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	<title>Cambiocasa News &#187; agevolazioni fiscali</title>
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		<title>Economia Immobiliare, i mutui per l&#8217;acquisto della casa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 00:00:56 +0000</pubDate>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/06/case-bianche-2.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Economia Immobiliare, i mutui per l&#039;acquisto della casa" />
</div>Nel rapporto mensile dell&#8217;Abi viene evidenziata una dinamica più sostenuta in Italia nei finanziamenti alle famiglie. A marzo 2011 il tasso di crescita tendenziale di tali finanziamenti è stato pari al +8,7%, segnando il risultato migliore fra i principali Paesi dell’Area Euro. In dettaglio, i finanziamenti alle famiglie hanno manifestato un incremento del +4,7% nella<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/06/economia-immobiliare-i-mutui-per-lacquisto-della-casa/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/06/case-bianche-2.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Economia Immobiliare, i mutui per l&#039;acquisto della casa" />
</div><p><strong><em>Nel rapporto mensile dell&#8217;Abi viene evidenziata una dinamica più sostenuta in Italia nei finanziamenti alle famiglie. </em></strong></p>
<p><strong>A marzo 2011 il tasso di crescita tendenziale di tali finanziamenti è stato pari al +8,7%, segnando il risultato migliore fra i principali Paesi dell’Area Euro. In dettaglio, i finanziamenti alle famiglie hanno manifestato un incremento del +4,7% nella media Area Euro, del +0,5% in Germania, del +6,2% in Francia e del -0,5% in Spagna. </strong><br />
<span id="more-2293"></span><br />
Il processo è stato trainato principalmente dai <strong>mutui per l&#8217;acquisto di abitazioni</strong>, il cui<strong> tasso annuo di crescita</strong> in Italia è risultato, a marzo 2011, pari al +8,8% e superiore a quanto registrato nella media Area Euro: +5%. Il <strong>tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l&#8217;acquisto di abitazioni</strong> &#8211; che sintetizza l&#8217;andamento dei<strong> tassi fissi e variabili</strong> ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le <strong>erogazioni </strong>in base alla <strong>tipologia di mutuo</strong> – è risultato pari al 3,05% (2,99% a marzo 2011).</p>
<p>Secondo <strong>l&#8217;Agenzia del Territorio</strong> la possibilità per le <strong>famiglie </strong>di accedere all&#8217;<strong>acquisto di un&#8217;abitazione</strong> sembra in lenta risalita ma la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo, reale e finanziario, della <strong>casa </strong>è sceso dal 62% del 2004 al 51% di fine 2010 (13 milioni di <strong>famiglie </strong>circa, dopo aver toccato il minimo nel 2008 quando la quota di <strong>famiglie </strong>in grado di <strong>acquistare una casa</strong> di medie dimensioni era intorno al 46%).</p>
<p>Tale miglioramento nel 2010 è dovuto essenzialmente alla riduzione del <strong>costo del credito</strong>, mentre il <strong>prezzo delle case</strong> avrebbe giocato ancora a sfavore; i migliori tassi d&#8217;interesse (scesi mediamente dell&#8217;1% circa nel 2010), hanno comportato, infatti, il maggior ricorso all&#8217;utilizzo dei <strong>mutui ipotecari per l&#8217;acquisto di un&#8217;abitazione da parte delle famiglie</strong> e, nel 2010, sono aumentati del 9,4% circa, con un incremento del capitale erogato complessivamente del 15%.</p>
<p><strong>Mutui.it</strong> ha analizzato i preventivi di mutuo per l&#8217;acquisto di prima casa compilati sul sito negli ultimi mesi, scoprendo che l&#8217;11,04% di questi arriva da cittadini di nazionalità straniera. <strong>L&#8217;immigrato </strong>che vuole comprare la sua <strong>prima casa</strong> in Italia richiede, in media, 132.000€ (pari all&#8217;80% del valore dell&#8217;<strong>immobile da acquistare</strong>), nel 54% dei casi preferisce il <strong>tasso variabile,</strong> intende impegnarsi con la banca finanziatrice per 25 anni e, al momento della <strong>richiesta del mutuo,</strong> ha 35 anni.</p>
<p>Se confrontati con i valori medi italiani delle richieste di <strong>finanziamento </strong>per <strong>l&#8217;acquisto della prima casa, </strong>questi dati evidenziano l&#8217;interesse dei cittadini stranieri per immobili di valore inferiore rispetto alla media (165.000 contro 200.000 euro), e il bisogno di un <strong>finanziamento </strong>maggiore (mediamente si vuole finanziare il 75% del costo totale dell&#8217;<strong>immobile</strong>).</p>
<p><strong><em>A quanto pare, pur di comprare casa gli immigrati accettano immobili più periferici, o in condizioni peggiori, e di impegnarsi in mutui più importanti. </em></strong></p>
<p><strong>www.tecnoborsa.it</strong></p>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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		<title>Evento, l&#8217;ANAPI ad EIRE la Fiera del Real Estate a Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 00:00:48 +0000</pubDate>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/06/ANAPI1.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Evento, l&#039;ANAPI ad EIRE la Fiera del Real Estate a Milano" />
</div>ANAPI sarà presente i giorni 7, 8 e 9 giugno p.v., ad EIRE la fiera Milanese sul Real Estate. La presenza della nostra Associazione ad un importantissimo evento in ambito immobiliare che coinvolge tutti i paesi del mondo, è il segno che la visione moderna dell&#8217;ANAPI può aprire nuovi orizzonti all&#8217;internazionalizzazione della figura del gestore<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/06/evento-lanapi-ad-eire-la-fiera-del-real-estate-a-milano/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>ANAPI sarà presente i giorni 7, 8 e 9 giugno p.v., ad EIRE la fiera Milanese sul Real Estate.</em></strong></p>
<p>La presenza della nostra Associazione ad un importantissimo evento in <strong>ambito immobiliare</strong> che coinvolge tutti i paesi del mondo, è il segno che la visione moderna dell&#8217;<strong>ANAPI </strong>può aprire nuovi orizzonti all&#8217;<strong>internazionalizzazione della figura del gestore Immobiliare.</strong></p>
<p><strong>Lo Stand di ANAPI sarà G41 &#8211; G47/H42 &#8211; H48 unitamente a quello di OSMI Borsa Immobiliare di Milano.</strong></p>
<p>Al termine della fiera sarà disponibile, sul nostro sito internet, una completa galleria fotografica, oltre a documenti in <strong>ambito Immobiliare.</strong><br />
Seguiteci numerosi&#8230;</p>
<p><strong>Segreteria Generale<br />
www.anapi.it </strong></p>
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		<title>Piano casa: le modifiche in Liguria, Piemonte e Molise</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 00:00:41 +0000</pubDate>
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</div>L&#8217;Ance spiega come cambia la normativa in alcune regioni italiane Sono otto le regioni in cui le leggi sul Piano Casa hanno già subito modifiche anche di carattere sostanziale e in alcuni casi ne è stata prorogata la vigenza e quindi la possibilità di avere più tempo per presentare le domande e accedere ai premi<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/piano-casa-le-modifiche-in-liguria-piemonte-e-molise/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>L&#8217;Ance spiega come cambia la normativa in alcune regioni italiane </em></strong></p>
<p><strong>Sono otto le regioni in cui le leggi sul Piano Casa hanno già subito modifiche anche di carattere sostanziale e in alcuni casi ne è stata prorogata la vigenza e quindi la possibilità di avere più tempo per presentare le domande e accedere ai premi di volumetria connessi alla realizzazione degli interventi edilizi.</strong><br />
<span id="more-2080"></span><br />
La <strong>Liguria</strong>, con la legge di modifica n. 4 dell&#8217;1/3/2011 ha prorogato fino al 31/12/2013 il termine per richiedere il <strong>titolo abilitativo</strong> e ha introdotto ulteriori opportunità sia per gli <strong>ampliamenti </strong>che per le <strong>demolizioni e ricostruzioni.</strong> Per quest&#8217;ultima <strong>tipologia di interventi </strong>è stata riconosciuta, tra l&#8217;altro, la possibilità di <strong>ricostruire l&#8217;immobile demolito</strong> anche in altra area purché idonea.</p>
<p>In alternativa all<strong>&#8216;incremento volumetrico</strong> sarà possibile delocalizzare gli edifici da ricostruire mutandone la destinazione da produttiva a residenziale, ma a condizione che l&#8217;area su cui vengono costruite le <strong>abitazioni </strong>abbia già una <strong>destinazione residenziale</strong>. In questo caso il 20% dell&#8217;<strong>intervento edilizio</strong> dovrà  essere destinato all&#8217;<strong>edilizia pubblica convenzionata.</strong></p>
<p>Solo per gli <strong>interventi di demolizione e ricostruzione</strong> così come modificati dalla legge 4/2011 i Comuni, entro il termine perentorio di novanta giorni dall&#8217;entrata in vigore della legge, possono individuare: aree e immobili suscettibili di interventi di<strong> riqualificazione urbanistica, architettonica e/o ambientale</strong> nonché le zone o ambiti idonei alla delocalizzazione degli edifici da demolire e ricostruire.</p>
<p>In <strong>Piemonte </strong>non cambiano le percentuali di incremento per gli <strong>ampliamenti </strong>ma è stata ammessa la possibilità di eseguire anche interventi di chiusura di loggiati e porticati in fabbricati con tipologia costruttiva a schiera previa presentazione di un progetto unitario.</p>
<p>Rispetto alle originarie previsioni è stata riconosciuta anche la possibilità di creare, a seguito dell&#8217;<strong>ampliamento</strong>, una nuova <strong>unità immobiliare. </strong>Resta il divieto di mutamento d&#8217;uso salvo quanto previsto e consentito dagli strumenti urbanistici.</p>
<p>Le nuove norme ampliano inoltre le possibilità di eseguire gli interventi in deroga sui <strong>fabbricati a destinazione artigianale, produttiva, direzionale e turistico ricettiva.</strong> Per la presentazione delle domande ci sarà tempo fino al 31/12/2012. I comuni piemontesi potranno, con apposita delibera, decidere di escludere l&#8217;applicazione degli interventi così come modificati dalla legge 1/2011 in tutto o parte del territorio comunale.</p>
<p>In <strong>Molise </strong>non vi sono state, invece, modifiche di carattere sostanziale. Si tratta, infatti, di integrazioni volte a rendere più chiaro il contenuto di alcune disposizioni normative.</p>
<p><strong>Fonte: Ance</strong></p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/piano-casa-le-modifiche-in-liguria-piemonte-e-molise/">Read more...</a></strong>
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		<title>Il procedimento della mediazione-conciliazione</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 00:00:00 +0000</pubDate>
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</div>Gli organismi che saranno designati alla conciliazione sono in via di costituzione. In pratica l&#8217;interessato dovrà presentare ad un organismo di conciliazione di sua scelta una domanda scritta con la descrizione sommaria della vicenda controversa. Successivamente l&#8217;ente convocherà la controparte e fisserà la data dell&#8217;incontro designando il conciliatore. Ovviamente se la controparte non si presenterà<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/il-procedimento-della-mediazione-conciliazione/">Read more...</a></strong>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/04/stretta-di-mano-5.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Il procedimento della mediazione-conciliazione" />
</div><p><strong><em>Gli organismi che saranno designati alla conciliazione sono in via di costituzione.</em></strong></p>
<p><strong>In pratica l&#8217;interessato dovrà presentare ad un organismo di conciliazione di sua scelta una domanda scritta con la descrizione sommaria della vicenda controversa. Successivamente l&#8217;ente convocherà la controparte e fisserà la data dell&#8217;incontro designando il conciliatore. Ovviamente se la controparte non si presenterà verrà redatto un verbale di mancata conciliazione e così si spalancheranno subito le porte del tribunale.</strong><br />
<span id="more-2019"></span><br />
Se i contendenti si presenteranno all&#8217;incontro il mediatore cercherà di far loro chiarire nel modo più tranquillo ed imparziale i termini della vicenda attraverso colloqui congiunti e anche attraverso sessioni individuali. Questo servirà per mettere in luce i termini della vicenda ed i punti di vista delle parti, trovando quelli su cui cominciare a costruire un avvicinamento in vista di una possibile intesa.</p>
<p>L&#8217;attività di mediazione, se ben condotta, consentirà di capire quali siano i veri interessi e le effettive aspettative di ciascuna parte, al di là delle posizioni di facciata e di principio che fino a quel momento avevano bloccato le parti stesse. Alla fine nel massimo di quattro mesi si tireranno le somme: se non è stato raggiunto un accordo le parti potranno avviare, se credono, la causa giudiziaria.</p>
<p>La novità della mediazione-conciliazione è che le parti non devono essere necessariamente assistite da un professionista e quindi si possono presentare anche da sole. È evidente tuttavia che per le questioni di una certa complessità sarà assolutamente indispensabile l&#8217;assistenza di un professionista non soltanto esperto della materia, ma anche &#8211; e questo è fondamentale &#8211; bene addestrato a questa tipologia di procedura.</p>
<p>Infatti la scommessa per una buona riuscita della conciliazione si fonda soprattutto sulla preparazione, serietà e capacità del mediatore e dei consulenti che seguono le parti.</p>
<p>Talvolta può essere difficile trovare un accordo, difficle ma non impossibile. Spesso molti contenziosi non sono generati semplicemente da questioni di diritto o da violazioni contrattuali, ma sono quasi sempre aggravati e complicati da fattori psicologici, emotivi, da incomprensioni caratteriali, da atteggiamenti comportamentali, insomma da pesanti condizionamenti che nulla hanno a che vedere con il diritto e la legge. Queste situazioni psicologiche sono sicuramente difficili da rimuovere in tribunale, anzi normalmente esse vengono acuite, mentre invece potrebbero trovare un superamento proprio in sede di mediazione civile.</p>
<p>La condizione indispensabile, come detto, è che il mediatore e gli eventuali avvocati o professionisti che assistono le parti, siano capaci di far buon uso di psicologia e siano addestrati nelle tecniche della comunicazione. Per questo motivo i corsi di formazione che oggi vengono tenuti per preparare i mediatori non trascurano affatto gli aspetti relazionali e psicologici.</p>
<p>Psicologia e comunicazione sono le possibili armi vincenti della mediazione civile e la psicologia e la comunicazione si rivelano fondamentali per smontare piano piano la litigiosità e favorire un accordo.</p>
<p><strong>Fonte: Uppi</strong></p>
<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/il-procedimento-della-mediazione-conciliazione/">Read more...</a></strong>
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		<title>Le novità del Decreto sulle fonti rinnovabili</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 00:00:45 +0000</pubDate>
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</div>È noto che è entrato in vigore il decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011, di recepimento della Direttiva 2009/28/CE, sulla promozione dell&#8217;uso dell&#8217;energia da fonti rinnovabili, pubblicato sul supplemento ordinario n. 81 della G.U. n. 71 del 28/3/2011. Tra le novità quelle che andranno da subito ad incidere sull&#8217;attività edilizia riguardano la certificazione<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/le-novita-del-decreto-sulle-fonti-rinnovabili/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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<img width="150" height="150" src="http://news.cambiocasa.it/wp-content/uploads/2011/04/rinnovabili.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Le novità del Decreto sulle fonti rinnovabili" />
</div><p><strong><em>È noto che è entrato in vigore il decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011, di recepimento della Direttiva 2009/28/CE, sulla promozione dell&#8217;uso dell&#8217;energia da fonti rinnovabili, pubblicato sul supplemento ordinario n. 81 della G.U. n. 71 del 28/3/2011.</em></strong></p>
<p><strong>Tra le novità quelle che andranno da subito ad incidere sull&#8217;attività edilizia riguardano la certificazione energetica e l&#8217;abrogazione di alcune disposizioni di precedenti leggi.</strong><br />
<span id="more-2003"></span><br />
<strong>Certificazione energetica</strong><br />
Il <strong>decreto </strong>apporta alcune modifiche al d. lgs 192/05 in materia di <strong>efficienza energetica nell&#8217;edilizia</strong>, prevedendo una maggiore trasparenza delle informazioni commerciali e contrattuali relative alla <strong>certificazione energetica degli edifici</strong> ed all&#8217;indice di <strong>prestazione energetica degli immobili</strong> oggetto di <strong>compravendita</strong>, anticipando quanto previsto dalla Direttiva europea 2010/31/UE.</p>
<p><strong>In particolare l&#8217;art. 13 del decreto introduce una clausola da inserire nei contratti di compravendita o di locazione, con la quale l&#8217;acquirente o il conduttore </strong>danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine alla <strong>certificazione energetica degli edifici.</strong> Nel caso di <strong>locazione </strong>tale clausola si applica solo agli edifici ed unità immobiliari già dotate di attestato di <strong>certificazione energetica.</strong></p>
<p>A decorrere dal 1° gennaio 2012, il decreto prevede che l&#8217;indice di <strong>prestazione energetica </strong>presente nell&#8217;<strong>attestato di certificazione</strong> sia riportato negli<strong> annunci commerciali</strong>, nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o unità immobiliari, consentendo agli utenti finali di  essere informati già dalle prime fasi circa la <strong>prestazione energetica dell&#8217;immobile</strong>.</p>
<p>Si ricorda che il D.lgs 192/05 prevedeva comunque l&#8217;obbligo di dotare l&#8217;edificio di attestato di <strong>certificazione energetica</strong>, seppure l&#8217;art. 35 della legge 133/08 abbia abolito l&#8217;obbligo di allegazione dell&#8217;attestato all&#8217;atto di trasferimento a titolo oneroso e, per i nuovi edifici (quelli per i quali la presentazione della richiesta del permesso di costruire, o denuncia di inizio attività, sia stata presentata dopo l&#8217;8 ottobre 2005) e per quelli esistenti con superficie utile superiore a 1.000 mq sottoposti ad integrale <strong>ristrutturazione </strong>ovvero a <strong>demolizione e ricostruzione</strong>, la consegna all&#8217;acquirente, da parte del costruttore, contestualmente all&#8217;immobile, dell&#8217;originale dell&#8217;attestato di <strong>certificazione energetica </strong>(pena la sanzione amministrativa tra 5000 e 30000 euro).</p>
<p>Nel caso in cui siano vigenti specifiche normative regionali in materia andrà verificata l&#8217;eventuale sussistenza di obblighi diversi fissati dalla normativa locale.</p>
<p><strong>Abrogazioni</strong><br />
Il decreto va a disciplinare quanto rimasto incompleto nella normativa vigente, relativamente all&#8217;utilizzo di fonti rinnovabili, abrogando i commi 22 e 23 dell&#8217;articolo 4 del DPR 59/2009, che prevedevano specifici obblighi mai resi operativi in mancanza del provvedimento attuativo, e sostituendoli con altri che saranno obbligatori a partire dal 31 maggio 2012.</p>
<p>Il decreto abroga anche il comma 1bis dell&#8217;art. 4 del DPR 380/2001 che, a decorrere dal 1° gennaio 2011, sanciva che, nei regolamenti edilizi comunali doveva essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, ai fini del rilascio del permesso di costruire, l&#8217;installazione di impianti per la produzione di <strong>energia elettrica da fonti rinnovabili</strong> tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell&#8217;intervento e di 5 kW per i fabbricati industriali di estensione superficiale non inferiore a 100 mq.</p>
<p><strong>Fonte: Ance</strong></p>
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		<title>Il mercato immobiliare italiano nel secondo semestre 2010 secondo Tecnoborsa</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 00:00:45 +0000</pubDate>
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</div>Nel secondo semestre del 2010 il mercato immobiliare italiano ha confermato i trend già emersi nel corso della prima parte dell&#8217;anno: prezzi ancora leggermente al ribasso e ripresa della volontà di acquisto e di investimento nel mattone. Si registra, da luglio 2010, un aumento della domanda che ha interessato le grandi città, i capoluoghi di<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2011/04/il-mercato-immobiliare-italiano-nel-secondo-semestre-2010-secondo-tecnoborsa/">Read more...</a></strong>
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</div><p><strong><em>Nel secondo semestre del 2010 il mercato immobiliare italiano ha confermato i trend già emersi nel corso della prima parte dell&#8217;anno: prezzi ancora leggermente al ribasso e ripresa della volontà di acquisto e di investimento nel mattone. </em></strong></p>
<p><strong>Si registra, da luglio 2010, un aumento della domanda che ha interessato le grandi città, i capoluoghi di regione e i capoluoghi di provincia, a conferma di una rinnovata fiducia nel mattone. </strong><br />
<span id="more-1996"></span><br />
L&#8217;analisi delle <strong>compravendite </strong>realizzate attraverso le agenzie affiliate al Gruppo Tecnocasa rilevano un leggero incremento nel segmento dell<strong>&#8216;investimento immobiliare</strong>. L&#8217;acquisto della <strong>prima casa</strong> ha visto protagoniste principalmente <strong>famiglie </strong>e in parte<strong> giovani coppie</strong> aiutate dalle <strong>famiglie </strong>d&#8217;origine. Quasi sempre i potenziali <strong>acquirenti </strong>hanno già a disposizione una parte di capitale (ottenuto dalla <strong>vendita </strong>di un altro <strong>immobile </strong>oppure risparmiato nel tempo).</p>
<p>Si confermano le difficoltà per coloro che devono ricorrere ad interventi importanti di <strong>mutuo </strong>per finanziare <strong>l&#8217;acquisto dell&#8217;immobile</strong> e in generale per coloro che non hanno sufficiente capacità di indebitamento, soprattutto per problemi legati alla stabilità e alla certezza del posto di lavoro.</p>
<p>I <strong>tempi di vendita degli immobili </strong>si sono stabilizzati intorno a 168 giorni nelle grandi città, 201 giorni nei capoluoghi di provincia e 206 giorni per i comuni dell&#8217;hinterland delle grandi città.</p>
<p><strong>L&#8217;analisi dei prezzi</strong> evidenzia ancora una volta una migliore performance per le grandi città che registrano, nel secondo semestre del 2010, una contrazione delle quotazioni dello 0,6%; a seguire l&#8217;hinterland delle grandi città con -1% ed infine i capoluoghi di provincia che chiudono il semestre con -1,4%. Ancora una volta sono le grandi metropoli a confermarsi come le realtà più dinamiche.</p>
<p>Si riscontrano segnali lievemente positivi a Roma (+0,6% l&#8217;incremento dei valori) e a Milano (+0,3%). Nelle altre grande città i prezzi sono ancora in lieve ribasso. In queste realtà le zone centrali sono stabili mentre quelle semicentrali e periferiche risultano ancora in lieve diminuzione.</p>
<p>L&#8217;analisi per aree geografiche vede un risultato migliore per i capoluoghi del Nord Italia (-1,2%), seguiti dal Centro Italia (-1,5%) ed infine dal Sud Italia (-1,7%). Tra i capoluoghi di provincia si registrano delle realtà in lieve ripresa.</p>
<p>Anche in questa seconda parte del 2010 la <strong>qualità degli immobili</strong> è stata premiata dal <strong>mercato</strong>; gli <strong>immobili usati</strong> ed in buone condizioni sono stati preferiti dai potenziali acquirenti, disposti per questo motivo a pagare un surplus. Aumenta l&#8217;importanza, nella valutazione complessiva della scelta di <strong>acquisto</strong>, del contesto condominiale in cui è collocato l&#8217;immobile e della zona in cui esso sorge. Si nota comunque un interesse per le soluzioni da <strong>ristrutturare </strong>soprattutto sul<strong> segmento immobiliare </strong>degli <strong>immobili signorili:</strong> i potenziali acquirenti, avendo un’elevata disponibilità di spesa, preferiscono personalizzare l’immobile e prestano attenzione alle &#8216;potenzialità&#8217; che esso esprime in termini di <strong>ristrutturazione </strong>finale.</p>
<p>Gli <strong>immobili </strong>posizionati ai piani alti, luminosi e con spazi esterni incontrano sempre il favore degli <strong>acquirenti</strong>. Al contrario, le <strong>case </strong>che non presentano queste caratteristiche così come quelle in cattivo stato di conservazione, hanno subito discreti ribassi di prezzo.</p>
<p>L&#8217;analisi delle <strong>compravendite </strong>realizzate attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa evidenzia che il 72,3% degli <strong>acquirenti </strong>ha comprato l’abitazione principale (sia essa prima casa o casa di sostituzione), il 22,3% ha comprato per uso <strong>investimento </strong>e il 5,4% come casa vacanza. Il segmento dell&#8217;<strong>acquisto per uso investimento</strong> ha registrato un lieve aumento rispetto alla prima parte dell’anno (da 20,7% a 22,3%).</p>
<p>Il 69,5% degli <strong>acquirenti </strong>ricade nella fascia di età compresa tra 18 e 44 anni e si rivolge all&#8217;acquisto della<strong> prima casa.</strong> L&#8217;acquisto di <strong>immobili ad uso investimento </strong>cresce nelle fasce di età più alte, con un aumento, rispetto alla prima parte del 2010, nella fascia oltre i 55 anni. Le famiglie inoltre rappresentano il 51,9% degli acquirenti.</p>
<p>Nelle grandi città la <strong>tipologia immobiliare</strong> più richiesta è il trilocale con il 35,9% delle preferenze, seguito dal bilocale con il 30%. Similare la situazione anche nei capoluoghi di regione e nei capoluoghi di provincia dove è sempre il trilocale a dominare.</p>
<p><strong>L&#8217;analisi della disponibilità di spesa</strong> registra una maggiore concentrazione nella fascia di spesa compresa tra 170 e 249 mila € per le grandi città e nella fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila per i capoluoghi di regione ed i capoluoghi di provincia. L&#8217;analisi dell&#8217;offerta nelle grandi città vede una maggiore concentrazione di trilocali (33,2%), seguiti dal bilocale (25,6%) ed infine dal quattro locali (21,8%).</p>
<p>Sul versante delle <strong>locazioni </strong>si segnala, a livello nazionale, una leggera diminuzione dei canoni per i bilocali (-0,1%) e stabilità dei canoni per i trilocali. Nelle grandi città si registra un aumento dei canoni di locazione dello 0,4% per i bilocali e dello 0,2% per i trilocali.</p>
<p>Sul mercato delle locazioni continua ad esserci una buona domanda alimentata da tutti coloro che non riescono ad accedere al mercato del credito e quindi alle compravendite, tra questi giovani coppie ma, soprattutto, monoreddito e immigrati. Anche sul mercato degli affitti inizia a delinearsi un processo di selezione da parte dei potenziali inquilini, sempre più propensi a scegliere immobili ben posizionati e ben tenuti (anche negli arredi).</p>
<p>I rendimenti immobiliari sui bilocali sono fermi al 3,8%. I segnali di fiducia verso il mercato immobiliare che gli operatori hanno evidenziato nel corso del 2010 potrebbero confermarsi anche del 2011, anno durante il quale non ci saranno improvvise inversioni di tendenza ed i prezzi saranno più orientati verso la stabilità.</p>
<p>Sul fronte delle <strong>compravendite </strong>riteniamo che esse potrebbero stabilizzarsi intorno alle 630 mila. Per le grandi città nel 2011 prevediamo un incremento dei prezzi compreso tra a 0% e +2%. Sono improntate alla stabilità le previsioni dei prezzi per l’hinterland delle grandi città e per gli altri capoluoghi. Come più volte ribadito molto dipenderà dalla congiuntura macroeconomica che interesserà il nostro Paese e, in particolar modo, dall&#8217;andamento del mercato del lavoro. Da considerare anche le decisioni che la Bce potrà prendere in termini di rialzi dei tassi al fine di contenere le spinte inflattive.</p>
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