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	<title>Cambiocasa News &#187; prestiti</title>
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	<description>News e Informazioni Immobiliari</description>
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		<title>Mercato immobiliare, le compravendite e le tasse</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 02:00:10 +0000</pubDate>
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</div>Le continue richieste di introduzione di un&#8217;imposta patrimoniale (anche dopo la sua bocciatura da parte dell&#8217;Europa), hanno già avuto effetti fortemente negativi sul mercato immobiliare, determinando una sensibile riduzione del valore degli immobili. Se poi la patrimoniale venisse effettivamente varata, le conseguenze depressive sarebbero ben più gravi e farebbero sprofondare il settore in una crisi<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/12/mercato-immobiliare-le-compravendite-e-le-tasse/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Le continue richieste di introduzione di un&#8217;imposta patrimoniale (anche dopo la sua bocciatura da parte dell&#8217;Europa), hanno già avuto effetti fortemente negativi sul mercato immobiliare, determinando una sensibile riduzione del valore degli immobili. </em></strong></p>
<p><strong>Se poi la patrimoniale venisse effettivamente varata, le conseguenze depressive sarebbero ben più gravi e farebbero sprofondare il settore in una crisi senza precedenti, fino al rischio di cadere nella spirale subprime. A lanciare l&#8217;allarme sono Confedilizia e Fiaip che attraverso le proprie strutture territoriali effettuano un continuo monitoraggio della situazione del mercato immobiliare.</strong><br />
<span id="more-3389"></span><br />
La perdita media rilevata in Italia in questi mesi di ripetute voci relative all’introduzione della <strong>patrimoniale </strong>può essere stimata, su scala nazionale, fra il 3 e il 5%. In particolare, i maggiori ribassi nel<strong> mercato residenziale</strong> si sono registrati in varie aree metropolitane e, in particolare, al Sud e nel Centro Italia (Palermo –8%, Napoli –6%, Roma –7%).</p>
<p>Gli agenti immobiliari Fiaip sottolineano, inoltre, come l&#8217;introduzione della <strong>patrimoniale </strong>nel dibattito politico abbia fatto registrare nel corso degli ultimi mesi un&#8217;immediata contrazione del numero delle compravendite, pari al 3% circa su scala nazionale, con un ribasso medio dei prezzi in Italia di circa il 4%. Anche gli immobili ad uso ufficio mostrano un segno negativo medio dei prezzi (–5%), così come i negozi (–6,5%), e i capannoni (–8%).</p>
<p>In particolare, nel terzo trimestre del 2011 &#8211; allorché si è intensificato il dibattito sulla <strong>patrimoniale </strong>&#8211; si sono moltiplicati i segnali di debolezza del mercato immobiliare, con diffuse indicazioni di flessioni dei prezzi e di aumento degli incarichi a vendere inevasi. Per la prima volta in Italia si può parlare di &#8216;panic selling&#8217; per i proprietari immobiliari, a causa dell&#8217;incertezza relativa alla <strong>tassazione </strong>del settore.</p>
<p>Se alle voci e alle richieste facesse seguito l’effettiva introduzione di un&#8217;imposta <strong>patrimoniale</strong>, Fiaip e Confedilizia prevedono un calo medio dei prezzi che potrà attestarsi fra il 10 e il 12%. Calo che &#8211; a giudizio delle due Organizzazioni &#8211; sarebbe destinato a protrarsi per un lungo periodo, considerato che la sola messa a punto dei criteri per il calcolo del sistema impositivo patrimoniale richiederebbe mesi (la legge istitutiva dell’ultima patrimoniale italiana, quella del &#8217;47, si componeva di 77 articoli), e che i pagamenti dell’imposta non potrebbero avvenire &#8211; dati i tempi occorrenti per l’applicazione ai singoli cespiti, immobiliari ma anche mobiliari, dei criteri stabiliti, quali che essi siano &#8211; prima di un ragguardevole lasso di tempo (come fu anche nel &#8217;47), quantificabile in almeno più di un anno a far tempo dall’istituzione dell&#8217;imposta stessa.</p>
<p><strong>www.tecnoborsa.it</strong></p>
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		<title>Economia Immobiliare, le compravendite</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 09:07:45 +0000</pubDate>
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</div>Per Nomisma nel decennio l&#8217;incremento dello stock di abitazioni è dovuto perlopiù alle nuove costruzioni. L&#8217;incremento è stato notevolmente superiore alla crescita dei nuclei familiari, che approssimano la domanda di nuove abitazioni, così da far ritenere che si sia in presenza di un eccesso di offerta che, al di là della congiuntura, faticherà ad essere<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/12/economia-immobiliare-compravendite/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Per Nomisma nel decennio l&#8217;incremento dello stock di abitazioni è dovuto perlopiù alle nuove costruzioni</em>.</strong></p>
<p>L&#8217;incremento è stato notevolmente superiore alla crescita dei nuclei familiari, che approssimano la domanda di nuove abitazioni, così da far ritenere che si sia in presenza di un eccesso di offerta che, al di là della congiuntura, faticherà ad essere assorbito dal mercato (il rapporto tra nuove abitazioni e nuove famiglie che, a livello nazionale, è pari a 1,7, nell’insieme dei 13 maggiori mercati sale a quasi 3).<br />
<span id="more-3384"></span><br />
Il dato congiunturale riferito al 2011 ha confermato la tendenza dell&#8217;offerta a crescere, a cui si contrappone il proseguimento del calo della componente di domanda e sul mercato tali dinamiche si sono tradotte in un nuovo calo delle quantità compravendute che a fine anno potrebbe risultare del 6% per la componente residenziale e del 3,6% per quella degli immobili per l&#8217;impresa (uffici, negozi e laboratori e capannoni).</p>
<p>La logica conseguenza dell&#8217;attuale fragilità è rappresentata dall’ulteriore inevitabile allungamento dei tempi medi di compravendita e di locazione, arrivati ad attestarsi su livelli record in tutti i settori. Se confrontati con i tempi di vendita rilevati a fine 2007, l’allungamento è di un mese e mezzo per le abitazioni e di 2-2,5 mesi per uffici e negozi. Il protrarsi delle difficoltà congiunturali del settore ha indotto l’offerta a rivedere le strategie di prezzo e con esse gli sconti praticati sui prezzi richiesti, che hanno fatto segnare una riduzione per le abitazioni ed una crescita per uffici e negozi.</p>
<p>Questo comportamento dicotomico sembra dipendere da una diversa percezione circa l’evoluzione dei prezzi: nel segmento abitativo l’offerta sembra avere preso finalmente atto di una congiuntura che permane sfavorevole, optando per un rapido adeguamento al fine di perseguire gli obiettivi di realizzo; nei segmenti degli immobili per l’impresa continua, invece, a prevalere un atteggiamento di maggiore esosità iniziale, che ha portato a un innalzamento dello sconto in virtù della flessione dei prezzi d’acquisto.<br />
Non meno problematica appare la situazione degli immobili corporate. Alle già descritte difficoltà sul fronte domestico, si associa la contestuale presa di beneficio da parte degli investitori internazionali, che hanno drasticamente ridotto l’operatività nel nostro Paese, orientandola in misura largamente prevalente verso il settore retail.</p>
<p>Il temporaneo allontanamento degli operatori esteri che, al contrario, nella fase pre-crisi avevano contribuito alla crescita del settore, risultando coinvolti in circa il 40% degli investimenti, fa sì che il mercato risulti oggi alimentato in misura nettamente prevalente dalla componente domestica, perlopiù caratterizzata da un basso profilo di rischio.</p>
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		<title>Scenari d&#8217;oggi, il prestito natalizio</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 02:00:26 +0000</pubDate>
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</div>Cresce la richiesta di prestiti per i regali di Natale. Come dire prestiti sotto l’albero: elettronica di consumo, elettrodomestici e giocattoli, ma anche per il cenone di Capodanno. Un Italiano su tre, per vivere al meglio le prossime festività natalizie, ha intenzione di ricorrere ad un prestito. Secondo Prestiti.it (www.prestiti.it) – broker online di confronto<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/12/scenari-doggi-il-prestito-natalizio/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Cresce la richiesta di prestiti per i regali di Natale. Come dire prestiti sotto l’albero: elettronica di consumo, elettrodomestici e giocattoli, ma anche per il cenone di Capodanno.</em></strong></p>
<p><strong>Un Italiano su tre, per vivere al meglio le prossime festività natalizie, ha intenzione di ricorrere ad un prestito. Secondo Prestiti.it (www.prestiti.it) – broker online di confronto prestiti, che ha interrogato un campione di oltre mille rispondenti – il 34% degli italiani pensa di ricorrere ad un prestito per affrontare tutte le spese per il prossimo Natale.</strong><br />
<span id="more-3378"></span><br />
Nel dettaglio, tra chi ha intenzione di richiedere un finanziamento, il 61% lo farà per comprare i regali di Natale ad amici e parenti (pari al 21% del campione totale), il 30% per potersi permettere la settimana bianca o il viaggio di Natale e il 9% per un cenone di Capodanno da ricordare.</p>
<p><em>&#8216;Attraverso questo sondaggio abbiamo provato a capire quanto il credito al consumo sia entrato nella vita delle persone – <strong>commenta Marco Giorgi di Prestiti.it </strong></em>– <em>I risultati sono sorprendenti: se da un lato sono sintomatici di una difficoltà economica evidente, dall’altro raccontano di come siamo sempre più abituati a dilazionare i nostri pagamenti, anche e soprattutto quelli legati alla sfera del benessere&#8217;.</em></p>
<p>Indagando su quali siano le tipologie di regali che gli Italiani hanno intenzione di finanziare, si scopre che tecnologia ed elettrodomestici rappresentano le scelte più comuni: la percentuale per entrambe le categorie arriva al 18%. Seguono i <strong>prestiti </strong>richiesti per acquistare arredamento (13%) e, sorprendentemente, per comprare giocattoli (13%).</p>
<p>In merito alla cifra che gli Italiani sono disposti a chiedere in <strong>prestito </strong>per le feste di Natale, quello che emerge è che il 54% dichiara di volere una cifra superiore ai 2.000 euro; in questo, sono gli uomini ad alzare la media, perché tra le sole donne la percentuale delle &#8216;spendaccione&#8217; si ferma al 43%. Di contro, appena il 6% del campione esaminato punterebbe ad un finanziamento che non superi i 500 euro.</p>
<p>Le richieste più alte le ritroviamo agli estremi anagrafici del campione: i più giovani (gli under 25) e i più anziani (over 60) sono i gruppi che hanno intenzione di richiedere più di 2.000 euro. Inevitabile che i tempi di restituzione non siano brevi: il 42% del campione finirà di rimborsare il <strong>prestito </strong>dopo Natale 2013.</p>
<p>Gli uomini, come si sa, sono più avvezzi al credito al consumo e mentre solo il 26% del campione femminile intervistato si dichiara interessato ad un<strong> prestito natalizio</strong>, la percentuale maschile sale al 40%. Importante il dettaglio sulle differenze d’età: le fasce più inclini a volere questi prestiti sono le più anziane (il 44% dei rispondenti nella fascia 60-65 anni).</p>
<p>L’analisi di come la propensione al credito al consumo vari da regione a regione rileva percentuali maggiori nel Sud Italia. La Campania guida saldamente la classifica, con una percentuale che arriva al 50%. Seguono la Calabria, con il 48%, e la Sicilia, con il 47%. In fondo alla classifica troviamo solamente regioni del Nord Italia: i meno interessati sono i Lombardi (21%), seguiti da Friulani (25%) e Piemontesi (26%).</p>
<p>Se guardiamo a chi non intende richiedere <strong>prestiti </strong>le motivazioni sono diverse. Mentre la maggioranza di loro ritiene l’acquisto dei regali un motivo futile per un <strong>finanziamento </strong>(54%), oltre un rispondente su tre (34%) ha già altri <strong>prestiti </strong>in corso e pensa non sia il caso di aggiungere ulteriori finanziamenti.</p>
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