strategie progettuali per aumentare le <strong>caratteristiche termiche dell&#8217;involucro e correggere i ponti termici.</strong></p>
<p>Per migliorare <strong>l&#8217;efficienza energetica</strong> complessiva e garantire un&#8217;adeguata<strong> prestazione acustica</strong> la <strong>progettazione degli interventi di riqualificazione</strong> deve essere effettuata in modo integrato considerando il fabbricato come un organismo unitario attraverso lo studio attendo degli <strong>elementi architettonici, strutturali ed impiantistici.</strong></p>
<p><strong><em>Uno sguardo all&#8217;innovazione tecnologica</em></strong><br />
Le scelte progettuali devono, inoltre, tenere in debito conto <strong>l&#8217;innovazione tecnologica</strong>, individuando le tecniche costruttive, i materiali più innovativi e le tecnologie impiantistiche più evolute per garantire <strong>l&#8217;efficienza e la sicurezza dell&#8217;edificio</strong>, adeguati livelli di <strong>comfort abitativo e il rispetto dell&#8217;ambiente</strong> sia in termini di emissioni che di consumo di risorse.</p>
<p><strong>L&#8217;appuntamento di Udine sarà perciò un&#8217;occasione importante</strong> per conoscere e toccare con mano alcune delle più avanzate tecnologie per<strong> l&#8217;isolamento termoacustico dell&#8217;involucro </strong>per arrivare a <strong>tegole e coppi fotovoltaici </strong>che integrano tradizione ed innovazione in un unico prodotto.</p>
<p><strong>Info e Iscrizioni</strong><br />
<strong>La partecipazione al convegno è gratuita</strong> previa iscrizione sul sito di EdicomEdizioni oppure scaricando e compilando l&#8217;apposito modulo di adesione.<br />
<strong>* Ai geometri partecipanti saranno riconosciuti 2 crediti formativi per la formazione continua.<br />
* Ai periti industriali partecipanti saranno riconosciuti i crediti formativi per la formazione continua.</strong></p>
<p><strong>EdicomEdizioni</strong><br />
Casa editrice specializzata, punto di riferimento italiano per il <strong>costruire sostenibile,</strong> da anni affianca all&#8217;attività editoriale la promozione sul territorio di una cultura del <strong>progettare sostenibile</strong> con il patrocinio degli ordini professionali e in partnership con le più importanti aziende del settore.</p>
<p><strong>CISME</strong><br />
Da circa 25 anni <strong>CISME </strong>riunisce, per la commercializzazione dei propri prodotti, un gruppo di professionisti e rivenditori di materiali edili.Tutti i materiali in vendita sono garantiti da certificazione di assoluta qualità e abbracciano <strong>tutti i settori riferiti alla &#8216;casa&#8217;.</strong> Oggi CISME è collegato a DEUS prima realtà nazionale che raggruppa 5 consorzi operanti in Friuli, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia.</p>
<p><strong>Arch. Jacopo Gaspari</strong><br />
Si laurea in Architettura con una tesi in Tecnologie del Recupero Edilizio nel 2001 presso l&#8217;Università IUAV di Venezia; nel 2003 consegue il Master in Restauro Strutturale dei Monumenti e dell&#8217;Edilizia Storica presso l&#8217;Università di Padova, Facoltà di Ingegneria; nel 2006 è Dottore di Ricerca in Tecnologia dell&#8217;Architettura. Oltre a svolgere attività libero-professionale, è docente incaricato di Tecnologia dell&#8217;Architettura presso l&#8217;Università IUAV di Venezia dove si occupa di ricerca nel campo del recupero edilizio, delle tecnologie a secco e della sostenibilità nelle costruzioni. <strong>È autore per EdicomEdizioni di diversi saggi tra cui &#8216;Il progetto dell&#8217;involucro efficiente: soluzioni e stratigrafie per la nuova costruzione e il recupero&#8217; e &#8216;L&#8217;innovazione tecnologica e la sostenibilità nelle costruzioni&#8217;.</strong></p>
<p><strong>PER INFO:<br />
dott. Marco Pagano<br />
mob. 320.3534777<br />
tel. 0481.484488<br />
fax 0481.485721<br />
press@edicomedizioni.com<br />
www.edicomedizioni.com<br />
www.expo-meeting.com<br />
</strong></p>
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		<title>Legambiente fotografa l&#8217;edilizia scolastica italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 00:00:00 +0000</pubDate>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/03/edilizia-scolastica.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Legambiente fotografa l&#039;edilizia scolastica italiana" />
</div>Il 36% degli edifici necessita di interventi di manutenzione urgenti e il 50% è in aree a rischio sismico Il 36% degli edifici scolastici italiani è in situazione di emergenza e la percentuale delle scuole che necessita di interventi di manutenzione straordinaria non ha fatto registrare variazioni positive negli ultimi anni. Su 42.000 edifici, infatti,<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/03/legambiente-fotografa-ledilizia-scolastica-italiana/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Il 36% degli edifici necessita di interventi di manutenzione urgenti e il 50% è in aree a rischio sismico </em></strong></p>
<p><strong>Il 36% degli edifici scolastici italiani è in situazione di emergenza e la percentuale delle scuole che necessita di interventi di manutenzione straordinaria non ha fatto registrare variazioni positive negli ultimi anni. Su 42.000 edifici, infatti, la metà è situata ancora in aree a rischio sismico e solo il 58% possiede il certificato di agibilità. È questa l&#8217;allarmante fotografia scattata da Ecosistema scuola 2011, il rapporto di Legambiente sull&#8217;edilizia scolastica, presentato il 1° marzo a Lucca.</strong><br />
<span id="more-1938"></span><br />
<strong>L&#8217;indagine di Legambiente</strong> sulle scuole d&#8217;infanzia primarie e secondarie di primo grado di 93 capoluoghi di provincia racconta di un <strong>patrimonio edilizio scolastico</strong> ancora in stato di emergenza, in cui il 36% degli <strong>edifici </strong>necessita di <strong>interventi di manutenzione</strong> immediati.</p>
<p>La <strong>messa in sicurezza antisismica </strong>delle scuole costruite prima degli anni Settanta, e prima dell&#8217;entrata in vigore dei provvedimenti per le <strong>costruzioni </strong>localizzate in <strong>aree sismiche</strong>, a rappresentare una delle <strong>emergenze </strong>cui far fronte, dal momento che oltre il 50% dei 42.000 <strong>edifici scolastici italiani</strong> si trova in aree a <strong>rischio sismico,</strong> il 9% è a<strong> rischio idrogeologico</strong>, meno del 50% possiede il certificato di collaudo statico e solo il 10,14% è costruito secondo <strong>criteri antisismici. </strong></p>
<p>Secondo il rapporto, tuttavia, quasi nella totalità degli edifici vengono fatte prove di evacuazione, più del 90% ha le porte antipanico, ma la <strong>certificazione di prevenzione incendi</strong> è solo nel 35,4% e le <strong>scale di sicurezza</strong> sono presenti in poco più del 50%.</p>
<p>Ma oltre a non essere in sicurezza, le scuole italiane non monitorano neanche il rischio ambientale: malgrado la legge 257 del 1992 richieda alle regioni il censimento degli edifici in cui siano presenti strutture in amianto, ben il 18% dei comuni non fa il monitoraggio. Stesso discorso per il radon, monitorato solo dal 30% delle amministrazioni mentre sono assolutamente sottovalutati i rischi derivanti dalla vicinanza ad elettrodotti, monitorati solo dall’11% dei comuni e presenti in una percentuale del 3,4%.</p>
<p>Quasi il 17% degli edifici si trova invece a meno di 5 chilometri da industrie e il 10,5% a meno di 1 chilometro da fonti di <strong>inquinamento acustico.</strong> 15% è la percentuale degli istituti che si trovano in prossimità di antenne per i cellulari, mentre solo il 4% degli edifici si trova vicino a emittenti radio televisive.</p>
<p>Interessante, invece, il trend positivo sul <strong>risparmio energetico</strong> con la crescita nell&#8217;arco di quattro anni delle scuole che utilizzano <strong>fonti di illuminazione a basso consumo</strong>, da 46,5% a più di 63%, e quelle che utilizzano<strong> energia da fonti rinnovabili</strong>, giunte a più dell&#8217;8%. Tra le regioni che spiccano per specifici investimenti sulle <strong>energie pulite</strong> nelle scuole ci sono <strong>Puglia, Abruzzo e Toscana</strong> con una percentuale di edifici che utilizzano<strong> fonti rinnovabili </strong>doppia rispetto al dato medio nazionale.</p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/03/legambiente-fotografa-ledilizia-scolastica-italiana/">Read more...</a></strong>
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		<title>Classificazione acustica degli edifici secondo la UNI 11367 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 02:00:37 +0000</pubDate>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2010/10/Balduzzi.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Classificazione acustica degli edifici secondo la UNI 11367 2010" />
</div>Classificazione acustica degli edifici secondo la UNI 11367 2010 Si svolgerà a Milano il 18 novembre 2010 il corso &#8220;Classificazione acustica degli edifici secondo la UNI 11367:2010&#8243; Il corso è organizzato dall&#8217;UNI al fine di presentare la norma, motivando anzitutto le scelte adottate, spiegare i requisiti acustici cui essa fa riferimento, i loro ambiti di<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/10/classificazione-acustica-degli-edifici-secondo-la-uni-11367-2010/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2010/10/Balduzzi.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Classificazione acustica degli edifici secondo la UNI 11367 2010" />
</div><p><strong><em>Classificazione acustica degli edifici secondo la UNI 11367 2010 </em></strong></p>
<p><strong><em>Si svolgerà a Milano il 18 novembre 2010 il corso &#8220;Classificazione acustica degli edifici secondo la UNI 11367:2010&#8243; </em></strong></p>
<p><strong>Il corso è organizzato dall&#8217;UNI al fine di presentare la norma, motivando anzitutto le scelte adottate, spiegare i requisiti acustici cui essa fa riferimento, i loro ambiti di applicazione e di esclusione, le metodologie di misurazione (distinguendo le unità immobiliari singolari da quelle seriali), le modalità di determinazione delle classi acustiche. Saranno discussi alcuni casi pratici. </strong><br />
<span id="more-1205"></span><br />
È stata recentemente pubblicata dall&#8217;<strong>UNI la norma UNI 11367:2010</strong> concernente la <strong>classificazione acustica</strong> delle <strong>unità immobiliari.</strong> Essa definisce una suddivisione in classi basata su una serie di <strong>requisiti acustici </strong>relativi ad elementi tecnici edilizi.</p>
<p>La <strong>norma </strong>stabilisce i criteri per la loro <strong>misurazione </strong>(<strong>campionamento, tecniche di rilevamento, calcolo dell&#8217;incertezza, dichiarazione della classe</strong>) che viene effettuata sul costruito. Essa inoltre presenta una serie di esempi, sviluppati in modo molto articolato, per facilitarne la corretta applicazione.</p>
<p><strong>Obiettivi</strong><br />
Il <strong>corso </strong>si propone di presentare la <strong>norma</strong>, motivando anzitutto le scelte adottate; vengono poi spiegati i <strong>requisiti acustici </strong>cui essa fa riferimento, i loro ambiti di applicazione e di esclusione, le <strong>metodologie di misurazione </strong>(distinguendo le <strong>unità immobiliari</strong> singolari da quelle seriali), le modalità di determinazione delle<strong> classi acustiche</strong>. Saranno discussi alcuni casi pratici.</p>
<p><strong>Il corso è rivolto a:</strong><br />
&#8211; progettisti e direttori lavori (ingegneri e architetti) di edifici abitativi,<br />
&#8211; costruttori,<br />
&#8211; tecnici competenti in acustica esperti in materia edilizia,<br />
&#8211; tecnici degli uffici comunali e in generale degli enti locali,<br />
&#8211; tecnici degli organismi di vigilanza (ASL ed ARPA).</p>
<p><strong>Quota di iscrizione</strong><br />
<strong>&#8211; Socio UNI (effettivo): € 250.00 + IVA 20%<br />
&#8211; NON Socio: € 310,00 + IVA 20%<br />
È prevista una riduzione del 10% per l&#8217;iscrizione di 3 o più partecipanti appartenenti alla stessa organizzazione.</strong></p>
<p><strong>La quota comprende</strong><br />
Documentazione didattica &#8211; Norma UNI 11367:2010 &#8211; Attestato di partecipazione<br />
Qualora non si desiderasse ricevere la norma:<br />
&#8211; Socio UNI (effettivo) € 220,00 + IVA 20%<br />
&#8211; NON Socio € 250,00 + IVA 20%</p>
<p><strong>Per maggiori informazioni contattare:<br />
Centro Formazione UNI<br />
Tel. 02 70024440 &#8211; E-mail: formazione4@uni.com<br />
Tel. 06 69923074 &#8211; E-mail: formazione3@uni.com<br />
</strong></p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/10/classificazione-acustica-degli-edifici-secondo-la-uni-11367-2010/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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		<title>L&#8217;amianto in edilizia, la polvere che uccide</title>
		<link>http://news.cambiocasa.it/2010/09/lamianto-in-edilizia-la-polvere-che-uccide/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 05:00:43 +0000</pubDate>
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</div>L&#8217;amianto in edilizia, la polvere che uccide Fino alla fine degli anni &#8217;70 l&#8217;amianto e il cemento amianto sono stati largamente utilizzati in edilizia e in molti prodotti di utilizzo comune Le fibre di amianto volatili, se inalate, espongono le persone ad un particolare tipo di tumore, il mesotelioma maligno. La Lombardia, con il Piemonte<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/09/lamianto-in-edilizia-la-polvere-che-uccide/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>L&#8217;amianto in edilizia, la polvere che uccide</em></strong></p>
<p><strong><em>Fino alla fine degli anni &#8217;70 l&#8217;amianto e il cemento amianto sono stati largamente utilizzati in edilizia e in molti prodotti di utilizzo comune</em></strong></p>
<p><strong>Le fibre di <strong>amianto </strong>volatili, se inalate, espongono le persone ad un particolare tipo di tumore, il mesotelioma maligno. La Lombardia, con il Piemonte e la Liguria, vanta il triste primato dei decessi per tumori collegati all’esposizione. La Regione Lombardia, tra le prime in Italia, ha ora deciso di essere libera dall&#8217;amianto entro il 2016. Entro quella data, quindi, dovranno essere concluse le bonifiche e il corretto trattamento di una enorme quantità di amianto e di cemento-amianto. </strong><br />
<span id="more-979"></span><br />
Com&#8217;è possibile raggiungere l&#8217;obiettivo di &#8216;liberarci&#8217; dall&#8217;<strong>amianto </strong>se non ci sono siti di conferimento a norma? E cos&#8217;è esattamente l&#8217;amianto? <strong>L&#8217;amianto </strong>(conosciuto anche come asbesto) è un insieme di minerali fibrosi capaci di frantumarsi in fibre fino a mille volte più piccole di un capello.</p>
<p>Grazie alle sue proprietà di resistenza al calore, di<strong> isolamento acustico</strong> e di basso costo, in passato è stato largamente impiegato nell&#8217;<strong>edilizia </strong>(a spruzzo, in tegole, lastre e pannelli, tubazioni, pavimenti vinilici), nell&#8217;industria (come isolante termico e acustico) e nel settore dei trasporti (per freni, frizioni, guarnizioni, carter di protezione dei tubi di scarico, rivestimenti del vano motore, coibentazioni di treni, navi e autobus). Fino agli anni &#8217;90 ce lo siamo ritrovato in più di 3.000 prodotti. Grazie alla legge 257 del 1992 l&#8217;amianto è poi stato bandito, ma è ancora molto diffuso in Italia e tanti siti contaminati attendono di essere bonificati.</p>
<p><strong>I rischi per la salute</strong><br />
L&#8217;<strong>amianto </strong>ha un pesante <strong>impatto sanitario</strong> sulla popolazione: ogni anno in Italia emergono circa 1300 mesoteliomi, particolare tipo di tumore legato all&#8217;esposizione professionale, ambientale e domestica. I <strong>rischi </strong>per la <strong>salute </strong>derivano dall&#8217;inalazione delle fibre disperse in aria. L&#8217;esposizione prolungata alle fibre causa patologie gravi come l&#8217;asbestosi (che colpisce i polmoni e causa insufficienza respiratoria) e tumori all&#8217;apparato respiratorio (pleura e polmoni), ma non solo (anche laringe e ovaie). Le malattie possono insorgere dopo molti anni dall&#8217;esposizione, anche fino a 40, e il periodo di latenza è talmente lungo che gli epidemiologi prevedono un picco nei prossimi dieci anni.</p>
<p><strong>Cosa dice la Legge</strong><br />
La Legge 27 marzo 1992 n° 257 mette al bando la produzione, la commercializzazione e l&#8217;impiego di materiali contenenti fibre di <strong>amianto</strong>, prevedendo la realizzazione di <strong>Piani Regionali Amianto </strong>a cura delle diverse <strong>Regioni</strong>. Se in <strong>Lombardia</strong>, ad esempio, la <strong>lotta all&#8217;amianto</strong> è normata dalla Legge regionale 17 del 2003 non tutte le <strong>Regioni</strong>, ad oggi, hanno provveduto a redigere i <strong>Piani</strong>.</p>
<p><strong>La paura</strong><br />
La paura si può toccare con mano a <strong>Crescenzago</strong>, prima periferiamilanese. Le chiamano <strong>case bianche</strong> o <strong>case minime</strong>. Sono 117 appartamenti monofamiliari con giardinetto. Li hanno costruiti negli anni &#8217;50, ci abitano 300 persone. Tutto in eternit: <strong>tetti</strong>, condotte, <strong>coibentazioni</strong>. Lastre e onduline si sono sgretolate negli anni, quando c&#8217;è vento le <strong>fibre di amianto</strong> volano. Accanto alle case: un asilo, una scuola, un parco giochi.</p>
<p>Il<strong> Rapporto di Legambiente</strong> sull&#8217;<strong>amianto </strong>del maggio 2010 afferma categoricamente che è necessaria &#8216;una adeguata pianificazione per la realizzazione di un&#8217;impiantistica di trattamento e smaltimento a supporto delle operazioni di <strong>bonifica</strong>, da realizzare prioritariamente in prossimità dei luoghi maggiormente interessati dal problema&#8217;. Come a dire che senza impianti di conferimento e discariche controllate e a norma di legge non sarà possibile fare le <strong>bonifiche </strong>e liberarsi dall&#8217;incubo <strong>amianto</strong>.</p>
<p>Ad oggi la mancanza di impianti costringe gli operatori ad esportare grandi quantità di eternit verso i siti in Germania e in altri Paesi europei, con un aggravio ambientale e di costi. Non solo. La carenza di impianti incentiva le discariche abusive, vera bomba ecologica e pericolo costante per la salute di tutti. Il territorio italiano è cosparso di discariche illegali e lastre di amianto abbandonate. Un pericolo mortale che deve essere combattuto realizzando <strong>impianti e siti</strong> di conferimento controllati, a norma e <strong>certificati (Iso, Emas).</strong></p>
<p>La <strong>Regione Lombardia</strong>, ad esempio, prevede la realizzazione di 5 discariche controllate di cemento-amianto, autorizzando una capacità di conferimento di 2 milioni di metri cubi. Ad oggi, il metodo migliore per assicurare la non pericolosità dell&#8217;<strong>amianto </strong>e del <strong>cemento-amianto</strong>, infatti, resta il conferimento in discarica controllata per rifiuti speciali pericolosi impermeabilizzata e attrezzata nella massima sicurezza sotto il costante controllo delle <strong>autorità pubbliche (Arpa, Asl, Comune e Regione).</strong></p>
<p>L&#8217;importante è muoversi in fretta. Per evitare, nei prossimi decenni, di far diventare l&#8217;<strong>amianto </strong>un grave problema nazionale.</p>
<p><strong>Fonte: greenews.info</strong></p>
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