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	<title>Cambiocasa News &#187; scadenza pagamento ici</title>
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		<title>Mercato immobiliare e Fisco: Ici su seconde case, ville e castelli, saldo di fine anno</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 02:00:10 +0000</pubDate>
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</div>Mercato immobiliare e Fisco: Ici su seconde case, ville e castelli, saldo di fine anno Giovedì 16 dicembre è l&#8217;ultimo giorno utile per il pagamento relativo al 2010 da parte dei proprietari di immobili Si avvicina il momento in cui si devono chiudere i conti con l&#8217;Ici riguardante il 2010. Entro giovedì 16 va effettuato<strong> &nbsp; <a href="http://news.cambiocasa.it/2010/12/mercato-immobiliare-e-fisco-ici-su-seconde-case-ville-e-castelli-saldo-di-fine-anno/">Read more...</a></strong>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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</div><p><strong><em>Mercato immobiliare e Fisco: Ici su seconde case, ville e castelli, saldo di fine anno </em></strong></p>
<p><strong><em>Giovedì 16 dicembre è l&#8217;ultimo giorno utile per il pagamento relativo al 2010 da parte dei proprietari di immobili</em></strong></p>
<p><strong>Si avvicina il momento in cui si devono chiudere i conti con l&#8217;Ici riguardante il 2010. Entro giovedì 16 va effettuato il versamento del saldo da parte dei contribuenti che non siano stati esentati, a partire dal 2008, dall&#8217;assolvimento del tributo.</strong><br />
<span id="more-1489"></span><br />
Non tutti i <strong>proprietari di immobili</strong> devono saldare l&#8217;<strong>Ici</strong>. La legge 126/2008 ha stabilito l&#8217;<strong>esenzione </strong>dal pagamento per l&#8217;<strong>abitazione principale</strong>, se però non rientra nelle <strong>categorie catastali </strong>A1 (<strong>abitazioni di lusso)</strong>, A8 (<strong>abitazioni in ville</strong>) e A9 (<strong>castelli, palazzi di pregio artistico e storico</strong>). Per loro, è sempre possibile fruire della <strong>detrazione </strong>di 103,29 euro (elevabile fino a 258,23 euro su decisione del Comune di residenza), se la <strong>casa </strong>è la loro<strong> abitazione principale, </strong>quella, cioè, in cui è stabilita la <strong>residenza anagrafica. </strong></p>
<p>Non è dovuta l&#8217;<strong>Ici</strong> per le pertinenze dell&#8217;immobile esentato (cantine, box, posti auto collegati all&#8217;abitazione principale anche se iscritte autonomamente in <strong>catasto</strong>, nei limiti stabiliti dai diversi regolamenti comunali. Il ruolo del <strong>Comune </strong>è molto importante nella definizione dell&#8217;applicazione del tributo. Ogni singolo <strong>Comune </strong>può stabilire, ad esempio, l&#8217;equiparazione di altri fabbricati ad <strong>abitazione principale</strong>, esenzioni nei confronti di chi concede un <strong>immobile </strong>in uso gratuito a un parente che vi abbia stabilito la propria <strong>residenza</strong>, <strong>agevolazioni </strong>a chi pone al servizio della propria <strong>abitazione </strong><strong>impianti di energia rinnovabile. </strong></p>
<p><strong><em>L&#8217;obbligo del pagamento resta per: </em></strong><br />
<strong>&#8211; i proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli situati nel territorio dello Stato (se non rientrano nelle categorie esentate dalla legge 126/2008)<br />
&#8211; gli utilizzatori degli immobili in locazione finanziaria (leasing)<br />
&#8211; i titolari di diritti reali di godimento degli immobili (usufrutto, diritto di superficie, enfiteusi, diritto di uso o di abitazione)<br />
&#8211; i concessionari di aree demaniali. </strong></p>
<p>Per i <strong>fabbricati </strong>dichiarati <strong>inagibili </strong>o <strong>inabitabili</strong>, e di fatto non utilizzati, l&#8217;<strong>Ici </strong>è ridotta del 50% per il periodo in cui sussistono tali condizioni. Lo stato di <strong>inagibilità </strong>dell&#8217;<strong>immobile </strong>è accertato dell&#8217;ufficio tecnico del Comune e può essere autocertificato dal <strong>contribuente</strong>.</p>
<p><strong><em>Calcolare l&#8217;Ici</em></strong><br />
Bisogna innanzitutto determinare la <strong>base imponibile</strong>, costituita, per gli <strong>immobili</strong>, dalla <strong>rendita catastale </strong>rivalutata del 5% e moltiplicata, in base alla tipologia dell&#8217;immobile, per i seguenti <strong>coefficienti</strong>:<br />
<strong>&#8211; 100 &#8211; unità immobiliari appartenenti ai gruppi catastali A (abitazioni) e C (magazzini, depositi, laboratori, autorimesse eccetera)<br />
&#8211; 140 &#8211; immobili inseriti nel gruppo catastale B (collegi, convitti, uffici pubblici eccetera)<br />
&#8211; 50 &#8211; unità immobiliari classificate nel gruppo catastale D (fabbriche, alberghi teatri, cinema, banche eccetera) e nella categoria A10 (uffici e studi privati)<br />
&#8211; 34 &#8211; immobili classificati nella categoria C1 (negozi e botteghe). </strong></p>
<p>Calcolato l&#8217;<strong>imponibile</strong>, si procede ad applicare l&#8217;<strong>aliquota </strong>stabilita dal Comune (normalmente compresa tra il 4 e il 7 per mille, con una punta del 9 per mille per gli immobili sfitti) e le eventuali <strong>detrazioni</strong>. Il saldo da pagare è pari alla differenza tra l&#8217;importo dovuto per l&#8217;intero anno e quanto già versato a giugno scorso.</p>
<p>Nel calcolo va considerato sia il periodo di possesso (l&#8217;intero anno o proporzionalmente ai mesi dell&#8217;anno durante i quali si è stati titolari del diritto reale, considerando intero il mese per il quale il possesso si è protratto per almeno 15 giorni) sia la quota di <strong>proprietà </strong>dell&#8217;<strong>immobile</strong>.</p>
<p><strong><em>Diverse modalità di pagamento</em></strong><br />
Dopo tutte le verifiche, per il pagamento è possibile scegliere tra <strong>diverse modalità</strong>. Si può utilizzare il <strong>modello F24 </strong>che permette di pagare <strong>l&#8217;Ici</strong> con un unico modello anche per <strong>immobili </strong>situati in comuni diversi, con in più la possibilità di compensare altri crediti erariali o contributivi. I contribuenti possono presentare <strong>l&#8217;F24 </strong>presso banche convenzionate, agenzie postali, agenti per la riscossione o ricorrere alla modalità telematica, quest&#8217;ultima obbligatoria per i titolari di <strong>partita Iva</strong>.</p>
<p><strong><em>I codici tributo da utilizzare per la compilazione dell&#8217;F24 nella sezione Ici ed altri tributi locali sono:</em> </strong></p>
<p><strong>&#8211; 3901 &#8211; Ici per l&#8217;abitazione principale<br />
&#8211; 3902 &#8211; Ici per i terreni agricoli<br />
&#8211; 3903 &#8211; Ici per le aree fabbricabili<br />
&#8211; 3904 &#8211; Ici per gli altri fabbricati. </strong></p>
<p>Resta comunque possibile utilizzare il tradizionale bollettino di conto corrente postale, che alcuni <strong>Comuni </strong>inviano ai propri cittadini con l&#8217;intestazione dell&#8217;agente per la riscossione a cui effettuare il versamento.</p>
<p>I <strong>contribuenti </strong>non residenti possono versare<strong> l&#8217;Ici </strong>direttamente dall&#8217;estero effettuando un bonifico bancario o un vaglia internazionale intestati al <strong>Consorzio nazionale obbligatorio tra gli agenti della riscossione</strong>.</p>
<p>Chi dovesse mancare l&#8217;appuntamento del 16 dicembre, ha ancora due possibilità per <strong>rimediare </strong>tramite il <strong>ravvedimento operoso</strong>, che consente di beneficiare dell&#8217;applicazione di<strong> sanzioni ridotte.</strong></p>
<p>Se il <strong>versamento </strong>viene effettuato entro 30 giorni dalla scadenza, la <strong>sanzione </strong>è pari al 2,5% dell&#8217;imposta; se si va oltre, ma entro il termine di presentazione della<strong> dichiarazione Ici</strong> relativa all&#8217;anno in cui è stata commessa la <strong>violazione (ravvedimento lungo)</strong>, la <strong>sanzione </strong>passa al 3%.</p>
<p><strong>Fonte: FiscoOggi</strong></p>
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<strong>This article is copyright ©  Cambiocasa News</strong>
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