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	<title>Cambiocasa News &#187; consumo energia</title>
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		<title>Addio alle lampadine inquinanti</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 05:00:49 +0000</pubDate>
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</div>Addio alle lampadine inquinanti In pensione per sopraggiunti limiti d&#8217;età e, soprattutto, perché sopraffate dalla nuova tecnologia che consente un risparmio energetico non indifferente: circa 40 miliardi di euro Parliamo delle classiche lampadine, quelle con il bulbo ad incandescenza, che da decenni illuminano quasi tutte le abitazioni europee. Ma ora, anche 75 watt sono stati<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/09/addio-alle-lampadine-inquinanti/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Addio alle lampadine inquinanti</em></strong></p>
<p><strong><em>In pensione per sopraggiunti limiti d&#8217;età e, soprattutto, perché sopraffate dalla nuova tecnologia che consente un risparmio energetico non indifferente: circa 40 miliardi di euro</em></strong></p>
<p><strong>Parliamo delle classiche lampadine, quelle con il bulbo ad incandescenza, che da decenni illuminano quasi tutte le abitazioni europee. Ma ora, anche 75 watt sono stati considerati troppi, visti i consumi, decisamente inferiori, delle più moderne lampadine a basso consumo.</strong><br />
<span id="more-921"></span><br />
E, così, dal<strong> primo settembre</strong> è scattato il divieto di commercializzarle in tutti i negozi dell&#8217;<strong>Unione Europea</strong>, ad eccezione delle scorte di magazzino. Dunque, nel giro di pochi mesi sarà impossibile trovare un esemplare tra gli scaffali dei negozi.</p>
<p>Uno stop che arriva a 12 mesi di distanza da quello inflitto alle<strong> lampade da 100 watt</strong> il cui divieto è scattato, appunto, nel settembre 2009. I pensionamenti nel prossimo anno riguarderanno quelle da 60 Watt e, infine, nel 2012 quelle da 40 e 25 Watt.</p>
<p>Dal <strong>settembre 2012, </strong>dunque, spariranno completamente le<strong> lampadine energivore</strong> &#8211; ossia collocate nelle<strong> classi D, E e F</strong> &#8211; per lasciare spazio solo a quelle in classe <strong>A, B e C</strong>. Resteranno solo alcune eccezioni, come le lampadine da frigo, da freezer o da forno, quelle usate in neonatologia e quelle per le incubatrici negli allevamenti. Inoltre, a partire dal 2016 saranno bandite anche le lampadine di classe C.</p>
<p>L&#8217;<strong>obiettivo Ue </strong>è quello di favorire le<strong> lampade a basso consumo (LED, alogena o fluorescente</strong>) che, sebbene più care &#8211; costano in media 5 euro &#8211; sono in grado tuttavia di utilizzare fino all&#8217;80% in meno di <strong>energia </strong>e durano da 6 a 10 volte di più di quelle tradizionali.</p>
<p>Una decisione dettata, quindi, dai numeri. La <strong>Commissione europea</strong> ha, infatti, calcolato che in totale le nuove <strong>lampadine </strong>possono portare a un<strong> risparmio energetico</strong> di 40 miliardi di kilowatt/ora all&#8217;anno, che corrispondono a 15 milioni di tonnellate di CO2.</p>
<p>In sintesi, utilizzando le nuove <strong>lampade a basso consumo</strong> una famiglia potrà spendere tra i 25 e 50 euro in meno all&#8217;anno sulla<strong> bolletta della luce.</strong></p>
<p><strong>Fonte: miaeconomia</strong></p>
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		<title>Tetti bianchi per la climatizzazione passiva</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 05:00:31 +0000</pubDate>
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</div>Tetti bianchi per la climatizzazione passiva Non è un caso che in luoghi caldi come le isole dell&#8217;Italia meridionale e della Grecia, per esempio, le case siano dipinte di bianco Il bianco infatti è caratterizzato da un albedo di circa 0,3 ed è per questo in grado di riflettere la radiazione solare meglio che altri<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/08/tetti-bianchi-per-la-climatizzazione-passiva/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Tetti bianchi per la climatizzazione passiva</em></strong></p>
<p><strong><em>Non è un caso che in luoghi caldi come le isole dell&#8217;Italia meridionale e della Grecia, per esempio, le case siano dipinte di bianco</em></strong></p>
<p><strong>Il bianco infatti è caratterizzato da un albedo di circa 0,3 ed è per questo in grado di riflettere la radiazione solare meglio che altri colori. L&#8217;albedo è un numero che esprime la capacità di una superficie di riflettere la luce del sole ed assume il valore massimo di 1 per superfici in grado di respingere tutta la luce che incide su di esse.</strong><br />
<span id="more-863"></span><br />
Probabilmente rifacendosi a questo tradizionale modo di <strong>costruire</strong>, Steven Chu, Premio Nobel per la Fisica nel 1997 e segretario dell&#8217;<strong>energia </strong>degli Stati Uniti, ha proposto non a caso che in California, lo stato più attento d&#8217;America al <strong>risparmio energetico</strong>, venissero dipinti di <strong>bianco </strong>tutti i <strong>tetti </strong>e le <strong>superfici orizzontali. </strong></p>
<p><strong>Tetti, marciapiedi e strade imbiancat</strong>i per riflettere la luce, ridurre il <strong>riscaldamento </strong>delle città e migliorarne la <strong>vivibilità</strong>. Una soluzione tanto semplice quanto efficace per tenere fresche le nostre <strong>abitazioni </strong>sfruttando la <strong>climatizzazione passiva</strong>, senza <strong>sprecare energia.</strong></p>
<p>Allora perché non dipingere di <strong>bianco </strong>tutte le città? È stato calcolato che imbiancando interamente 100 grandi città del mondo, si eviterebbe l&#8217;immissione in ambiente 44 tonnellate di CO2, cioè la quantità di<strong> biossido di carbonio</strong> che tutti i paesi del mondo emettono nel corso di un anno intero!!</p>
<p>Dobbiamo riflettere sul fatto che il calore che i nostri edifici assorbono attraverso un tetto tradizionale, noi lo &#8221;scacciamo&#8221; attraverso sistemi di climatizzazione che consumano energia. Dipingendo il tetto di bianco, non ce ne sarebbe bisogno perché il bianco &#8221;scaccia&#8221; naturalmente la <strong>radiazione solare</strong> attraverso la riflessione, senza <strong>inquinare</strong>.</p>
<p>Se adottassimo tutti questo piccolo espediente, potremmo provare a combattere attivamente il <strong>riscaldamento globale.</strong> Dipingere un <strong>tetto </strong>di circa 100 mq di <strong>bianco</strong>, può servire a scongiurare l&#8217;immissione in <strong>ambiente </strong>di 10 tonnellate di CO2 ed evitare un riscaldamento del pianeta di 0,000000000001 °C. Sembra poco, ma facendolo in tanti, ma davvero tanti, potremmo frenare insieme il <strong>riscaldamento globale. </strong></p>
<p><strong>Fonte: architettura ecosostenibile</strong></p>
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		<title>La spinta dell&#8217; Europa alle fonti rinnovabili</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 05:00:03 +0000</pubDate>
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</div>La spinta dell&#8217; Europa alle fonti rinnovabili Convegno Legambiente in collaborazione con Anev e Globe Europe &#8216;17% da FER, obiettivo raggiungibile con incentivi e regole trasparenti&#8217; L&#8217; Europa spinge sulle fonti rinnovabili per rilanciare l&#8217; economia e creare innovazione. Politiche attente e sistemi di incentivazione chiari e trasparenti favoriscono la crescita del settore dell&#8217; energia<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/06/la-spinta-dell-europa-alle-fonti-rinnovabili/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>La spinta dell&#8217; Europa alle fonti rinnovabili</em></strong></p>
<p><strong><em>Convegno Legambiente in collaborazione con Anev e Globe Europe<br />
&#8216;17% da FER, obiettivo raggiungibile con incentivi e regole trasparenti&#8217;</em></strong></p>
<p>L&#8217; <strong>Europa </strong>spinge sulle <strong>fonti rinnovabili</strong> per rilanciare l&#8217; <strong>economia </strong>e creare <strong>innovazione</strong>. Politiche attente e sistemi di <strong>incentivazione </strong>chiari e trasparenti favoriscono la crescita del settore dell&#8217; e<strong>nergia pulita.</strong> In <strong>Italia </strong>invece, la situazione è di assoluta incertezza per gli operatori. Il<strong> Governo italiano</strong> ha inserito nella <strong>manovra finanziaria </strong>una <strong>norma </strong>che, di fatto, blocca lo sviluppo delle <strong>rinnovabili </strong>intervenendo sui <strong>certificati verdi. </strong><br />
<span id="more-513"></span><br />
Di sistemi di <strong>incentivazione </strong>delle <strong>energie rinnovabili </strong>e di esperienze europee si è parlato a Roma, nel corso di un convegno organizzato da <strong>Legambiente </strong>in collaborazione con <strong>Anev, Associazione nazionale energia del vento e Globe Europe.</strong> Entro il mese di giugno, cioè entro poche settimane, il <strong>Governo </strong>dovrà presentare il Piano nazionale di sviluppo delle <strong>rinnovabili </strong>e aprire un confronto con le <strong>Regioni </strong>per dividere gli sforzi e riuscire a dare certezze per il futuro.</p>
<p>Il <strong>pacchetto clima </strong>dell&#8217; <strong>UE </strong>(<strong>obiettivo 20-20-20</strong>) è ormai operativo con l&#8217; adozione il 6 aprile 2009 da parte del Consiglio della nuova direttiva sulla &#8216;<strong>promozione dell&#8217; energia da fonti rinnovabili&#8217;</strong>: una riduzione del 20% dei c<strong>onsumi di energia </strong>al 2020 sul livello tendenziale; un impiego del 20% di energia da <strong>fonti rinnovabili</strong> sul <strong>consumo </strong>lordo di <strong>energia</strong>; una riduzione del 20% delle riduzione di<strong> CO2 s</strong>ul livello raggiunto nel 2005. Questi obiettivi dovranno essere tradotti entro il giugno 2010 in definiti piani nazionali e trasposti, entro 18 messi, nelle legislazioni nazionali.</p>
<p>L&#8217; obiettivo fissato per l&#8217; <strong>Italia </strong>del 17% da <strong>FER (fonti energetiche rinnovabili) </strong>è assolutamente raggiungibile grazie a corrette politiche di sviluppo che prevedano la semplificazione delle norme di autorizzazione e regole certe per gli <strong>investimenti</strong>. In <strong>Italia </strong>mancano ancora le <strong>Linee Guida</strong> per l&#8217; approvazione dei progetti delle <strong>rinnovabili </strong>con conseguente caos a livello regionale.</p>
<p>Ma non solo. Se il futuro è incerto per il <strong>solare fotovoltaico</strong> (ancora si attendono notizie sulla proroga del <strong>conto energia</strong>) e per il <strong>solare termic</strong>o (la <strong>detrazione del 55%</strong> scade a dicembre), il colpo di grazia per lo sviluppo delle <strong>rinnovabili </strong>in <strong>Italia </strong>arriva ora dal <strong>Governo</strong>, con l&#8217; abolizione retroattiva dell&#8217; obbligo da parte del <strong>GSE </strong>di riacquisto dei certificati verdi, la misura contenuta nell&#8217; articolo 45 della <strong>manovra finanziaria.</strong></p>
<p>La sfida che l&#8217; <strong>Italia </strong>ha di fronte è quella di indirizzarsi radicalmente su un sentiero a<strong> bassa emissione</strong> di anidride carbonica entro i prossimi 5 anni. E, in questo contesto, l&#8217; attenzione deve essere posta più sulla strumentazione normativa, regolamentare, <strong>fiscale </strong>che sulla sola analisi delle risorse tecnologiche.</p>
<p>Lo sviluppo delle<strong> fonti rinnovabili</strong> e dell&#8217; <strong>efficienza energetica </strong>infatti, è stato ritardato soprattutto dall&#8217; assenza di sistema. I fattori più critici sono stati il contrasto di orientamenti tra le differenti autorità di regolazione e i conflitti di competenze tra diversi livelli decisionali, la modestia dell&#8217; industria italiana delle <strong>rinnovabili</strong>, la scarsa volontà politica, le resistenze opposte da forti localismi.</p>
<p>Se venisse confermata l&#8217; abolizione dell&#8217; obbligo del <strong>GSE  </strong>di riacquistare i<strong> certificati verdi,</strong> ben 9000 posti di lavoro attualmente in essere sarebbero a rischio, e verrebbe  compromessa  la  possibilità dell&#8217; incremento di nuove 15000 unità che il mercato in espansione faceva prevedere fino a pochi giorni fa.</p>
<p><strong>L&#8217; ufficio stampa Legambiente<br />
(06.86268376- 53-99-60)</strong></p>
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