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	<title>Cambiocasa News &#187; rischio amianto in edilizia</title>
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		<title>L&#8217;amianto in edilizia, la polvere che uccide</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 05:00:43 +0000</pubDate>
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</div>L&#8217;amianto in edilizia, la polvere che uccide Fino alla fine degli anni &#8217;70 l&#8217;amianto e il cemento amianto sono stati largamente utilizzati in edilizia e in molti prodotti di utilizzo comune Le fibre di amianto volatili, se inalate, espongono le persone ad un particolare tipo di tumore, il mesotelioma maligno. La Lombardia, con il Piemonte<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/09/lamianto-in-edilizia-la-polvere-che-uccide/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>L&#8217;amianto in edilizia, la polvere che uccide</em></strong></p>
<p><strong><em>Fino alla fine degli anni &#8217;70 l&#8217;amianto e il cemento amianto sono stati largamente utilizzati in edilizia e in molti prodotti di utilizzo comune</em></strong></p>
<p><strong>Le fibre di <strong>amianto </strong>volatili, se inalate, espongono le persone ad un particolare tipo di tumore, il mesotelioma maligno. La Lombardia, con il Piemonte e la Liguria, vanta il triste primato dei decessi per tumori collegati all’esposizione. La Regione Lombardia, tra le prime in Italia, ha ora deciso di essere libera dall&#8217;amianto entro il 2016. Entro quella data, quindi, dovranno essere concluse le bonifiche e il corretto trattamento di una enorme quantità di amianto e di cemento-amianto. </strong><br />
<span id="more-979"></span><br />
Com&#8217;è possibile raggiungere l&#8217;obiettivo di &#8216;liberarci&#8217; dall&#8217;<strong>amianto </strong>se non ci sono siti di conferimento a norma? E cos&#8217;è esattamente l&#8217;amianto? <strong>L&#8217;amianto </strong>(conosciuto anche come asbesto) è un insieme di minerali fibrosi capaci di frantumarsi in fibre fino a mille volte più piccole di un capello.</p>
<p>Grazie alle sue proprietà di resistenza al calore, di<strong> isolamento acustico</strong> e di basso costo, in passato è stato largamente impiegato nell&#8217;<strong>edilizia </strong>(a spruzzo, in tegole, lastre e pannelli, tubazioni, pavimenti vinilici), nell&#8217;industria (come isolante termico e acustico) e nel settore dei trasporti (per freni, frizioni, guarnizioni, carter di protezione dei tubi di scarico, rivestimenti del vano motore, coibentazioni di treni, navi e autobus). Fino agli anni &#8217;90 ce lo siamo ritrovato in più di 3.000 prodotti. Grazie alla legge 257 del 1992 l&#8217;amianto è poi stato bandito, ma è ancora molto diffuso in Italia e tanti siti contaminati attendono di essere bonificati.</p>
<p><strong>I rischi per la salute</strong><br />
L&#8217;<strong>amianto </strong>ha un pesante <strong>impatto sanitario</strong> sulla popolazione: ogni anno in Italia emergono circa 1300 mesoteliomi, particolare tipo di tumore legato all&#8217;esposizione professionale, ambientale e domestica. I <strong>rischi </strong>per la <strong>salute </strong>derivano dall&#8217;inalazione delle fibre disperse in aria. L&#8217;esposizione prolungata alle fibre causa patologie gravi come l&#8217;asbestosi (che colpisce i polmoni e causa insufficienza respiratoria) e tumori all&#8217;apparato respiratorio (pleura e polmoni), ma non solo (anche laringe e ovaie). Le malattie possono insorgere dopo molti anni dall&#8217;esposizione, anche fino a 40, e il periodo di latenza è talmente lungo che gli epidemiologi prevedono un picco nei prossimi dieci anni.</p>
<p><strong>Cosa dice la Legge</strong><br />
La Legge 27 marzo 1992 n° 257 mette al bando la produzione, la commercializzazione e l&#8217;impiego di materiali contenenti fibre di <strong>amianto</strong>, prevedendo la realizzazione di <strong>Piani Regionali Amianto </strong>a cura delle diverse <strong>Regioni</strong>. Se in <strong>Lombardia</strong>, ad esempio, la <strong>lotta all&#8217;amianto</strong> è normata dalla Legge regionale 17 del 2003 non tutte le <strong>Regioni</strong>, ad oggi, hanno provveduto a redigere i <strong>Piani</strong>.</p>
<p><strong>La paura</strong><br />
La paura si può toccare con mano a <strong>Crescenzago</strong>, prima periferiamilanese. Le chiamano <strong>case bianche</strong> o <strong>case minime</strong>. Sono 117 appartamenti monofamiliari con giardinetto. Li hanno costruiti negli anni &#8217;50, ci abitano 300 persone. Tutto in eternit: <strong>tetti</strong>, condotte, <strong>coibentazioni</strong>. Lastre e onduline si sono sgretolate negli anni, quando c&#8217;è vento le <strong>fibre di amianto</strong> volano. Accanto alle case: un asilo, una scuola, un parco giochi.</p>
<p>Il<strong> Rapporto di Legambiente</strong> sull&#8217;<strong>amianto </strong>del maggio 2010 afferma categoricamente che è necessaria &#8216;una adeguata pianificazione per la realizzazione di un&#8217;impiantistica di trattamento e smaltimento a supporto delle operazioni di <strong>bonifica</strong>, da realizzare prioritariamente in prossimità dei luoghi maggiormente interessati dal problema&#8217;. Come a dire che senza impianti di conferimento e discariche controllate e a norma di legge non sarà possibile fare le <strong>bonifiche </strong>e liberarsi dall&#8217;incubo <strong>amianto</strong>.</p>
<p>Ad oggi la mancanza di impianti costringe gli operatori ad esportare grandi quantità di eternit verso i siti in Germania e in altri Paesi europei, con un aggravio ambientale e di costi. Non solo. La carenza di impianti incentiva le discariche abusive, vera bomba ecologica e pericolo costante per la salute di tutti. Il territorio italiano è cosparso di discariche illegali e lastre di amianto abbandonate. Un pericolo mortale che deve essere combattuto realizzando <strong>impianti e siti</strong> di conferimento controllati, a norma e <strong>certificati (Iso, Emas).</strong></p>
<p>La <strong>Regione Lombardia</strong>, ad esempio, prevede la realizzazione di 5 discariche controllate di cemento-amianto, autorizzando una capacità di conferimento di 2 milioni di metri cubi. Ad oggi, il metodo migliore per assicurare la non pericolosità dell&#8217;<strong>amianto </strong>e del <strong>cemento-amianto</strong>, infatti, resta il conferimento in discarica controllata per rifiuti speciali pericolosi impermeabilizzata e attrezzata nella massima sicurezza sotto il costante controllo delle <strong>autorità pubbliche (Arpa, Asl, Comune e Regione).</strong></p>
<p>L&#8217;importante è muoversi in fretta. Per evitare, nei prossimi decenni, di far diventare l&#8217;<strong>amianto </strong>un grave problema nazionale.</p>
<p><strong>Fonte: greenews.info</strong></p>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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